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RECENSIONE

Il Vangelo di Giuda


A cura di Rodolphe Kasser, Marvin Meyer e Gregor Wurst
Con un commento di Bart D. Ehrman


"Tu sarai al di sopra di tutti loro. Perché tu sacrificherai l'uomo che mi riveste".
Cristo parla a Giuda

Esistono storie affascinanti, al di là del tempo, delle passioni, dei gusti: storie che piacciono a tutti e che possono (e devono) interessare ogni lettore. La storia del Vangelo di Giuda è una di queste.

Può catturare chiunque per la straordinaria vicenda legata al suo ritrovamento e alla sua traduzione ufficiale, ma deve altrettanto interessare per il suo contenuto, per il messaggio che trasmette, perché la storia del Vangelo di Giuda è la nostra storia e non solamente religiosa, ma culturale e morale, quella che ha condizionato nei secoli i rapporti tra cristiani ed ebrei, tra l'altro. E non è certo poca cosa.


La National Geographic Society ha seguito tutta la vicenda, sovvenzionato le ricerche e ne ha tratto articoli e saggi, scritti dai protagonisti della scoperta e della decodificazione del testo.

Il papiro è stato ritrovato fortuitamente in una caverna in Egitto qualche anno fa (anche se informazioni precise sul ritrovamento non esistono), com'è spesso avvenuto per altri testi straordinari come I rotoli di Qumran, un complesso di manoscritti ebraici su pelle di pecora, datati tra il II sec. a.C. e il I d.C., l'analisi dei quali (173 comprendenti tutti i libri del canone ebraico tranne quello di Ester), ha fornito un grande apporto alla conoscenza del testo biblico ebraico, e ha fatto emergere la storia e i segreti della misteriosa setta ebraica degli Esseni, vissuta sullo sfondo del mar Morto tra la seconda metà del I secolo avanti Cristo e la prima metà del secolo successivo.

Importanti anch'essi per comprendere l'origine del cristianesimo, sono più conosciuti dal grande pubblico, ma non sono certo gli unici. Nel 1945 altri testi gnostici furono ritrovati da contadini egiziani sepolti in un vaso d'argilla vicino alla città di Nag Hammadi. Tra questi oltre 12 versioni del tutto inedite degli insegnamenti di Cristo, tra cui un Vangelo di Tommaso, uno di Filippo e un Vangelo della Verità.


Frieda Nussberger
© National Geographic
Ma torniamo al nostro Vangelo di Giuda.
Inizialmente conservato da un antiquario del Cairo di nome Hanna unicamente per essere venduto a qualche museo o qualche miliardario collezionista, il Vangelo di Giuda è stato sin troppo maneggiato prima di finire nelle mani degli studiosi. Sono andati persi in questo modo alcuni passaggi importanti del testo, letteralmente sbriciolati nelle mani di incompetenti.
Dall'Egitto all'Europa e poi negli Stati Uniti: per 16 anni il nostro Hanna lo ha conservato nel caveau di una banca dello Stato di New York.
Ma fortunatamente nel 2000 Frieda Nussberger-Tchacos lo ha acquistato per circa 300.000 dollari e, dopo aver tentato inutilmente di rivenderlo, preoccupata per il deterioramento evidente di un reperto che con altrettanta evidenza era di grande importanza, lo ha affidato alla Maecenas Foundation for Ancient Art, che l'ha restaurato e tradotto e probabilmente lo cederà al Museo Copto del Cairo.


Rodolphe Kasser
© National Geographic
L'opera mastodontica di analisi e recupero è finanziata dalla National Geographic Society e dal Waitt Institute for Historical Discovery. A ridare forma al testo parziale e frammentario sono stati gli studiosi Florence Darbre e Gregor Wurst.
Poi Rodolphe Kasser, uno dei più importanti coptologi del mondo, e altri studiosi hanno tradotto le 26 pagine ricostruite all'80% circa.
Le analisi scientifiche fanno risalire il papiro a un'epoca tra il 220 e il 340 d.C. Il testo è in copto e lo stile di certe espressioni fa pensare a una traduzione dal greco, lingua originaria di molti testi cristiani del I e II secolo. Rodolphe Kasser è così certo della sua autenticità che ha già dichiarato di voler dedicare il resto della vita a studiarlo.


F. Darbre e G. Wurst
© National Geographic
Ma qual è la straordinaria importanza del ritrovamento di questo Vangelo, che si credeva definitivamente perduto?
Ricordiamo, come necessaria premessa, che l'ipotesi che esistano altri vangeli che contraddicono più o meno sostanzialmente i quattro testi canonici scelti dai padri della Chiesa per dare vita al Nuovo Testamento è per molti credenti impensabile e inaccettabile. Rispettando il pensiero di tutti è tuttavia interessante ricostruire la storia delle altre versioni, prevalentemente gnostiche (cioè che danno rilevanza alla gnosi, "la conoscenza diretta di Dio tramite la coscienza della scintilla divina interiore") della storia di Gesù Cristo.
In particolare a questo Vangelo fa riferimento già nel 180 d.C. il vescovo Ireneo che nel suo trattato Contro le eresie cita un gruppo che venerava Giuda "il traditore" e che aveva fabbricato quella da lui definita una "storia fittizia" che chiamavano "il vangelo di Giuda", scritta dai sostenitori di Caino.
Nel saggio che vi presentiamo la parte storica sullo gnosticismo è sviluppata da un grande esperto, il professor Marvin Meyer. Senza addentrarci nel merito dell'analisi, ricordiamo che "gli gnostici credevano nell'esistenza di una fonte suprema di ogni bene, che per loro era la mente divina, al di fuori dell'universo fisico. Gli esseri umani posssiedono una scintilla di quel potere divino, da cui peraltro sono separati dal mondo materiale che li circonda, opera di un creatore inferiore e non del Dio supremo".

Marvin Meyer
© National Geographic
Alla luce di ciò si inserisce la figura di Giuda, ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere, nata secondo molti studiosi dalla volontà dei cristiani di allontanarsi dalle origini di setta ebraica e, proprio al fine di intraprendere questa strada differente e nettamente slegata dal passato, far ricadere sempre più sul popolo ebraico la colpa della cattura e della conseguente morte di Cristo.
Giuda, il traditore per antonomasia, diventa così l'archetipo della figura dell'ebreo e su di lui si scaglia la rabbia e l'odio di secoli.
Nel nostro Vangelo di Giuda, invece, lui è l'unico fra i discepoli a comprendere il vero messaggio di Gesù Cristo. E quando tradisce il suo maestro, consegnandolo alle autorità, fa solamente ciò che gli è stato chiesto da lui stesso, ben sapendo che il suo destino sarà la maledizione.
In sostanza, dunque, questo testo riflette "la lotta che si svolse tanto tempo fa tra gli gnostici e la Chiesa gerarchica". Sin dalla prima scena Gesù commisera ridendo i suoi discepoli che ancora pregano il "vostro dio", cioè quella divinità che creò il mondo. Più avanti li paragona ai sacerdoti del tempio che "hanno piantato alberi senza frutto, nel nome mio, in un modo che causa vergogna". L'unico che riesce a capire il significato profondo delle sue parole sembra essere Giuda.
E infatti in un passaggio successivo leggiamo: "Tu sacrificherai l'uomo che mi riveste", cioè Giuda viene scelto come l'eletto tra i discepoli per portare a termine un grande compito: fare in modo che Gesù muoia per fargli un favore. Spiega Meyer: "Quello in realtà non è affatto Gesù. Sbarazzandosi della sua carne materiale, fisica, potrà così liberare il vero Cristo, l'essere interiore divino".

Una parte del sito della National Geoghaphic Society, The Giuda's Gospel, è dedicata al Vangelo di Giuda ed è continuamente aggiornata. Contiene documenti, fotografie, storie, approfondimenti.
Naturalmente per conoscere la vicenda nel suo complesso e leggere interamente il testo nella versione italiana, la scelta migliore è acquistare questo saggio.

Traduzione e adattamento: Enrico Lavagno.

Foto Kenneth Garrett - © National Geographic


Le prime righe

INTRODUZIONE

Dopo aver restituito, negli anni, innumerevoli tesori e meraviglie archeologiche, ora le sabbie d'Egitto ci hanno offerto un altro spettacolare ritrovamento: il Vangelo di Giuda, scoperto di recente e pubblicato per la prima volta in queste pagine.
Già dal titolo - il Vangelo di Giuda, appunto, Giuda Isca-riota - il testo è scioccante. Nei Vangeli del Nuovo Testamento e nella maggior parte della tradizione cristiana, Giuda Iscariota è ritratto come la quintessenza del traditore, il traditore di Gesù, colui che consegna il suo maestro alle autorità romane; c'è poco, in lui, che riesca a porlo in relazione con il Vangelo stesso, ossia con la "Buona Novella" di Gesù. Nel Vangelo di Luca si dice che Satana entra in Giuda e lo spinge alla sua deprecabile azione, mentre in quello di Giovanni, Gesù stesso si rivolge ai dodici discepoli e dice che uno di loro, appunto Giuda, è un demonio. La fine di Giuda, secondo il Nuovo Testamento, è ignominiosa quanto le sue azioni. Accetta danaro insanguinato dalle autorità per tradire Gesù, quindi finisce con l'impiccarsi (in Luca), o con il ventre squarciato, andando incontro a una morte agghiacciante (negli Atti). Nell'arte cristiana Giuda è caratteristicamente illustrato mentre compie l'azione che gli ha valso un posto nell'infamia: tradisce Gesù con un bacio, il bacio di Giuda.
Eppure, persino nel Nuovo Testamento Giuda Iscariota ha qualcosa di accattivante. La narrazione del suo tradimento resta una storia di grande potenza e intensità: Gesù è tradito da uno dei suoi amici più intimi. Nei Vangeli del Nuovo Testamento, Giuda fa parte della cerchia dei discepoli più vicina a Gesù e, secondo Giovanni, ha la funzione di tesoriere del gruppo, al quale sono affidati tutti gli eventuali fondi appartenuti a Gesù e ai discepoli. Durante l'Ultima Cena, poi, non è forse lo stesso Gesù a dire a Giuda di fare quel che deve, e di farlo in fretta? Tutto ciò non era forse parte del piano divino, ossia del fatto che Gesù dovesse morire per i peccati dell'uomo e resuscitare il terzo giorno? Senza Giuda e il suo bacio, la Crocifissione avrebbe mai avuto luogo?
L'enigma di Giuda Iscariota, discepolo e traditore di Gesù, è stato esaminato da molti di coloro che si sono interrogati sul suo personaggio e sulle sue motivazioni. La letteratura su di lui è ricca e comprende ben note opere accademi-che e di letteratura moderna: le Tre visioni di Giuda di Jorge Luis Borges, il Maestro e Margherita di Mikhail Bulgakov,  Judas: Ein Jünger des Herrn di Hans-Josef Klauck, Judas: Betrayer or Friend of Jesus di William Klassen, Judas Iscariot and the  Myth of Jewish Evil di Hyam Maccoby e la pièce teatrale Judas di Marcel Pagnol. Nel musical rock Jesus Christ Superstar, addirittura, Giuda Iscariota arriva quasi a rubare la scena; qui la sua presenza e la musica offrono una visione più indulgente circa la profondità della sua devozione verso Gesù. Nel brano With God on Our Side, Bob Dylan canta di lui:

Dovrete decidere
Se Giuda Iscariota
Aveva Dio al fianco

II Giuda Iscariota del Vangelo di Giuda è bensì il traditore di Gesù, ma è al contempo l'eroe del Vangelo stesso. Egli dice a Gesù: "So chi tu sei e d'onde tu vieni. Tu giungi dal reame immortale di Barbelo. E io non son degno di pronunciare il nome di colui che ti ha inviato". Nel cosmo spirituale del Vangelo di Giuda, il confessare che Gesù proviene "dal reame immortale di Barbelo" equivale ad ammettere che è un essere divino, così come dichiarare l'ineffabilità del nome di colui che l'ha inviato è come professare che il Dio vero è lo spirito infinito dell'universo. A differenza degli altri discepoli, che fraintendono Gesù e non riescono a resistere di fronte al suo volto, Giuda capisce chi Gesù è, prende posto di fronte a lui, apprende da lui.
Alla fine del suo vangelo Giuda tradisce il Maestro, ma lo fa consapevolmente, oltreché dietro una sua diretta richiesta. Gesù, riferendosi agli altri discepoli, gli dice: "Tu sarai maggiore tra loro. Poiché sacrificherai l'uomo che mi riveste". Nel Vangelo di Giuda Gesù è un salvatore non per la carne mortale che porta su di sé, ma perché può rivelare l'anima o la persona spirituale che sta all'interno; la vera dimora di Gesù non è questo mondo terreno, imperfetto, ma il mondo divino della luce e della vita. Per Gesù, nel Vangelo di Giuda, la morte non è una tragedia, né è un male necessario per guadagnare il perdono dei peccati. Qui, diversamente dal Nuovo Testamento, Gesù ride spesso. Ride delle debolezze dei discepoli e delle assurdità della vita umana. La morte, in quanto abbandono di questa insensata esistenza fisica, non deve essere motivo di paura né di timore. Lungi dall'essere un'occasione di tristezza, la morte è il mezzo attraverso il quale Gesù viene liberato dalla carne, al fine di poter fare ritorno alla sua dimora celeste e Giuda, tradendolo, aiuta l'amico a sbarazzarsi del corpo e a liberare l'intimo se stesso, il sé divino.

© 2006, White Star

Kasser R., Meyer M., Wurst G. (a cura di) - Il vangelo di giuda
174 pag., 18,00 € - Edizioni White Star 2006 (Documenti di storia)
ISBN 9788854005563


27 giugno 2006 Di Giulia Mozzato


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