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RECENSIONE

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Titolo Dazed and confused. I testi dei Led Zeppelin (1969-1980)
Autore Mapelli Claudio
Dati 310 p., ill., brossura
Prezzo € 18,00
Prezzo IBS € 14,40
Editore Arcana
EAN 9788879664202
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Claudio Mapelli

Dazed and Confused


I testi dei Led Zeppelin (1969-1980)

Tutti i mitici testi dei Led Zeppelin, riprodotti in lingua originale e tradotti. Ma non solo: per ogni canzone un capitolo di storia, curiosità, approfondimenti. Un libro importante dedicato a un gruppo come nessun altro nella storia del rock.

Tra i tanti libri che parlano della grande storia del rock e dei Led Zeppelin (trovate un bell'elenco nel catalogo di Wuz.it) segnaliamo in particolare questo, firmato da Claudio Mapelli, che racconta il gruppo inglese attraverso i testi delle loro canzoni realizzate nell'arco di tempo che va dal 1969 al 1980.
"Leggere" la musica attraverso i testi delle canzoni è un modo per penetrare a fondo nel lavoro complessivo dei musicisti, per capire meglio un messaggio che può esseerci oppure no o che può nascondersi dietro parole che intendono comunicare molto di più di ciò che strettamente dicono.


"Gli Zeppelin - scrive l'autore - sono unici. Ma la cosa più importante è capire il perché di questa unicità" che si può ben comprendere ascoltando tutt'oggi i loro attualissimi e dirompenti brani musicali, che mescolavano un preesistente repertorio blues e rock-blues degli anni '50 e '60 ma anche il folk e la musica orientale, dando vita a un sound "rivoluzionario", che lascerà segni indelebili nel futuro del rock'n'roll, pur non inventando nulla di davvero "nuovo" nè di militante.

Ricordiamolo: proprio loro sono stati accusati di invocare il demonio, di portare i giovani al "lato oscuro", di traviare generazioni intere. Leggendo i testi capiremo quanto di vero c'è in queste accuse, perché, diciamolo sinceramente - come fa Mapelli nell'Introduzione -, "riuscivamo a decifrare faticosamente solo qualche frammento (non esistevano nemmeno i libri di testi pubblicati) e li ripetevamo, riproducendone alla perfezione il suono mentre li canticchiavamo riscoltando i loro 33 giri fino alla nausea", con un primo approccio escklusivamente "epidermico".

Ora è possibile non solo riprendere quei brani ascoltando e davvero capendo quei testi, ma anche, grazie al saggio che li acocmpagna singolarmente, scoprirne la genesi e l'evoluzione che si inserisce in quell storia collettiva del rock che tutti ci ha visti appassionati spettatori.

Per farvi entrare in questa avventura divertente e curiosa, vi proponiamo il capitolo dedicato al brano più celebre dei Led Zeppelin. Buona lettura!!

Nelle pagine di Wuz.it trovate anche la recensione dell'album Mothership
, con curiosità e notizie dalla rete


STAIRWAY TO HEAVEN

È il brano più celebre dei Led Zeppelin, considerato unanimemente il loro capolavoro assoluto. La canzone che ha consentito al gruppo di raggiungere una straordinaria notorietà a livello planetario e di identificarsi con un'immagine meno riduttiva di quella in cui veniva incasellato precedentemente: "Ho sempre creduto che Stairway sintetizzasse il significato del nostro gruppo", ha dichiarato Page in un'intervista. "Aveva tutto al posto giusto e mostrava i Led Zeppelin al loro meglio... Per noi era una pietra miliare. Ogni musicista vuole fare qualcosa di qualità che possa durare nel tempo, qualcosa che lasci il segno". Nel corso degli anni Stairway To Heaven è diventata un vero e proprio inno per diverse generazioni, una sorta di standard popolare, un classico universale, oggetto di innumerevoli cover d'ogni genere, in cui si sono cimentati i musicisti di estrazione più disparata, dalle orchestre sinfoniche ai cantanti da night. Personalmente apprezzo la stupefacente versione approntata da Frank Zappa in uno dei suoi ultimi concerti a Roma: in quell'occasione il geniale musicista americano aveva elaborato un arrangiamento dove il memorabile assolo di Page veniva eseguito all'unisono dalla sezione fiati. E sempre in tema di bizzarrie, ricordiamo che nel 1978 invase il mercato americano Stairway To Gilligan, una pesante parodia di Stairway To Heaven firmata dai Gilligan's Island: la cosa non andò affatto a genio al gruppo e così Peter Grant fece partire immediatamente una querela.

   L'intro di Stairway To Heaven e i primi accordi erano stati abbozzati da Page e Plant durante il secondo periodo passato a Bron-Yr-Aur. Jimmy aveva fatto alcune allusioni al nuovo progetto: "C'è un'idea per un pezzo molto lungo... Ti ricordi come Dazed And Confused e altre canzoni del genere erano suddivise in sezioni diverse? Be', stiamo cercando di fare qualcosa di nuovo con un crescendo di organo e chitarra, per poi iniziare la parte elettrica".
   A dicembre, presso l'Island Studio, era stata registrata l'introduzione suonata con una chitarra acustica a sei corde, poi il gruppo si era trasferito a Headley Grange e lì aveva continuato a sviluppare il pezzo. All'introduzione di chitarra si era aggiunto il flauto basso suonato da John Paul Jones che, insieme a Page, aveva scritto gli accordi principali della canzone. Il giorno dopo l'arrivo di lan Stewart con lo studio mobile degli Stones, il gruppo aveva provato Stairway To Heaven per la prima volta. Mentre venivano messe a punto le varie sezioni del brano, Plant ascoltava e prendeva appunti: "Deve aver scritto tre quarti delle parole sul momento", raccontò Page in seguito. "Non dovette nemmeno ritirarsi a pensarci sopra. Incredibile, veramente". Ma lo stesso Plant, parlando con un cronista, lo contraddice almeno in parte descrivendo la vera e propria "illumi-nazione" che aveva prodotto gli immortali versi della canzone: "Me ne stavo seduto con Pagey davanti al caminetto di Headley Grange. Pagey aveva scritto gli accordi e li aveva suonati per me. Tenevo in mano una penna e un pezzo di carta e, per qualche ragione, ero di pessimo umore. Quindi, all'improvviso, le mie mani cominciarono a buttare giù parole. [...] Me ne rimasi lì seduto a fissarle e poi quasi balzai in aria dallo stupore".


   Questo episodio presenta alcune somiglianze con il fenomeno della "scrittura automatica", ben noto agli spiritisti: ecco da dove arrivano molti spunti che poi molte persone utilizzeranno per accusare gli Zeppelin (e in particolare Jimmy Page) di magia nera, messaggi subliminali e satanismo assortito. Page - pur rifiutandosi in diverse occasioni di approfondire l'argomento - non ha mai negato le sue simpatie esoteriche e ha sempre apertamente professato la sua ammirazione per Aleister Crowley; questo però non dimostra in alcun modo le presunte compromissioni sataniche del quartetto. "In realtà", come scrive Stefano Marzorati nel suo Dizionario dell'horror rock, "l'amore nutrito da Jimmy Page e da Robert Plant [...] per una cultura che ha radici nelle antiche tradizioni celtiche, la grande attrazione per argomenti misteriosi, e la profonda vena mistica che pervadono molte delle loro composizioni, hanno poco a che fare con il culto di Satana".
   Nel 1984, furono sottoposti al Comitato per la Protezione del Consumatore e per il Materiale Tossico dell'Assemblea Legislativa della California, alcuni presunti backmasking satanici rinvenuti in Stairway To Heaven. Ascoltando al contrario alcuni passaggi del brano, si sarebbe individuata l'invocazione "Here's to my sweet Satan - Questa è per il mio dolce Satana". Vale la pena di ricordare che la stessa accusa fu rivolta anche ai Rolling Stones e ad altri gruppi rock... Nel nostro caso, secondo alcuni gli Zeppelin avrebbero utilizzato con scopi perversi parole o frasi bifronti - che cioè lette al contrario danno origine ad altre parole o frasi diverse ma di senso compiuto, tipo Roma/Amor, Ocra/Arco eccetera - e per avvalorare questa tesi recitano un verso di Stairway To Heaven che in realtà sarebbe un'allusione riservata ai soli iniziati: " 'Cause you know sometimes words have two meanings" (Perché si sa che a volte le parole hanno due significati)... Semplici illazioni prive di un consistente fondamento, che non forniscono alcuna prova concreta del presunto "patto col Diavolo" stipulato dai Led Zeppelin.
   Ciò che invece è certo, per ammissione dello stesso autore, è che per comporre il testo del brano Plant abbia attinto ad antiche saghe celtiche e, in particolare, sia stato influenzato dalla lettura di Magie Arts in Celtic Britain di Lewis Spence, scrittore scozzese dedito, tra l'altro, a studi di occultismo.


There's a lady whos sure
Ali that glitters is gold
And she's buying a stairway to heaven.
When she gets there she knows
If the stores are all closed
With a word she con get what she carne for.
 

C'è una lady che è sicura
Che tutto ciò che luccica è oro
E sta comprando una scala per il paradiso
Quando ci arriva sa
Che anche se le botteghe sono chiuse
Le basterà una parola per ottenere quel che è venuta a cercare.


   Annunciata dalla magica introduzione di chitarra e flauto, appare la fatidica lady impegnata nella ricerca della perfezione spirituale. Il modello di riferimento è quello a cui appartengono la Faerie Queen di Edmund Spenser, la White Goddess di Robert Graves e altre eroine celtiche come la Signora del Lago, Morgan La Fay, Diana of thè Fields Greene, Rhiannon the Nightmare.

There's a sign on the wall
But she wants to be sure
'Cause you know sometimes words have two meanings.
In a tree by thè brook
There's a songbird who sings,
Sometimes all of our thoughts are misgiven. 

C'è un segno nel muro
Ma lei vuole essere sicura
Perché si sa che a volte le parole hanno due significati.
Su un albero vicino al ruscello
C'è un uccello che canta,
A volte abbiamo cattivi presentimenti.


   Eccola, la strofa che contiene il verso "incriminato" di cui sopra; tuttavia - dopo aver ricordato en passant che sull'ambiguità delle parole sono state costruite opere poetiche immortali - preferisco lasciarmi pervadere dall'incantevole scena che riescono a evocare la voce suadente di Plant e la squisita musica di accompagnamento.
   È tempo di riprendere il cammino, seguendo un percorso già impresso nella mente e indicato da apparizioni e voci che ci guidano. E lo stupore di chi vede l'avverarsi di segni premonitori è forse simile a quello provato da Robert quando, davanti al camino di Headley Grange, si è ritrovato in mano i versi della canzone:


There's a feeling I get
When I look to the West,
And my spirit is cryingfor leaving.
In my thoughts I bave seen
Rings of smoke through the trees,
And the voices of those who stand looking


C'è una sensazione che mi pervade
E la mia anima ha brama di partire.
Nei miei pensieri ho visto
Spirali di fumo tra gli alberi
E ho udito le voci di coloro che stanno a guardare. 

Ooh, it makes me wonder,
Ooh, it really makes me wonder


E una cosa che mi stupisce,
Mi stupisce veramente.


   La strofa che segue ha offerto ulteriori argomenti ai sostenitori della ipotetica liaison tra gli Zeppelin e il Demonio; la figura del pifferaio è stata infatti accostata a quella del dio Fan, il fauno cornuto che la Massoneria identifica con Satana, mentre Alister Crowley, nel suo libro Magick, indica "la siringa di Fan con i suoi sette toni corrispondenti ai sette pianeti" come uno degli strumenti più appropriati per compiere determinate evocazioni e il brano si apre proprio col suono di uno strumento simile: Non sarà il caso, in una prossima riedizione di Led Zeppelin IV, di inserire tra i crediti di copertina il nome di John "Pan" Jones?
A parte gli scherzi, il pifferaio che guida gli eletti verso una nuova alba di civiltà richiama piuttosto alla mente il sottotesto massonico del Flauto Magico di Mozart. Non è nemmeno da scartare l'ipotesi di un'immedesimazione dello sesso Plant con la figura del pifferaio che raduna schiere di adolescenti ansiosi di frantumare schemi ormai angusti e di avviarsi verso nuove frontiere musicali. Nel già citato II martello degli dei, Stephen Davis scrive: "Con le sue immagini austeramente pagane - alberi, uccelli, pifferai, la Regina di maggio, luci bianche risplendenti, la foresta echeggiante di risa -, Stairway To Heaven sembrava quasi un invito ad abbandonare le nuove tradizioni per seguire i vecchi dèi. La canzone esprimeva un'ineffabile sete di trasformazione spirituale, profondamente radicata nel cuore della generazione a cui era indirizzata. Con il tempo, divenne il suo inno".



And it's whispered that soon,
If we all call the tune
Then the piper will lead us to reason.
And a new day will clown
For those who stand long
And the forests will echo with laughter


E si mormora che presto
Se noi tutti intoneremo quella melodia
II pifferaio ci guiderà verso la verità.
E un nuovo giorno sorgerà
Per coloro che lo aspettano da tanto
E le foreste echeggeranno di risate. 

If there's a bustle in your hedgerow, don't be alarmed now
It's just a spring cleanfor the May queen.
Yes, there are two paths you can go by
But in the long run
There's still time to change the road you’re on. 

Se c'è del trambusto nel tuo campo, non ti allarmare
Sono soltanto i preparativi per l'arrivo della Regina di Maggio.
Sì, puoi scegliere tra due sentieri
Ma il cammino è lungo
E farai in tempo a cambiare strada. 

Your head is humming and it won'tgo
In case you don't know,
The piper's callingyou tojoin him,

Nella tua testa c'è un ronzio che non se ne va
Casomai non lo sapessi
II pifferaio ti sta chiamando a raccolta 

And as we wind on down the road
Our shadows taller than our soul.
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How ev'rything stili turns to gold
.
E mentre ci affrettiamo lungo la strada
Le nostre ombre sono più lunghe della nostra anima,
Si presenta una lady che noi tutti conosciamo
Emana una luce bianca e vuole mostrarci
Come tutto continua a trasformarsi in oro. 

And if you listen very hard
The tune will come to you at last.
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll.
And she's buying a stairway to heaven
 

E se ascolti con attenzione
Alla fine riuscirai a sentire il motivo.
Quando tutti sono uno e uno è tutti
Essere saldi come rocce e non vacillare.
E lei sta comprando una scala per il paradiso.


   Da notare l'arguto gioco di parole rock/roll del penultimo verso, quello che conclude la concitata (e, a mio parere, non del tutto congrua) galoppata elettrica delle due strofe finali, prima che la voce di Plant — senza accompagnamento — sfumi sull'emblematica frase che chiude definitivamente il sipario. 



© 2006, Fazi editore 

Claudio Mapelli - Dazed and confused. I testi dei Led Zeppelin (1969-1980)
310 pag., ill., 18,00 € - Edizioni Arcana 2007
ISBN 978-88-79-66420-2


L'autore

  Claudio Mapelli è musicista e giornalista (Fare Musica, Studio Report) e ha recentemente curato il volume Bruce Springsteen. Trent'anni da Boss (Gruppo Editoriale L'Espresso, 2005). 
Per Arcana ha tradotto la biografia del bluesman Muddy Waters (Hoochie Coochie Man, 2005) e The Clash. Death or Glory. La vera storia (2006).


23 novembre 2007 Di Giulia Mozzato


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