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HOME | venerdì 19 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Keith Haring. La biografia |
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| Autore |
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Gruen John |
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| Dati |
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266 p., ill., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 20,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 20,00 |
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| Editore |
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Baldini Castoldi Dalai |
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| Collana |
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Le boe |
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| EAN |
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9788860730848 |
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John Gruen
Keith Haring. La biografia
Mi è sempre più chiaro che l'arte non è un'attività elitaria riservata all'apprezzamento di pochi. L'arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare. (Keith Haring)
È uscita finalmente in Italia, pubblicata da Baldini Castoldi Dalai la biografia di Keith Haring, scritta da John Gruen giornalista e fotografo del New York Times, nonché amico dell'artista.
Fino al 1 luglio è ancora possibile ammirare il Murale di Milwaukee, una delle più significative opere pubbliche di Keith Haring, lunga quasi 30 metri, ospitato per la prima volta in Europa, nel Serrone della Villa Reale a Monza.
Il sito ufficiale di Keith Haring
Viene pubblicata per la prima volta in Italia la biografia di Keith Haring, uscita negli Stati Uniti negli anni Novanta. L’autore è John Gruen giornalista e fotografo del New York Times, padre di Julia Gruen, direttrice esecutiva della Fondazione Keith Haring. La Baldini Castoldi Dalai la propone ai lettori italiani con una traduzione di Maurizio Zoja, giornalista di delrock.it, e la fregia della prefazione di Fernanda Pivano. La giornalista e scrittrice ricorda Keith Haring con l’affetto di chi ha avuto la fortuna di poterlo conoscere. Il loro ultimo incontro fu a una cena organizzata dal mercante italiano di Haring. Parlarono tutta la sera di occhiali, della festa di laurea di Bret Easton Ellis, una passione comune. E quella sera Fernanda Pivano ebbe in dono da Haring dei bottoni con i suoi famosi pupazzi disegnati. Bottoni che lei conserva ancora. A tutti gli appassionati di Haring sarebbe piaciuto conoscere e scambiare qualche parola con l'artista. Possiamo però capire un po’ di più il suo mondo attraverso la biografia di John Gruen, scritta su invito dell’artista stesso. Gruen trascorse molto tempo con Haring, conoscendo i suoi amici e colleghi, la sua famiglia, i suoi compagni di scuola e raccogliendo molto interviste e testimonianze. Insomma una visita guidata all’interno dell’universo di un artista, nel suo background di affetti. Con il libro Gruen prende per mano noi.
E ci guida innanzi tutto nei primi venti anni di vita di Keith, dal 1958 al 1978. La sua passione per l’arte ereditata dal padre, i suoi anni al liceo, la scoperta della sua sessualità, l’uso di droghe, la scuola d'arte a Pittsburgh, la sua ragazza Susan e le prime esperienze omosessuali. Poi inizia l’avventura newyorkese del giovane Haring tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Lavora ossessivamente, la School of Visual Arts riempie le sue giornate e la convinzione di poter diventare un grande artista è sempre più radicata in lui. Di notte si abbandona ai divertimenti, frequentando locali notturni, vivendo appieno lo spirito post hippy della cultura punk-rock. Conosce Basquiat. Nasce in lui l’esigenza di creare un proprio vocabolario grafico.
 | Keith Haring con Madonna, 1989
© Baldini Castoldi Dalai
 | Raggiunge grande popolarità grazie ai suoi graffiti nelle stazioni della metropolitana soprattutto nell’ambiente underground giovanile. “Partorisce” il Radiant Baby. Incontra Andy Warhol. Il suo successo è senza sosta. Nel 1988 purtroppo scopre di aver contratto l’AIDS. Morirà dopo due anni. La scoperta della malattia non diminuisce la sua passione per l’arte e la sua voglia di lavorare, anzi la sua attività continua a essere piena di offerte e di nuovi stimoli e a portarlo in giro per il mondo. Nel 1989 in un’intervista a Rolling Stones Haring si mette a nudo e confessa la sua lotta all’AIDS. Fonderà la Keith Haring Foundation per aiutare i bambini affetti dal virus.
In questo libro troviamo le testimonianze dei genitori Joan e Allen, delle sue sorelle Kay, Karen, Kristen e naturalmente di Keith. Quelle dei suoi insegnanti e dei suoi compagni di scuola. Quelle di Leo Castelli, di Madonna agli esordi, degli artisti Roy Lichtenstein, Francesco Clemente, Kenny Scharf, Claude Picasso, Timothy Leary, William Burroughs e tanti altri.
Questo è un libro di voci. Tante, che si uniscono a quelle di Keith. Questo è un libro corale che ci permette di vedere il quadro da diversi punti e distanze, da vicino così da capire la tipologia dei materiali, e da lontano per scoprire giochi cromatici e di prospettiva. Ci consente di comprendere la diversa e straordinaria complessità dell’artista Keith Haring.
Così il traduttore Maurizio Zoja racconta la sua esperienza: “Tradurre un libro o un fumetto è già di per sé un'esperienza entusiasmante. Si entra in un mondo sconosciuto e si cerca di ricrearlo a uso e consumo di chi parla la tua stessa lingua. La cosa si fa ancora più interessante se l'argomento della traduzione è qualcosa che si ama. Tramite la traduzione ci si avvicina ancora di più all'oggetto del proprio amore. Pur non essendo né un appassionato né tantomeno un esperto d'arte, ho sempre amato l'opera di Keith Haring e tradurre in italiano la sua biografia è stato per me motivo di grande gioia. Ci ho lavorato tutte le sere, per un paio di mesi. Invece di collassare sul divano al termine di una giornata di lavoro, facevo di tutto per rispettare l'appuntamento con Keith, che man mano che la traduzione procedeva consideravo sempre più un amico. John Gruen, l'autore della biografia, parla bene l'italiano avendo vissuto in Italia da bambino. Mi ha detto che, leggendo il libro in italiano, ha capito che io amavo Keith Haring. Non poteva farmi un complimento più bello.”
John Gruen - Keith Haring. La biografia
Titolo originale: Keith Haring. The Authorized Biography
Traduzione di Maurizio Zoja
Pag. 266 - 16,00 euro - Edizioni Baldini Castoldi Dalai 2007 (Le boe)
ISBN 978-88-60-73084-8
Le prime pagine
 | Montecarlo, 1989
© Baldini Castoldi Dalai
 | JOHN GRUEN II 12 febbraio del 1990 le condizioni di salute di Keith Haring subirono un forte peggioramento. Quando arrivai al suo appartamento di La Guardia Piace, al Greenwich Village, trovai sua madre, Joan Haring, che mi fece entrare. «Keith è molto agitato», disse. «Gil è con lui e c'è anche l'infermiere. Non fermarti troppo a lungo.» Scesi la breve rampa di scale che conduceva alla camera da letto. Sembrava inconcepibile che la malattia di Keith avesse un decorso così rapido. Nonostante circa due anni prima fosse risultato sieropositivo e avesse in seguito sviluppato il sarcoma di Kaposi, un cancro che spesso si accompagna all'AIDS, la sua energia era tutt'altro che venuta meno. Keith si curava con molta attenzione. Assumeva regolarmente l'AZT e altri medicinali prescrittigli e questo gli permetteva di condurre una vita più o meno normale, che, nel suo caso, significava essere iperattivo e dedicare gran parte del tempo al suo lavoro e alla sua carriera. Ma, quasi da un giorno all'altro, era diventato spaventosamente magro. I suoi occhi, di un incredibile blu trasparente, erano sprofondati nelle loro orbite e il suo viso aveva assunto un pallore cinereo. Era davvero agitato e il suo respiro era soffocato e affannoso, mentre le sue mani si aggrappavano ai tubi intravena collegati all'apparecchio medico. Stava cercando di mettersi seduto per uscire dal letto. Gil Vazquez, il ragazzo di diciannove anni che raramente aveva lasciato il suo capezzale, continuava a ripetergli nel più gentile dei modi: «No, Keith, no. Devi stare a letto: sdraiati, sdraiati!» L'infermiere lo aiutò e rimise in fretta i tubi a posto. Dopo essersi calmato, Keith sussurrò: «Blocco... blocco... penna». Da settimane non era in grado di parlare ad alta voce, riusciva solo a sussurrare, ormai quasi impercettibilmente. Voleva scrivere qualcosa? Lysa Cooper, un'amica, gli portò quel che aveva chiesto e gli mise gli occhiali. Gli diede la penna e tenne fermo il blocco sul letto. Lentamente, Keith si mise a sedere. Iniziò a tracciare segni sulla carta: una piccola linea, e poi un'altra, e poi un'altra ancora, esitando e poi fermandosi. Lysa voltò subito la pagina, mostrandogliene una bianca. «Prova ancora, Keith.» Ed ecco un'altra linea come la prima, e un'altra ancora... era evidente che Keith non voleva scrivere. Voleva disegnare.
© 2007, Baldini Castoldi Dalai editore
L'autore
John Gruen, giornalista e fotografo, nota firma delle pagine culturali del New York Times, prende parte da sempre alla scena artistica newyorchese. La biografia di Keith Haring è stata scritta e pubblicata in USA negli anni Novanta. A più riprese ristampata e venduta in tutto il mondo, è la prima volta che viene pubblicata in Italia.
| 27 giugno 2007 | | Di Francesco Marchetti |
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