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| Titolo |
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Del perché l'economia africana non è mai decollata |
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| Autore |
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Milani Maurizio |
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| Dati |
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218 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 13,00 |
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| Prezzo IBS |
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€ 13,00 |
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| Editore |
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Kowalski |
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| Collana |
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Narrativa |
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| EAN |
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9788874966295 |
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Maurizio Milani
Del perché l'economia africana non è mai decollata L'ultimo libro di Maurizio Milani, il comico italiano più originale e geniale.
Il romanzo d'appendice africano non è mai decollato. La colpa è di Kofi Annan che punta tutto sui libri di agricoltura. Continua a ripetere: "Prima impariamo a tirare fuori quattro zucchine dalla terra. Poi se avanza tempo..."
Leggi e ascolta l'intervista a Maurizio Milani
Del perché l’economia africana non è mai decollata è uno zibaldone di brani, inediti e non, partoriti dalla mente geniale di Maurizio Milani. Che a leggere quello che scrive e a immaginarselo mentre recita i pezzi si finisce "innamorati fissi" della sua comicità, per citare una tipica espressione del suo repertorio. Quella di Maurizio Milani è una comicità surreale, non per tutti, non siamo nel campo "barzellette e affini". Il suo umorismo riversato in un libro non perde di appeal, anzi forse ci guadagna. Del resto il nostro è ben allenato a far ridere con la parola scritta, curando rubriche su quotidiani e settimanali. Questa è la sua quinta pubblicazione. Milani racconta delle storie, con protagonisti improbabili. Vip, personaggi comuni, suoi amici e parenti, animali, obesi… Per esempio incontra Renzo Piano al bar e gli chiede lumi sullo scaldabagno fuorinorma, oppure Stefano Gabbana accorcia i jeans a un passante per strada. Naturalmente non può mancare il mondo del circo, i fenomeni da baraccone, di cui Milani si sente parte. Convinto di essere l’uomo più brutto del mondo cerca lavoro come attrazione da Moira Orfei invece finisce per essere assunto come “uomo con la pressione più bassa di Milano”. Non mancano nemmeno le avventure sentimentali con le sue "morose", storie d’amore che iniziano alla prima riga e finiscono miseramente dopo tre o quattro. In fondo Milani dichiara di non sapere cosa significhi essere innamorati per cui si dichiara dieci-dodici volte al giorno a ragazze diverse. Il capitolo finale del libro, quello degli Allegati al decreto legge (vedi Gazzetta Ufficiale del 21/3/2007) è dedicato agli Oroscopi: per conducenti di camion; per proprietari di cani (uno degli animali più ricorrenti della letteratura milaniana); per tutti; per titolari di cavalli. Quando arrivi a leggere questo capitolo probabilmente pensi che nulla ti potrà più stupire. Penserai di esserti ormai abituato alle sue chiusure sconclusionate o alle sue "non chiusure" quando ti abbandona nel bel mezzo di un racconto. Penserai di essere ormai avvezzo al mondo Milani. Capirai di esserti sbagliato.
Le prime pagine
Economia virtuale e rendite di posizione
Oggi ho comprato la Manetti & Roberts: sì, tramite computer. Mai avrei pensato da piccolo di comprare uno stabilimento così potente. A parte che non è più la ditta di una volta. Nel 1965 la Manetti & Roberts faceva un milione di tonnellate di talco al giorno. Adesso ne produce tre chili alla settimana. Anzi non so che cosa l'ho comprata a fare, adesso la vendo subito (online) e compro la Tonno Rio Mare. Forse entro sera la giro a una cordata di lazzaroni come me e mi compro la Sanbittèr. Come mai lo stato tassa solo del 12,5 percento le rendite finanziarie e di più chi le bottiglie di vetro le fa davvero? Anzi, aboliamo la plastica e torniamo al vetro. Però sarei anche per questo slogan: "No al calcio moderno!" Le televisioni che comandano e ci propinano le partite tutti i giorni. No! Il campionato di calcio deve essere fisso alle 15:00 di tutte le domeniche. Basta anticipi e posticipi. Poi però leggo sul giornale che hanno fermato un treno di ultras con a bordo mazze ferrate e tutto il resto. Allora forse è meglio il calcio moderno senza pubblico. Alla fine conviene andare in gita a Olbia con la propria morosa e chi si è visto si è visto.
Tom Platz non ha mai vinto il Mister Olympia. Ha vinto un Mister Universo Nabba a Londra. Per me è stato il culturista più stupefacente della storia del body building moderno. Un mio amico e io nell'estate del 1987 siamo andati giù in California per vedere le sue gambe. Erano mostruose. Corte, in quanto se fossero state lunghe non avrebbero potuto svilupparsi dei quadricipiti e dei bicipiti femorali così da dinosauro. La mia morosa di Piacenza mi fa: "Vai in America, vai a vedere il Grand Canyon, il Golden Gate..." Io: "Paola! A me non interessa niente di quella roba lì, vado solo per andare a Palm Beach nella palestra Big Jim per vedere il mio amore. So che c'è gente che va in California per andare a bussare alla porta di casa di Bukowski oppure per il Getty Museum. A me interessa vedere come si allena Tom Platz". Infatti l'ho visto che non ha dormito per dieci notti di fila. Si stava allenando le gambe alla leg machine. Lavorava a pieno carico, cioè tutte le piastre di ghisa (mezza tonnellata) più sopra Arnold Schwarzenegger (100 chili) e Franco Colombo (il sardo campione di Mister Olympia 1980). Per completare l'opera Tom Platz si allenava con sulla schiena Lou Ferrigno (130 chili)... quello che poi ha fatto il telefilm L'incredibile Hulk. Ha fatto tre serie da dieci ripetizioni l'una. I muscoli delle gambe sotto sforzo erano così gonfi che il pennino del centro rilevamento terremoti della California si è spostato di due gradi. Sono abituati. Telefonano in palestra: "Pronto, siamo del centro rilevamento terremoti... si sta allenando Tom?" Big Jim: "Sì!" Loro: "Ok, tutto a posto, a domani".
La schiuma da barba africana non decolla, in quanto gli uomini sui venticinque-trent'anni non dovendo presentarsi ai colloqui di lavoro non si fanno la barba.
© 2007, Kowalski editore
Maurizio Milani – Del perché l’economia africana non è mai decollata 218 pag., 13,00 € - Edizioni Kowalski (Narrativa) ISBN 9788874966295
Le interviste:
Ale & Franz Beppe Braida Pino Campagna Geppi Cucciari Maurizio Milani Franco Neri Checco Zalone
Le recensioni:
Claudio Bisio, Ficarra e Picone, Paolo Migone Ridere fa bene (Kowalski)
| 08 giugno 2007 | | Di Francesco Marchetti |
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