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RECENSIONE

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Titolo La rivale. Un racconto su Maria Callas
Autore Schmitt Eric-Emmanuel
Dati 82 p., brossura
Prezzo € 8,50
Prezzo IBS € 6,80
Editore E/O
Collana Assolo
EAN 9788876418075
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Eric-Emmanuel Schmitt

La rivale


Un racconto su Maria Callas

"La Callas! La Callas! La Callas! Ma piantatela con questa Callas! Nella mia vita avrò sentito almeno un centinaio di cantanti che avevano una voce più bella della sua! Certo, era potente, ma se una voce è brutta, oltre che potente, più che una voce è un colpo di bombarda! Sissignore, un colpo di bombarda. E il timbro? Diciamo la verità, faceva venire in mente un prosciutto affumicato, tanto era nero, impuro, salato e speziato. Niente a che vedere con il timbro latteo, mielato e luminoso che dovrebbe avere una voce soprano."

Il 16 settembre di trent'anni fa moriva Maria Callas, un soprano che è entrato nella storia, anzi nella leggenda.
Ricordare nelle pagine di un romanzo breve la carriera e la vita di una donna straordinaria, che non ha lesinato il suo impegno fisico e intellettuale per realizzare alcune delle interpretazioni liriche più viscerali e intense che la storia del melodramma ricordi, è una scommessa.
Quale scrittore meglio di Schmitt avrebbe potuto raccogliere questa scommessa e narrare una storia come questa? 
Lo abbiamo scoperto tempo fa: Schmitt è un musicista, oltre che un autore di best-seller, un appassionato che suona benissimo il pianoforte (cfr. l'intervista Emmanuel Schmitt suona Bach) e dunque sa entrare da esperto in questo mondo.


L'idea è brillante: la protagonista di questo libro non è la Callas ma una sua rivale, all'inizio della carriera ben più importante di lei, Carmela Babaldi, la "rivelazione del nuovo canto italiano", anche più bella di quella "grossa greca con occhiali da miope tutta infagottata", insomma una dal "fisico ingrato". 
Ma quando quel bruco si trasforma in farfalla... le cose pian piano cambiano. 
Sono piccoli accenni, all'inizio, più che altro curiosità su quella cantante così cambiata, ma nel momento in cui alla Scala Carmela, che galvanizzava il pubblico e inebriava gli amanti del bel canto con la sua voce pulita e perfetta, si vede costretta ad alternarsi alla Callas nello stesso ruolo e addirittura le viene comunicato che sarà la greca a cantare alla prima, beh, le cose cambiano davvero.


E da quel momento Maria Callas diventa l'ossessione di una vita. 
Una vita spesa a cantare e poi a insegnare canto, ma anche a denigrare la voce imperfetta della collega, assolutamente indegna di tanta popolarità e di tanto successo.
Per una vita intera Carmela Babaldi si interroga sul perché di questo entusiasmo per una incapace di centellinare la voce, di utilizzarla al meglio per arrivare alla fine dello spettacolo con la giusta intonazione, di interpretare i ruoli secondo ciò che la tradizione vuole. 
Carmela Babaldi viene dimenticata in vita mentre la Callas resta nel ricordo eterna, anche se morta. E riesce a tormentare Carmela sino all'ultimo, persino durante il suo funerale.

Titolo originale: La rivale
Traduzione Alberto Bracci Testasecca

Maria Callas nelle pagine di Wuz:
Maria Callas, la Divina
Callas assoluta, il film
Mostre, convegni, eventi per un mito
La discografia
I saggi sulla Callas
"Seducenti voci. Conversazioni con Lord Harewood 1968" di Maria Callas


Le prime pagine

   Rimettere piede all'opera le dette i brividi. Dato che i muri erano gli stessi di sempre, lì per lì si illuse di non essere cambiata neanche lei, pensò che le sarebbe bastato schiudere la bocca perché la sua voce di un tempo, giovanile, pura e densa, andasse di nuovo a rifrangersi sulla penembra dei palchi. Le sembrò quasi di sentirla: un bel dì vedremo...
   Invece sentì solo l'aridità delle sue labbra -maledette medicine -, il peso degli occhiali di tartaruga troppo grossi per i suoi zigomi. E il singhiozzo. Si rifugiò in una poltrona.
   Niente da fare: l'aria non andava più a riempirle i polmoni, la pancia non offriva più il suo solido appoggio al respiro. Decisamente, tornare alla Scala non le restituiva la voce dei vent'anni, e nemmeno i suoi vent'anni.
   Seduta in settima fila, contemplò il palcoscenico vuoto arredandolo dei propri ricordi: Madama Butterfly, Aida, Desdemona, Mimì... Su quelle tavole aveva amato, pianto, pregato, agonizzato, era spesso morta e sempre si era rialzata coperta di fiori, sommersa dai "Brava!", scossa dalle acclamazioni di un pubblico in estasi. Quanto le era piaciuto incedere sul proscenio, proiettare la sua voce sull'oceano della folla anonima dalla prua di quell'immensa nave! E che felicità sentire il suo si bemolle o il suo do alto che fendevano le onde dell'orchestra sovrastando la voce del tenore e scatenando tempeste di applausi.
   Cantare alla Scala di Milano: per un'interprete lirica, la consacrazione di una vita... Ma cosa avevano di straordinario, rispetto agli altri teatri, l'imponente rigidità di quella sala ocra e rossa, la sua infinita sovrapposizione di ordini, quel palcoscenico troppo vasto esposto a rumori e correnti d'aria? Probabilmente il pubblico: esigente, severo, secondo alcuni ingiusto... E soprattutto i fantasmi... quelle voci tanto amate che, nascoste nell'ombra, sembravano potersi rianimare da un momento all'altro.

© 2007, Edizioni e/o

La rivale di Eric-Emmanuel Schmitt
Pag. 84, Euro 8,50 – Edizioni e/o 2007 (Assolo)
ISBN 978-88-7641-807-5


foto Effigie

L'autore


Eric-Emmanuel Schmitt è nato a St. Foy Les Layons nel 1960 e vive tra la Francia e l’Irlanda.
Ha studiato musica e letteratura e si è laureato in filosofia presso la École Normale Supérieure nel 1983. Dopo aver ottenuto un dottorato nel 1987 è diventato “maître de conférences” all’Università di Chambéry.
È autore di racconti, romanzi e di opere teatrali tradotte e rappresentate in tutto il mondo ed è considerato uno degli autori di maggior successo nel panorama della drammaturgia francese contemporanea.
Nelle pagine di Wuz: intervista all'autore "Emmanuel Schmitt suona Bach" (2006), Valentina Acava Mmaka intervista Eric Emmanuel Schmitt (2003), e tra le recensioni Oscar e la dama in rosa, Milarepa, Piccoli crimini coniugali, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano.



11 settembre 2007 Di Giulia Mozzato


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