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HOME | venerdì 19 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Spari d'inchiostro. Appunti per un canone del fumetto |
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| Autore |
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Interdonato Paolo |
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| Dati |
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XXXII-247 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 16,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,00 |
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| Editore |
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Perdisa Pop |
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| Collana |
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Walkie Talkie |
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| EAN |
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9788883723971 |
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Paolo Interdonato
Spari d'inchiostro Appunti per un canone del fumetto
"Il fumetto è una macchina instabile, in perenne ricerca di un punto di equilibrio. Tra parole e immagini, tra vignetta e vignetta, tra elementi dello stesso quadro, della pagina e della storia. E questa instabilità si propaga attraverso tutto il sistema fumetto: non è facile identificare degli spazi - e delle merci - in cui commercializzarlo; arduo indirizzarlo al suo target naturale; difficile attribuire una dignità a chi lavora; difficilissimo definirlo; quasi impossibile datarlo; rischiosissimo storicizzarlo."
Sparidinchiostro è il blog di Paolo Interdonato dove vengono pubblicati e commentati testi, immagini, contenuti audio e video il cui argomento principale è il fumetto.
Spari d’inchiostro sono gli appunti per un canone del fumetto di Paolo Interdonato.
La parola canone non deve spaventare il lettore, che nel libro non troverà presentata una dogmatica lista di fumetti che assolutamente deve leggere. L’autore stesso ci tiene a precisare in una chiacchiera con gli amici riportata come introduzione al libro, di non ritenersi investito di nessuna particolare autorità per la redazione del canone. Saranno il suo gusto personale e la sua ampia conoscenza della materia i criteri con i quali deciderà quali fumetti citare e quanto spazio dedicarci.
Questo libro nasce dall’esigenza di un appassionato e profondo conoscitore del mondo del fumetto di tentare di fare un po’ di chiarezza su di esso. Il fumetto infatti è una produzione editoriale difficilmente classificabile come lo sono gli stessi suoi lettori. È facile parlare superficialmente di giornaletti per i bambini (il fumetto seriale, popolare) o esaltare le qualità letterarie delle graphic novel (il fumetto d’autore). Il sistema fumetto racchiude questo e quello ma anche molto altro.
Nella lunga lista del canone in ordine cronologico si ritrovano titoli di riviste, fumetti, nomi di autori e di illustratori di tutto il mondo dallo svizzero Rodolphe Topffer all’americano Richard Corben dai giapponesi Kazuo Koike e Goseki Kojima all’italiano Filppo Scozzari.
Le preferenze dell’autore sono palesi: Little Nemo di Windsor McCay, la dichiarata venerazione per Harvey Kurtzman, poco degni di interesse sono invece ritenuti Asterix il Gallico di Renè Goscinny e Albert Uderzo e le illustrazioni di Milo Manara.
Come ne parlerà? Raccontandoci della sua infanzia passata in compagnia dei fumetti bonelliani e dei supereroi, dell’adolescenza in cui sfogliava “Linus”, “FMR”, “Corto Maltese”, degli incontri con Ivo Milazzo e Davide Toffolo, e delle discussioni con gli amici riguardo a questo o a quel personaggio a cui sono più legati. Interdonato ci parla di Jimmy Corrigan di Chris Ware riportando lo scambio di mail con l’amico Fabio Guarnaccia che a questo autore ha dedicato un saggio. Non mancano gli aneddoti sugli autori: Josè Munoz che racconta di Oesterheld, per esempio, e le contestualizzazioni storiche.
Un anno particolarmente importante per la storia del fumetto americano è il 1954 quando viene istituito il Comics Code un codice di autocensura che radiava dai comic book tutti i temi per gli adulti, lasciando così lo spazio per i soli eroi senza macchia e senza paura che inguainati nelle loro colorate tutine erano pronti a salvare il mondo da ogni pericolo. Ma c’è stato anche chi le regole le ha trasgredite, dando vita ad una produzione underground irrispettosa, è il caso dell’album a fumetti “Raw” progettato da Art Spiegelman e dalla moglie Francoise Mouly.
È un canone ampio, non solo perché attraversa più di 1000 anni di produzione fumettistica ma anche perché parla dei personaggi più disparati, delle riviste più o meno famose italiane ed estere ma anche perché fa riflettere sui percorsi degli autori, degli editori e del pubblico che si occupano e che amano il fumetto.
I nomi riportati nel canone non suoneranno nuovi a chi di fumetti se ne intende, mentre i più giovani e i meno esperti avranno l’occasione di ampliare le loro conoscenze incuriositi dalle descrizioni di Interdonato. Alla fine di alcune voci del canone l’autore infatti suggerisce le pubblicazioni dove trovare i fumetti citati.
Le prime pagine
Introduzione. Centro di gravità
"La storia ufficiale del fumetto è una storia dì frustrazione, di potenziale irrealizzato, di artisti che non hanno mai avuto l'opportunità di realizzare quel capolavoro, di storie che non vennero mai raccontate. .. Oppure vennero epurate da supervisori dalla mentalità ristretta. .. Un medium imprigionato in un ghetto e ignorato da innumerevoli persone che avrebbero potuto esaltarne le potenzialità... Be'. Eccolo. L'altra storia del fumetto. Come sarebbe dovuta essere. I capolavori. I grandi romanzi. Le espressioni pure, a ritroso, per centinaia di anni". (Il bibliotecario e guardiano del faro, Hicksville, Dylan Horrocks).
Il teorema dello storione
Una biblioteca newyorchese che ha sempre guardato con accondiscendenza alla fantascienza (per la simpatia si sarebbe dovuto attendere ancora qualche anno), ha organizzato la presentazione di un romanzo di Theodore Sturgeon: Some ofyour blood (in italiano, Un po' del tuo sangue). Non è proprio un romanzo di fantascienza, ma siamo all'inizio degli anni '60 e presentare in una biblioteca un romanzo che parla di un vampiro per niente soprannaturale e, più velatamente, di mestruazioni è già abbastanza eversivo. Il pubblico in sala è poco, però è mosso da sincero interesse. E dopo una breve introduzione di un giornalista neanche troppo disinformato, una presentazione del libro a opera dello stesso Sturgeon, uno scambio di convenevoli che sfiorano i temi del romanzo e la lettura di un capitolo, iniziano ad arrivare domande. Dapprima timide e fuori fuoco, poi sempre più attente e curiose.Anne, seduta in prima fila, è la più assidua frequentatrice della biblioteca. Arriva a leggere anche 4 romanzi la settimana e non passa mattina che non faccia una capatina nella sala lettura (le malelingue dicono che tra lei e Howard, uno dei bibliotecari, ci sia del tenero). Di solito Anne tace e ascolta discretamente, ma non questa volta. Sa di cosa parla quel romanzacelo ed è decisa a mostrare tutta la sua ripulsa. Lo scrittore poi è un po' trasandato e indossa un giubbotto di pelle: un autore rispettoso del suo pubblico avrebbe tributato al momento la sacralità che meritava; giacca e cravatta erano d'obbligo. Anne cerca di fare domande che mettano in difficoltà quell'imbrattacarte che passa le sue giornate a scrivere storielle prive dell'afflato della vita su rivistacce di fantascienza, ma nei libri non c'è tutto quello che ti serve per vivere e la donna è poco allenata al confronto dialettico. Sturgeon invece è un uomo pacato e reso abile a schivare gli attacchi del pubblico indisponente da oltre un decennio di frequentazioni con loschi individui ossessionati dalla fantascienza. Anne si scalda, perde il controllo della retorica e sibila: «il 90% della fantascienza è spregevole!». Usa la parola "crud", che anni di letture alte le impediscono di sbottare in volgarità, ma mentre lo dice un moto di pudore la costringe ad abbassare ulteriormente il tono di voce. Quasi un sussurro. Theodore Sturgeon la guarda e sorride. Non perde la calma neanche per un istante. Non si diventa un punto di riferimento per gente come Kurt Vonnegut se non si è capaci di gestire momenti difficili: lui addirittura è l'archetipo sulle cui fattezze è stato costruito Kilgore Trout, il grande studioso delle tradizioni trafalmadoriane. Non ha sentito bene la frase, ma ne ha colto il senso. Si passa la mano su pizzetto puntuto per prendere tempo, strizza un po' gli occhi e, con voce ferma e gentile, dice: «Signora... il 90% di qualsiasi cosa è merda». Usa "crap", una parola di quattro lettere, là, in mezzo a della gente perbene. In un tempio del sapere. Anne non può sopportare oltre. Si alza di scatto, stringe al ventre la borsa ed esce dalla sala facendo risuonare (intenzionalmente) i tacchi bassi sul pavimento. Non si farà vedere in biblioteca per due settimane.
© 2007, Gruppo Perdisa Editore
Paolo Interdonato – Spari d’inchiostro
XXXII-247 pag., 16 € – Edizioni Perdisa Pop 2007 (Walkie Talkie)
ISBN 978-88-83-72397-1
L'autore
Paolo Interdonato nasce a Monza nel 1968.
Dopo una breve (e dimenticabile) carriera scolastica, diventa, per limiti intellettuali e di vocazione, operaio del software.
Oltre ad occuparsi di organizzazione dei processi per la progettazione e gestione delle tecnologie, si interessa di linguaggi visuali e strutture della narrazione.
Collabora con "Schizzo", "Black", "Lo Straniero", "Hamelin" e altre riviste introvabili.
Vive con Patrizia, Chiara e Davide (in ordine di apparizione) e ha il blog: sparidinchiostro.splinder.com
| 19 febbraio 2008 | | Di Emanuela Zamperoni |
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