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Recensione

50/50 Killer copertina
Steve Mosby

50 / 50 Killer



“L’assassino si considerava davvero una specie di demonio. Ed era convinto di compiere il lavoro del diavolo: cancellare l’amore dal mondo, un pezzo per volta, trasformandolo in male e accogliendolo dentro di sé. Collezionava il male.”

“Ti amo più della mia stessa vita”: tanti innamorati hanno pronunciato queste parole, nell’impeto della passione. Ma quelli che si trovano davvero in circostanze tali da dover scegliere tra la propria sopravvivenza e quella del partner, come si comportano? 
L’inglese Steve Mosby, trentenne di Leeds con una laurea in filosofia e la vocazione dello scrittore, è partito da un’esperienza personale per sviluppare questo inquietante romanzo, 50/50 Killer, il terzo che ha scritto, il primo tradotto in Italia. 
Anni fa, in vacanza in Italia con la sua ragazza, mentre nuotavano sono stati trascinati al largo dalla corrente, e solo dopo drammatici sforzi sono riusciti a salvarsi. Lui, pur nuotando meno bene di lei, è approdato a riva per primo, e vedendo la compagna  in difficoltà ha dovuto affrontare un terribile conflitto emotivo: rituffarsi per cercare di aiutarla, col rischio di annegare a sua volta, o aspettare che se la cavasse da sola? Tutto è finito bene, fortunatamente, ma la tensione vissuta gli ha suggerito l’idea di un thriller in cui un assassino rapisse delle coppie per mettere i partners l’uno contro l’altra, offrendo la sopravvivenza soltanto a uno dei due. 
Quante torture, fisiche e psicologiche, ci sarebbero volute perché l’amore fosse cancellato e l’istinto di conservazione prevalesse? 
A braccare il killer è una squadra di poliziotti il cui capo ha un conto personale con l’assassino, che gli ha ucciso un collega, e per questo rischia ad ogni momento di perdere il controllo. Al gruppo si unisce un nuovo elemento, un giovane detective perseguitato dal senso di colpa perché – ecco l’elemento autobiografico utilizzato dall’autore - non ha salvato la fidanzata annegata in mare. 
Le emozioni personali dei detectives giocheranno un ruolo determinante nella soluzione del giallo, come è del resto nelle mire dell’autore, che attraverso il meccanismo del poliziesco indaga nelle pieghe più nascoste delle relazioni e dei conflitti umani.

Titolo originale: The 50 / 50 Killer
Traduzione di Laura Prandino


Le prime pagine

« Non dobbiamo andarci per forza, se non te la senti », disse lei.
   John Mercer si guardò allo specchio e non rispose. Si limitò a fissare le mani della moglie che, da dietro, gli sistemava la cravatta. Si prendeva cura di lui, come aveva sempre fatto. Sollevò appena il mento, per facilitarle il lavoro. Lei fece un nodo lento, che poi strinse dolcemente.
   «Capirebbero.»
Come avrebbe voluto che fosse vero. A prima vista, magari si sarebbero dimostrati comprensivi, ma in realtà tutti l'avrebbero letto per quello che era: sottrarsi al proprio dovere. Non faticava a immaginare le chiacchiere in mensa. Tutti a commentare la sua assenza: certo che l'ha presa proprio male, avrebbero detto, e quello che davvero pensavano era che almeno al funerale avrebbe dovuto farsi vedere, per quanto stesse male. Stringere i denti e assumersi le sue responsabilità. Era il minimo che poteva fare. E avrebbero avuto ragione. Non andarci sarebbe stato imperdonabile. Anche se non aveva idea di come se la sarebbe cavata.
   Eileen gli infilò l'estremità della cravatta tra i bottoni della camicia e lisciò il tutto. «Non dobbiamo andarci per forza, John.»
   «Tu non capisci.»
   Alla luce del mattino, l'aria nella stanza aveva uno splendore azzurro metallico. La sua pelle riflessa nello specchio era bianca e flaccida, il viso quasi esanime. Quanto al corpo, be', doveva ancora sforzarsi un po' per abbracciarsi completamente, ma certo non si sentiva più robusto come prima. Ogni volta che sollevava qualcosa gli sembrava immancabilmente più pesante di quanto si fosse aspettato. Si stancava troppo in fretta. In quel preciso istante, la sua espressione era una via di mezzo fra la tristezza e il vuoto totale. Lungo il percorso, chissà dove, era invecchiato. Sembrava un'evoluzione piuttosto recente.
   Eileen gli disse: «Posso capire che tu non ti senta bene».
   «Sto bene.»
   Ma non era vero. Al semplice pensiero di stare in piedi di fronte a tutta quella gente, gli si stringeva il cuore, sempre più stretto. Se ci pensava troppo, diventava difficile persino respirare.
   Dietro di lui, Eileen sospirò. Poi lo abbracciò all'altezza delle spalle, appoggiandogli il viso contro la schiena.
   Si sentì sollevato. Quando lei lo abbracciava, sentiva di essere soltanto quello che era, in quel posto e in quel momento, e scordava tutti i doveri e le responsabilità, tutto il peso che gli gravava addosso. Lentamente sollevò una mano, a coprire quella di lei. Aveva mani piccole e calde.
   Rimasero per un momento in quella posizione, marito e moglie che si abbracciavano, e lui si guardò nello specchio. Nonostante la stretta confortante di Eileen, lui sembrava ancora una statua, raffigurata in un momento di vuoto totale. Ogni tanto un barlume di emozione gli accendeva lo sguardo, ma era come quando si scorgono schegge di terreno da un aereo, in mezzo alle nuvole. La sua mente non riusciva a trovare un posto sicuro per atterrare. Ma non poteva neppure restare in volo per sempre.
   Diede un'ultima strizzata alle mani di Eileen e si liberò dall'abbraccio. « Devo fare le prove del discorso.»

© 2007, Casa Editrice Nord

Steve Mosby - 50 / 50 Killer
383 pag., 18,60 € - Edizioni Nord 2007 (Narrativa Nord)
ISBN 978-88-42-91515-7


L'autore



Steve Mosby
è nato nel 1976 a Horsforth e ha frequentato l’università a Leeds, dove vive tuttora. 
Dopo il successo del 50 / 50 Killer, sta lavorando al suo nuovo romanzo.
In inglese sono stati pubblicati anche Cry for Help, The Cutting Crew e The Third Person,
Steve Mosby su myspace





16 novembre 2007 Di Daniela Pizzagalli

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