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HOME | lunedì 15 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Il libro nero |
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| Autore |
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Pamuk Orhan |
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| Dati |
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510 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 19,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 19,50 |
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| Editore |
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Einaudi |
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| Collana |
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Supercoralli |
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| EAN |
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9788806187835 |
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Orhan Pamuk
Il libro nero A quel punto, nel cuore della notte, sprofondato nella poltrona che mi aveva reso me stesso, con le gambe allungate sul tavolino, la testa piena di quei brutti ricordi e il solito ritornello che era tornato furiosamente a ripetersi, mi risposi: "No, signor barbiere, a un uomo non sarà mai consentito essere se stesso, mai, assolutamente mai". Ma queste parole, pronunciate con lo stesso ritmo e la stessa rabbia del vecchio refrain, mi facevano immergere ancora più a fondo nella tranquillità cui anelavo tanto. Fu in quel momento che distinsi un ordine di cui ho già parlato in queste colonne e che i miei lettori più fedeli riconosceranno: un significato, se non addirittura una 'simmetria misteriosa', nella vicenda della visita in redazione di quel barbiere, il cui ricordo era stato rinnovato dalla riflessione su un altro barbiere. Un segnale indicativo del mio futuro: la sera di un lungo giorno, un uomo lasciato solo nella sua poltrona a essere se stesso è come un viaggiatore che torna a casa dopo un percorso lungo e avventuroso."
Einaudi ripubblica, dopo circa dieci anni dalla prima edizione italiana, questo romanzo, edito in lingua originale nel 1990, che ha segnato un punto di svolta nella carriera letteraria dell'autore. La prima edizione (Frassinelli 1996), ormai introvabile, era stata tradotta dallo scrittore Mario Biondi ma non dal turco. Con la traduzione di Semsa Gezgin abbiamo dunque a disposizione la prima versione italiana dall'originale.
Al momento del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, attribuito a Pamuk nel 2006, i membri dell'Accademia svedese hanno scritto che "Il libro nero è un'odissea attraverso un'Istanbul notturna piena di geni e presenze impalpabili, una città dove le storie inventate sembrano più credibili di quelle vere, e la verità è un'ombra sul muro". Nulla di più appropriato se analizziamo la visione narrativa dell'autore, che, come lui stesso asserisce, vede il romanzo platonicamente, come un'ombra impalpabile prima di metterlo su carta (cfr. Oran Pamuk: il segreto della letteratura). Le ombre imperversano in questo testo: ombre del passato che continuamente si ripresentano in varie forme, ombre del presente che non si vogliono vedere, ombre del futuro che si ha paura di immaginare. Il libro nero è il libro che l’ha consacrato internazionalmente e in esso Pamuk si misura con il giallo e allo stesso tempo fa i conti letterariamente con la sua Istanbul come fecero Joyce con Dublino o Svevo con Trieste. Perché è necessario ricordare che, a parte l'eccezione di Neve, Pamuk è lo scrittore di Istanbul.
l libro nero è un romanzo complesso, al cui interno si possono seguire diversi fili rossi narrativi, ma particolarmente affascinante per lo sviluppo dato al tema del doppio, uno dei più amati da Pamuk. Il concetto di doppio, fondamentale nella storia della letteratura di tutti i tempi, è sviluppato del resto da molti dei grandi scrittori cui è stato attribuito il Nobel. Fra tutti citiamo in particolare Saramago: come dimenticare il suo Uomo duplicato? Ma qui l'approccio al tema è molto differente e meno "diretto", perdendosi, questa duplicazione, in mille rivoli narrativi, pur mantenendo la linea principale.
Quella città, dicevamo, che ci ha presentato mirabilmente nel suo libro autobiografico Istanbul, è il cuore della sua storia. Che è storia di luoghi e gente ma anche di grande solitudine. Il protagonista, Galip, è un uomo che si ritrova solo dopo la scomparsa della moglie Rüya e che nella sua ricerca "teorica" delle motivazioni di questa scomparsa, ma anche "fisica" della donna, si accorge che a non essere più rintracciabile è anche il fratellastro di lei, Celal, giornalista autorevole ma non amabile. Ripercorrere attraverso i suoi scritti le tappe di un'esistenza di approfondimento intellettuale è un lavoro che va di pari passo con l'analisi affascinante delle tradizioni e degli apporti culturali occidentali nella vita di Istanbul in un continuo scavare tra le pagine scritte da Celal e nel suo stesso animo, fino a impersonificarlo. Pamuk scrive nella Nota finale: "Il libro nero mi ha insegnato che il successo di un'opera non dipende da come si risolvono i problemi letterari o stilistici, ma dallo sforzo disperato dello scrittore per affrontare la grandezza e le pretese del libro. Trovare argomenti che richiedono continuamente allo scrittore tutta la sua forza, tutta la sua creatività, tutta la sua vita, è difficile quanto scrivere bei libri".
Le prime pagine
La prima volta che Galip vide Rùya
Rüya dormiva a pancia in giù nel buio dolce e tiepido, sotto i rilievi, le valli ombrose e le delicate colline celesti dell'azzurra trapunta a quadri che copriva completamente il letto. Dalla strada giungevano i primi rumori del mattino d'inverno: il passaggio di qualche automobile e di vecchi autobus, lo sbatacchiare sul marciapiede dei bollitori in rame che il venditore di salep condivideva con il pasticciere, il fischietto del chiama-vetture alla fermata dei dolmus. Tende blu scuro affievolivano la luce plumbea che filtrava nella stanza. Galip, ancora pieno di sonno, guardò il viso della moglie che sporgeva dalla trapunta: il mento di Riiya era sommerso nel cuscino di piuma. Nella curva della fronte c'era qualcosa di surreale, che suscitava in lui un'ansiosa curiosità verso gli eventi meravigliosi che avevano luogo dentro quella testa. «La memoria - aveva scritto Celal in una delle sue rubriche - è un giardino». «Giardini di Rüya, giardini del Sogno... -si era detto allora Galip. - Non pensarci, non pensarci, altrimenti diventeresti geloso !» Ma Galip, osservando la fronte della moglie, non potè fare a meno di pensarci. Avrebbe voluto aggirarsi liberamente tra i salici, le acacie, le rose rampicanti cresciute al sole del giardino in cui Rüya si era rifugiata. Ma provava pure un'imbarazzata apprensione nei confronti dei volti che avrebbe potuto incontrare: Ah, ciao! Anche tu bazzichi la zona? A preoccuparlo maggiormente non erano tanto gli uomini di cui lui era a conoscenza, quanto piuttosto le ombre maschili di cui ignorava totalmente la presenza tra i ricordi della moglie: Scusa amico, ma quand'è che avresti conosciuto mia moglie, e dove? Tre anni fa, a casa vostra, sulle pagine di una rivista straniera di moda comprata nella bottega di Alaaddin, alla scuola media che frequentavate insieme, nell'atrio del cinema dove vi tenevate per mano... Ma no, no, forse la memoria di Rüya non era così crudelmente affollata; forse nell'unico angolo al sole dell'ombreggiato giardino della sua memoria, loro due erano appena partiti per una gita in barca. Pochi mesi dopo che la famiglia di Rùya si era trasferita a Istanbul, avevano avuto entrambi gli orecchioni. Per accelerare la guarigione, la madre di Galip e quella di Rùya, la bella zia Suzan, li portavano sul Bosforo: a volte poteva essere una sola mamma che li accompagnava tenendo un bambino per ogni mano, a volte venivano entrambe. Qualunque fosse la destinazione di quegli autobus sferraglianti - Bebek o Tarabya -, il pezzo forte era sempre lo stesso: una gita in barca. In quegli anni erano famosi i germi, non le medicine: si credeva che l'aria pura del Bosforo bastasse a guarire dagli orecchioni. Di mattino l'acqua era calma, la barca a remi bianca, il barcaio-lo sempre lo stesso e cordiale. Le mamme e le zie sedevano sempre a poppa, i due bambini sempre a prua, nascosti dalla schiena del barcaiolo che, remando, si sollevava e abbassava. Sotto i loro piedi e le loro caviglie, così sottili e simili, a penzolare sull'acqua, il mare scorreva lento, tra alghe, chiazze di gasolio coi colori dell'arcobaleno, minuscoli ciottoli semitrasparenti e frammenti ancora leggibili di giornali, che loro due scrutavano con attenzione casomai potessero scorgervi la rubrica di Celal.
© 2007, Giulio Einaudi editore
Ascolta la lettura delle prime pagine su RadioAlt
Orhan Pamuk - Il libro nero 510 pag., 19,50 € - Edizioni Einaudi (I Coralli) ISBN 978-88-06-18783-5
| 12 luglio 2007 | | Di Giulia Mozzato |
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