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RECENSIONE

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Titolo Lettere da Iwo Jima
Titolo originale Letters from Iwo Jima
Regia Clint Eastwood
Principali
interpreti
Ken Watanabe; Kazunari Ninomiya; Tsuyoshi Ihara; Ryo Kase; Shido Nakamura; Hiroshi Watanabe
Prezzo € 12,99
Prezzo IBS € 11,69
Produzione Warner Home Video, 2007
Numero dischi 1
Durata 140 min.
EAN 7321961146655
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Un film di Clint Eastwood

Lettere da Iwo Jima



Il film è stato candidato all'Oscar 2007 come: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, e per il montaggio sonoro.
Lettere da Iwo Jima ha già ottenuto il Golden Globe 2007 come miglior film straniero


"Non ho alcun interesse nella romanticheria della guerra. Mi interessa la realtà, quindi la tragedia. Non volevo che ci fosse una bella violenza. La violenza deve essere penosa, perché fa male: a quelli che sono morti e a quelli che sono sopravvissuti."
Clint Eastwood




Il film racconta un episodio della Seconda guerra mondiale che, da una sponda e dall'altra dell'Oceano, continua a rieccheggiare. Sono i 40 giorni in cui nell'isola di Iwo Jima si realizzò uno scontro, assolutamente impari, tra soldati americani e giapponesi. Ecco i numeri: circa 7.000 soldati americani vennero uccisi a Iwo Jima e oltre 20.000 giapponesi.
Dopo più di sessant'anni sono venute alla luce diverse centinaia di lettere di soldati giapponesi che, mandati sull’isola pur sapendo che da là non sarebbero mai tornati in patria, scrivono e raccontano quei drammatici ultimi giorni pieni di paura, ma anche di speranza, in una parola di umanità. 

Saigo faceva il panettiere, ora l'unico desiderio che gli rimane è quello di sopravvivere per tornare a casa e vedere la sua ultima nata. Il barone Nishi, campione olimpico di equitazione, era famoso in tutto il mondo per la sua bravura eper la sua correttezza, ma sull'isola è come gli altri, un uomo mandato a morire. Shimuzu è una ex guardia militare e fino all'ultimo appare idealista e fiducioso, ma sarà la crudele realtà della guerra a cambiarlo. Il tenente Ito, molto rigido e credendo profondamente nella sua missione di soldato, preferisce il suicidio che cadere nelle mani dell'esercito americano....
A comandarli c’è un geniale generale, Tadamichi Kuribayashi. Uomo colto e raffinato, ha studiato in Canada e conosce bene gli Stati Uniti: sa che la guerra (e in particolare quella battaglia) vedrà la sconfitta del Giappone, ma soprattutto ha capito l'inutilità della guerra stessa.
Per difendersi i giapponesi hanno ben poco: la loro ferrea volontà e la natura selvaggia dell'isola.
Per gli americani quella doveva essere una vittoria rapida, invece l'abilità del generale la trasforma in una estenuante battaglia.

Qual è il senso di questo film? perché Eastwood fa due film di seguito sempre sulla Seconda guerra mondiale? L'intenzione del regista era proprio che questo e il precedente Flags of Our Fathers, che presenta il "punto di vista americano", venissero visti entrambi proprio per farsi un'idea della complessità delle ragioni e, soprattutto, dell'assurdità della guerra.
Non esiste una netta divisione tra la ragione e il torto, tra i buoni e i cattivi, il regista vuole proprio far capire questo agli spettatori, la vita, gli uomini, di qualsiasi nazionalità essi siano, hanno in sé le stesse paure e gli stessi sentimenti.

Gli scontri nel film sono ridotti all'essenziale proprio per lasciare spazio agli uomini, ai soldati e al loro rapporto con la popolazione, vittima anch'essa di una inutile guerra.  
Questa empatia tra regista e attori, tra attori e personaggi e tra pubblico e personaggi riesce anche a superare la difficoltà liguistica, dato che il film è recitato quasi esclusivamente in giapponese.
Ecco quello che Easwood ha detto recentemente a Berlino su questo tema, presentando il suo film: "Ho lavorato in film stranieri con persone che parlavano lingue diverse. Per esempio in Italia alcuni anni fa, sul set nessuno parlava tedesco o spagnolo o francese, ma la cosa non era un problema. In questo film poi la cosa che mi interessava era affrontare il tema dei ragazzi in guerra. Le emozioni delle madri che perdono i loro figli o delle mogli che perdono i loro mariti in guerra sono le stesse per tutte le nazionalità".
Interessante l'uso, o meglio il non uso, del colore: solo il rosso del sangue è in evidenza, il resto è giocato sulle diverse sfumature del bianco e del nero, come ben si può osservare anche dai fotogrammi qui riprodotti.


Cast Artistico
Ken Watanabe
Kazunari Ninomiya
Shido Nakamura
Tsuyoshi Ihara
Ryo Kase
Yuki Matsuzaki
Hiroshi Watanabe
Takumi Bando



Cast Tecnico


Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Iris Yamashita
Fotografia: Tom Stern
Produzione:  Amblin Entertainment, DreamWorks SKG, Malpaso Productions, Warner Bros. Pictures


Gli altri film candidati:

Babel di Alejandro González Iñárritu
The Departed di Martin Scorsese
Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris
The Queen di Stephen Frears

Quando nasce il Premio Oscar


16 febbraio 2007 Di Grazia Casagrande


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