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HOME | domenica 12 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Il mondo di Banana Yoshimoto |
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| Autore |
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Amitrano Giorgio |
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| Dati |
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126 p., ill., brossura |
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| Prezzo |
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€ 7,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 5,95 |
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| Editore |
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Feltrinelli |
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| Collana |
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Super universale economica |
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| EAN |
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9788807840814 |
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Giorgio Amitrano
Il mondo di Banana Yoshimoto "Credo che quando si ama la letteratura, e si amano le persone... anzi, mi correggo e ricomincio, tentando di spogliare questa frase da un sospetto di sentimentalismo. Credo che quando si prova un forte interesse per la letteratura, e un forte interesse per le persone, e quando, come a volte accade, letteratura e vita coincidono, sia abbia il diritto di mischiare informazioni e sensazioni, libri e ricordi, l'opera letteraria di una scrittrice e 'il suo modo di salire le scale'."
Banana Yoshimoto è un'autrice che non si lascia catturare. Riservata e attenta, non si scopre facilmente. Le sue risposte nelle interviste sono sintetiche, essenziali. È insomma difficile sapere e capire di più di Banana come persona, i suoi gusti, le sue passioni. Uno dei pochi che potevano scavare un po' a fondo nella sua personalità è Giorgio Amitrano, a lungo traduttore dei suoi romanzi in Italia e ormai da anni amico della scrittrice giapponese. A lui è stato affidato il compito, nel 1999, di redigere questo ritratto particolare dell'autrice, distribuito inizialmente come omaggio ai lettori dell'Universale Economica Feltrinelli, e oggi ripubblicato, con i debiti aggiornamenti.
In queste pagine non troverete la vita dell'autrice di Kitchen, ma i suoi gusti di lettura, le preferenze musicali, artistiche, estetiche, i viaggi, le passioni. La prima parte del volumetto è costruita da due interviste fatte da Amitrano alla Yoshimoto, la prima realizzata nel 1998 a Tokyo, la seconda nel 2001 all'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Le pagine successive sono divise in alcuni capitoli "tematici" che analizzano il suo lavoro criticamente, sviluppandone alcuni aspetti, come il forte legame con il manga o la sua post-modernità.
 | Southern Cross di Nara Yoshimoto
 | "I mini-saggi presenti nella prima edizione sono riproposti così com'erano. Modificarli sarebbe satto come ritoccare le foto di un vecchio album con il Photoshop", scrive Amitrano nella Premessa, "Nella parte che ho scritto per questa nuova edizione ho voluto toccare alcuni punti che mi stavano a cuore: soprattutto, mi interessava indagare il senso di quell'atmosfera "infantile" che da Kitchen in avanti è una dimensione inseparabile della letteratura di Yoshimoto Banana. Questo tema è direttamente legato a un altro, e cioè il suo sodalizio con alcuni artisti contemporanei, in particolare Hara Masumi e Nara Yoshimoto. Mettere a confronto Banana con loro mi ha dato l'occasione di allargare il discorso dalla letteratura alla scena artistica del Giappone attuale, di dimostrare che la presenza di uno sguardo infantile e chiaroveggente, acerbo nell'apparenza eppure di profonda maturità, non è solo la cifra stilistica di Banana, ma un'importante tendenza della cultura giapponese di oggi".
A chiudere il volume una lettera che la Yoshimoto scrive direttamente ai suoi lettori italiani e che proponiamo qui di seguito.
di Giulia Mozzato
Banana Yoshimoto ai lettori italiani
Cari amici italiani,
è bello ritrovarvi dopo tanto tempo. La prima edizione di questo libro risale ad alcuni anni fa, quando venivo molto più spesso in Italia. Ripenso con nostalgia a quel periodo (anche perché ero molto più magra di adesso!). Adesso che ho un bambino da crescere, mi è più diffìcile venire, ma l'Italia è sempre presente nei miei pensieri. Nel mio ultimo romanzo, Chie-chan ed io, ho dedicato molto spazio all'Italia proprio per esprimere il mio sentimento. Spero che un giorno questo libro sia tradotto. L'ho scritto mettendoci dentro tutte le emozioni che provo nei confronti del vostro paese. Tra i libri letti di recente, uno che ho trovato di grande interesse è di Linus Torvalds, il giovane programmatore che ha ideato il kernel Linux. Il titolo giapponese è Perché mi faceva divertire. Il libro descrive tutte le emozioni che vive una persona di genio quando è impegnata a creare qualcosa. Poi ho scoperto Richard Buckminster Fuller, e adesso non faccio che leggere e rileggere tutte le sue opere. Ho imparato a conoscere il suo modo di lavorare e la sua filosofia rispetto al denaro. Un libro che mi ha letteralmente sconvolto è Left to Tell di Immaculée Ilibagiza. L'autrice è una donna che ha perso l'intera famiglia nel massacro del Rwanda e che racconta in modo dettagliato la sua esperienza. Si tratta di un libro sconvolgente e splendido. Non ci sono parole per commentare il coraggio, l'intelligenza e la grandezza della fede di questa donna. Sono passati poco più di dieci anni da quando gli abitanti dei villaggi si armarono di asce e altre armi lanciandosi al massacro degli abitanti dei villaggi vicini. Nel corso di cento giorni un milione di persone fu sterminato. Immaculée racconta tutto ciò con incredibile pacatezza. Per quanto riguarda la musica, andrò presto al concerto dei Red Hot Chili Peppers che stanno per arrivare in Giappone. Sono andata al loro ultimo live quando ero al nono mese di gravidanza, e ho quasi rischiato di partorire sul posto.
 | La Yoshimoto presenta i suoi libri in Giappone
 | Mentre scrivo i miei romanzi, ascolto costantemente Joni Mitchell e Leonard Cohen. Tra i musicisti più recenti, ascolto spesso Joanna Newson che canta accompagnandosi con l'arpa. L'anno scorso ho ascoltato tante volte un album di Neil Young, Living With War, che ho trovato molto bello. E poi, non c'entra molto ma alcuni anni fa, quando ricevetti un premio in Italia, ebbi l'occasione di vedere sul palcoscenico Patty Pravo. La trovai un personaggio talmente straordinario che mi vennero la pelle d'oca e le lacrime agli occhi. Non mi era mai capitato di lasciarmi prendere in un tempo così breve da un'attrazione così forte per qualcuno. Fra le altre cose che faccio, c'è la hula dance, la danza hawaiana. Giorni fa inaspettatamente mi è capitato di ballare sulla musica di una vecchia canzone italiana, Un buco nella sabbia. Grazie al fatto che la conoscevo già, avendola sentita al karaoke, credo di averla danzata benissimo! Essendo parecchio presa da mio figlio, non riesco più ad andare al cinema. Me ne rammarico molto. Sogno, quando lui sarà un po' cresciuto e io più libera, di passare intere giornate guardando film dalla mattina alla sera. Recentemente è uscito nelle sale il film tratto dal mio romanzo Aruzenchin babà, (Vecchia strega argentina). Mi è sembrato piuttosto bello. Un altro mio romanzo, Presagio triste, è stato adattato per il teatro, e poco tempo fa c'è stata la prima. È uno splendido allestimento. Il regista è Tsukamoto Shin'ya, conosciuto anche in Italia per il film Tetsuo. A questi due eventi non potevo mancare. È sempre interessante per me vedere le mie opere filtrate e modificate dallo sguardo di altri. Ho in programma di partecipare al Festival di letteratura La milanesiana, quindi fra non molto, dopo tanto tempo, sarò in Italia. Non vedo l'ora.
Con affetto,
Yoshimoto Banana
Giorgio Amitrano – Il mondo di Banana Yoshimoto 126 pag., ill., 7,00 € - Edizioni Feltrinelli 2007 (Super Universale Economica) ISBN 978-88-07-84081-4
Il profilo della scrittrice
 | | In Grecia giugno 2007 | Yoshimoto Mahoko nasce a Tòkyo il 24 luglio 1964, secondogenita di Yoshimoto Takaaki, saggista, critico, poeta. Scrive sin da piccola, e nei primi anni delle elementari è decisa a diventare scrittrice. In alcune interviste ha dichiarato che a spingerla in questa direzione potrebbe essere stato, più che l'esempio del padre, quello della sorella Sawako, di sette anni più grande, che eccelleva nel disegno. Sarebbe stata la creatività di Sawako (in seguito diventata disegnatrice di manga con lo pseudonimo di Ha-runo Yoiko) a stimolarla a cercare una propria strada. Negli anni dell'infanzia legge molti manga. Ama in particolare quelli di Fujiko Fujio, Doraemon ("il mio primo amore") e ObaQ. A dieci anni scopre Òshima Yumiko, famosa disegnatrice di manga, autrice fra l'altro di Shi-chigatsu nanoka ni (Accadde il 7 luglio), dove compare un personaggio di padre che assume sembianze femminili, secondo alcuni ispiratore del personaggio di Eriko (Kitchen). A tredici anni la scoperta di Dario Argento con Suspiria, che la sconvolge. Comincia ad appassionarsi ai film del terrore. A sedici anni legge Kawabata e Dazai. Si immerge in particolare nella lettura di quest'ultimo, divorandone ogni opera. Legge Shining di Stephen King e ne è ammaliata. Nel 1984 si iscrive all'università, la Nihon Daigaku, alla Facoltà di studi umanistici, corso di laurea in Letteratura. Fra gli scrittori giapponesi, la interessano Tachihara Masaaki e Sakaguchi Ango, fra gli stranieri le sorelle Brontë e Françoise Sagan. Nel 1987 si laurea: la sua tesi è il racconto Moon-light Shadow. Lavorando part-time in un campo da golf e come cameriera in un locale di Asakusa, scrive Kitchen, con il quale riceve il premio Kaien per scrittori esordienti. Per la prima volta usa lo pseudonimo "Banana". Kitchen diviene un best seller, vendendo oltre un milione di copie. È l'inizio della folgorante carriera di Banana e del cosiddetto "Banana gensho" ("Fenomeno Banana"). Nel 1989, il regista Morita Yoshimitsu realizza la versione cinematografica di Kitchen. Seguirà, qualche anno più tardi, una nuova versione diretta da Ho Yim (Hong Kong, 1997). Nel 1990 esce anche il film Tsugumi, tratto dal romanzo omonimo e diretto da Ichikawa Jun. Nel 1991 Kitchen, pubblicato in Italia, è il suo primo libro a essere tradotto in una lingua straniera. Dopo il successo italiano, viene acquistato e tradotto in oltre venti paesi. L'anno seguente Banana viene a Milano per presentare N.P. È l'inizio del suo rapporto di amicizia con l'Italia, il paese straniero al quale è più legata e che visita più spesso.
 | | Milanesiana, luglio 2007 | Nel 1994, lo stesso anno in cui Oe Kenzaburo riceve il Premio Nobel per la letteratura, il "Fenomeno Banana" ha acquistato una tale rilevanza internazionale che la rivista "Kaien" dedica a questo tema un numero monografico dal titolo Yoshimoto Banana nel mondo (Yoshimoto Banana no sekai). Nel 1999 comincia ad apparire a puntate su "Mari Kureru" (edizione giapponese di "Marie Claire") la sua corrispondenza via e-mail con Nara Yoshitomo. Nel 2000 si sposa con Tahata Hiroyoshi. Fra il 2000 e il 2001 Banana pubblica un'edizione in quattro volumi delle sue opere, scelte della stessa autrice e illustrate da Hara Masumi. Nel 2002 esce in Giappone Itarian Banana, scritto in collaborazione da Banana e Alessandro G. Gerevini (NHK shuppan, Tòkyo). Nel 2003 nasce il figlio di Banana. Nel 2004, al Festival internazionale delle Letterature di Roma, legge in giapponese La felicità di Tomo-chan. Dall'anno del debutto al presente, Banana viaggia in molti paesi del mondo. Oltre alle numerose visite in Italia (dice di serbare un ricordo particolarmente caro della Sicilia), si reca in Spagna, Francia, Argentina, Brasile, Taiwan, Egitto, Bali, Hawaii, Stati Uniti eccetera.
Premi
1987 - Premio Kaien per scrittori esordienti per Kitchen 1988 - Premio Izumi Kyoka per Kitchen 1988 - Premio del Ministro per la Pubblica istruzione per scrittori esordienti per Kitchen e Utakata/Sanku-chuari 1989 - Premio Yamamoto Shugoro per Tsugumi 1993 - Premio Scanno per N.P. 1995 - Premio Murasaki Shikibu per Amrita 1996 - Premio Fendissime Under 35 per Lucertola 1999 - Premio Maschera d'Argento 2000 - Premio Bunkamura Deux Magots per La piccola ombra
© 2007, Giangiacomo Feltrinelli editore
Nelle pagine di Wuz Articoli e recensioni L'ultimo romanzo: Il coperchio del mare Un'intervista La bibliografia
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