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HOME | sabato 04 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Il coperchio del mare |
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| Autore |
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Yoshimoto Banana |
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| Dati |
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140 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 10,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 8,50 |
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| Editore |
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Feltrinelli |
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| Collana |
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I canguri |
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| EAN |
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9788807701894 |
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Banana Yoshimoto
Il coperchio del mare "Ogni volta che passavo per quella strada, ogni volta che dall'estremità del ponte vedevo un tramonto riflesso nel mare, ogni volta che alzavo lo sguardo per osservare le fronde del salice che si agitavano con leggerezza al vento, mi dispiaceva che il tempo passasse. Poi, subito dopo, provavo una felicità addirittura opprimente. Una felicità derivante dalla consapevolezza di aver creato qualcosa di mio. Sì, era vero. Ho davvero aperto un chiosco... mi bastava pensarlo, per sentirmi estasiata come in sogno. E per ritrovare la determinazione a tornarci l'indomani."
Una giovane donna è ancora una volta al centro del romanzo di Banana Yoshimoto. E lo sarà per sempre, come ha dichiarato nell'intervista che vi suggeriamo di leggere.
Una giovane donna alla ricerca di se stessa ma anche del senso profondo dell'esistenza, che torna a casa, apre un piccolo chiosco di granite sulla spiaggia e aspetta il futuro.
Una giovane donna che cammina leggera, che rispetta chi le sta accanto, che ascolta e appoggia chi ha bisogno di lei, senza quella appiccicosa e falsa carità che spesso accompagna gli occidentali, bansì identificandosi con tutto ciò che le sta accanto, un salice, le nuvole, i volti delle persone a cui vuole bene. Sì, perché bisogna leggere gli autori giapponesi che l'hanno preceduta e la filosofia morale di quella straordinaria nazione per comprendere davvero Banana Yoshimoto.
Facendo questo piccolo (e piacevole) sforzo, vedremo aprirsi porte prima neppure immaginate all'interno di questi romanzi. Non è indispensabile, perché il gusto della lettura rimane in ogni caso, ma è un modo per superare il primo livello di comprensione. E per capire perché nelle sue opere si confronta sempre con la morte, perché inserisce regolarmente figure anziane come sostegno e guida (quanta importanza hanno le nonne nei suoi racconti), per quale motivo immaginiamo facilmente le sue protagoniste indossare un kimono, anche se in realtà vestono abiti occidentali e vivono appieno nella contemporaneità. E perché il mare sia così importante in queste pagine.
Il mare che circonda tutto il Giappone, che ha dato vita e sostentamento a gran parte dei suoi abitanti per secoli, mare amico e nemico, mare raffigurato da Katsushika Hokusai come nessun altro artista al mondo ha saputo fare. Il mare lenisce le ferite in questa storia. Quelle esistenziali non troppo crude della protagonista, Mari, e quelle terribili, reali che hanno segnato il fisico e la psiche dell'amica Hajime, che trascorre con lei tutta l'estate. Il mare avvolge, protegge, saluta le due giovani donne e alla fine della stagione le lascia andare, l'una verso un altro luogo e un'altra vita da affrontare - finalmente - per poi ritornare con ritrovato ottimismo, l'altra verso l'attesa di quel ritorno e quella felicità indefinibile che solo il luogo dove si è nati può dare.
ll romanzo è preceduto da un testo di Hara Masumi che si apre e si chiude con queste parole: Alla fine dell'estate chi è stato l'ultimo a uscire dal mare? L'ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
Titolo originale: Umi no futa Traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini
Le prime pagine
Kijimuna, Kenmun, Namahage, perfino il dio Masau'u della tribù degli Hopi che vive in un paese lontano... tutte le divinità che hanno fissato la loro dimora vicino ai luoghi abitati dagli esseri umani sembra che abbiano sembianze pensate per incutere terrore. Sguardo folgorante, zanne, corpi colorati di rosso, armi in mano. Non c'è dubbio che siano così in parte per proteggere se stessi. Io, però, più che per questo, penso che il loro aspetto serva per mettere alla prova i nostri cuori. Perché solo chi è in grado di vedere al di là delle apparenze può venire toccato dalla potenza delle loro anime delicate. In principio i bambini provano una paura sincera di fronte a quelle sembianze, poi, con altrettanta spontaneità, col tempo imparano ad accettare le divinità per quello che sono. Anche Hajime portava in sé qualcosa del genere, qualcosa di magico e di sacro. Chissà come mai sono riuscita a entrare nel suo mondo con tanta naturalezza, nonostante non fossi più una bambina. Quando conosciamo persone nuove, tutto sommato non credo che prestiamo molta attenzione al volto. Credo piuttosto che le guardiamo nell'animo. L'atmosfera che emanano, la voce, l'odore... percepiamo una combinazione di tutte queste cose. Hajime aveva un animo tutto d'un pezzo. Di solito c'è sempre un che di ambiguo nell'impressione lasciata dalla gente, Hajime, invece, comunicava una grande risolutezza, con un sottile barlume di malinconia. Era stata la sua forza a colpirmi. Mentirei se dicessi che non sono rimasta turbata la prima volta che l'ho vista. Aveva tutta la parte destra del corpo e del viso coperta di cicatrici scure provocate da un'ustione che aveva subito da bambina. Per quanto uno potesse essere preparato, l'impatto con la realtà era completamente diverso. Nel momento in cui avevo visto il colore della pelle del suo viso attraverso un oblò della nave, per un istante mi si era gelato il sangue nelle vene. E velocemente, nel breve lasso di tempo in cui lei scendeva la passerella e si dirigeva verso di me, avevo dovuto accantonare quel turbamento. L'occhio nella parte chiara del viso sembrava più grande. Quando mi salutò, tenendosi il cappello in modo che non volasse via per il vento, il tono della sua voce risuonò adorabile. "Piacere di conoscerti." Gli occhi le si assottigliarono a forma di mezzaluna, mentre il sole le illuminava i capelli corti, di un nero non troppo intenso. In un baleno dimenticai persino lo sgomento che avevo dovuto mettere da parte. Ho capito: è soltanto un caso che questa ragazza sia come sia, che abbia quest'aspetto. Come è un caso che una formica sia una formica o un pesce un pesce. Formulai questo pensiero con una naturalezza quasi inspiegabile.
© 2007, Giangiacomo Feltrinelli editore
Banana Yoshimoto – Il coperchio del mare 140 pag., 12,00 € - Edizioni Feltrinelli 2007 (I canguri) ISBN 978-88-07-70189-4
Ecco qualche romanzo e saggio da leggere per comprendere meglio il mondo di Banana Yoshimoto e le sue radici letterarie
Yasunari Kawabata, tutte le opere Yukio Mishima, tutte le opere Tanizaki Junichiro, tutte le opere Yonoue Yasushi, tutte le opere Kenzaburo Oe, tutte le opere Haruki Murakami, tutte le opere Ryu Murakami, tutte le opere Storia di Genji. Il principe splendente. Romanzo giapponese dell'XI secolo di Murasaki Shikibu, edizioni Einaudi Io sono un gatto di Soseki Natsume, edizioni Neri Pozza L'anulare di Yoko Ogawa, edizioni Adelphi Un artista del mondo fluttuante di Kazuo Ishiguro, edizioni Einaudi La virtù femminile di Harumi Setouchi, edizioni Neri Pozza
Studi e saggi sul Giappone
| 30 novembre 2007 | | Di Giulia Mozzato |
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