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RECENSIONE

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Titolo CamminaMilano. 10 passeggiate d'autore per un'inconsueta guida alla riscoperta della città
Dati 112 p., ill., brossura
Prezzo € 16,00
Prezzo IBS € 12,80
Editore No Reply
Collana Camminacittà
EAN 9788889155141
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CamminaMilano


10 passeggiate d'autore per un'inconsueta guida alla riscoperta della città

I testi sono di : Alessandra Appiano, Alessandro Beretta, Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Piero Colaprico, Nanni Delbecchi, Eugenio Finardi, Pao, Nicoletta Rusconi, Gerry Scotti

Non si tratta di una guida, o meglio è la guida ideale per entrare nello spirito di questa città, così multiforme e difficile da capire, una città che sembra faccia di tutto per non farsi amare, ma solo "sopportare". 

Sicuramente il malessere che già altri scrittori hanno saputo descrivere (ad esempio Luca Doninelli nel suo Il crollo delle aspettative. Scritti insurrezionali su Milano ha coraggiosamente messo in risalto il momento critico del capoluogo lombardo) può e forse deve trasformarsi in coraggio e voglia di rinascita.


Se la sensibilità di uno scrittore può dare al cittadino milanese qualche strumento in più per riprendere a vivere con gioia la sua città, questo è il libro che deve leggere.
Ma certamente anche i tanti "ospiti" di questa città, un tempo nota per la sua apertura mentale e la capacità d'accoglienza e oggi soffocata da un egoismo conservatore, potrebbero trarre qualche spunto utile per vivervi meglio. Gli spunti critici che i dieci scrittori non lesinano alla città sembrano spingere il lettore a guardare Milano con realismo, ma anche con affetto e, per chi vi è nato e per chi vi è arrivato, anche con un particolare spirito di appartenenza.
 


La Rotonda della Besana
Il libro si apre con un percorso tracciato da Gianni Biondillo, Dal Duomo a Porta Ticinese, in un breve racconto. La città è infuocata dall'estate, ma chi vuole può scoprire nelle chiese che appaiono numerose da Piazza del Duomo a Porta Ticinese, fresco, grande arte e secoli di storia.
Porta Ticinese è anche ormai nota per i suoi locali, per la rumorosa vita notturna, e per i tanti negozietti che la colorano. Il volume fa seguire ad ogni "racconto d'autore"  alcune pagine da vera e propria guida turistica: i luoghi da vedere, i ristoranti e i locali consigliati, i negozi e le curiosità.  


Gerry Scotti poi ha tracciato il suo percorso di sempre, però fatto al contrario rispetto a quando era bambino: partendo sempre da Piazza Duomo, attraversando una delle parti più antiche, e tra le poche rimaste quasi intatte della città, giunge fino all'Abbazia di Chiaravalle. 
Ci sono due possibili percorsi, che poco si discostano per lunghezza, e anche per piacevolezza: il primo rimanda agli anni da studente e ai locali frequentati in quel periodo, Piazza Santo Sefano, Festa del Perdono, i Giardini della Guastalla... 
L' alternativa alla breve possibile sosta alla Guastalla è quella di un altro luogo, che ha il peso di una storia non proprio allegra (era anticamente un cimitero), ma che oggi è un giardino piacevolissimo e un luogo di belle mostre d'arte: la Rotonda della Besana.


"La Milano che poteva essere e non è stata", "potrebbe essere una piazza di Madrid, di Parigi o di Londra": si sta parlando di Piazzale Libia, luogo visitato da architetti di tutto il mondo che speriamo si continui a tutelare anche se non mancano le minacce.
Il punto d'arrivo è la bella Abbazia di Chiaravalle, città, ma già campagna, e infine la sensazione che poi questa Milano non sia così grande se se ne può percorrere un raggio a piedi e senza eccessiva fatica!


La zona che visitiamo con Nicoletta Rusconi, in bicicletta, ma si può fare questo percorso senza alcuna fatica anche a piedi, è quella Venezia-Monforte. La casa stessa della Rusconi, in Corso Venezia 22, è il punto di partenza: bella, carica di storia, elegante, già meritevole d'attenzione, così come i tanti "Luoghi d'interesse", artistici o semplicemente curiosi e divertenti, segnalati nelle pagine successive.

Castello Sforzesco
Senza allontanarci troppo, seguiamo Alessandra Appiano in un tragitto che percorre un'area urbana cosmopolita e dalle tante anime, così diversa di giorno e di notte, forse la Milano più autentica, accogliente e multiforme: stiamo muovendoci dalla Stazione Centrale ai Bastioni di Porta Venezia.


Se invece a guidarci è Alessandro Bertante, giornalista e scrittore, attraversiamo una delle arterie commerciali più importanti della città, quella che percorre tutto Corso Buenos Aires e raggiunge Piazzale Loreto, una ininterrotta sequenza di negozi e di luci, un "grande fiume" di sollecitazioni, di persone in continuo movimento che raggiunge la grande brutta piazza su cui convergono tutte le strade del Nord.

Un quartiere contagiato dal blues, siamo in Zona Sempione, e là è vissuto (così come altri musicisti), Eugenio Finardi che ci guida lungo le strade in cui è cresciuto, in cui è nato il suo primo gruppo, in cui ha iniziato a lavorare alla Rai. Il "Corso Sempione Blues" si contrappone all'altro territorio milanese, indiscusso regno della band e degli amici di Fabio Treves, Città Studi.
Ma se è la musica a guidare il nostro girovagare eccoci arrivare in via Conservatorio: elegante come tutte le vie che le sono vicine, intitolate a grandi musicisti. Finardi poi ricordando gli anni della sua giovinezza, difficili e impegnativi, e confrontandoli con la mediocrità e la mancanza di energia morale dell'oggi, sente il bisogno di un nuovo rinascimento milanese, una riscossa e conclude: "Altro che rock, a Milano ha vinto la dance".


I Navigli
Non è possibile qui percorrere con le parole tutti gli itinerari che il volume propone: Milanopoli di Nanni Delbecchi è un attraversare giocoso tutta la città, "un labirinto così ordinato da diventare trasparente".
Con Piero Colaprico invece scendiamo in metropolitana, lungo la più antica delle linee, la Linea 1, MM rosso sangue. A ogni fermata si può collegare un delitto (o un suicidio), ma è la deformazione professionale del giornalista e giallista Colaprico a collegare ogni stazione di quella linea a un caso giudiziario: chi viaggia nel caldo spesso soffocante della Linea rossa non pensa certo ai delitti del passato!


I Navigli: la parte più romantica di Milano e anche, da una ventina d'anni, la zona in cui si possono trovare i locali più conosciuti in città. Antica zona popolata da artigiani e da artisti, oggi, durante la giornata sembra invece in sola attesa dell'oscurità e, tra le polemiche dei residenti, del rumore assordante provocato dai tanti nottambuli e dalla musica che i locali non riescono a trattenere.
Rimangono però vestigia di città "vera": qualche piccolo negozio, un centro sociale, qualche antica e storica gelateria. Una parte di città che potrebbe essere recuperata anche al popolo del sole e non solo a quello della notte.


Eccoci quindi con "Milano in mano" abbiamo tanti strumenti in più per conoscerla, capirne le contraddizioni e in fondo perdonarle per amore i suoi tanti difetti. Resa difficile dalla postmodernità, la città potrebbe trovare un suo nuovo modo di vivere e di accogliere chi viene da fuori, sapendone ben assimilare la cultura o meglio sapendo reinventarsi una nuova sincretica cultura.   

Buscemi F., Deale D. (a cura di) - CamminaMilano
112 pag., 16,00 € - Edizioni No Reply 2006 (Camminacittà)
ISBN 9788889155141


10 luglio 2006 Di Grazia Casagrande


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