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RECENSIONE

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Titolo Little Miss Sunshine
Regia Jonathan Dayton; Valerie Faris
Principali
interpreti
Abigail Breslin; Greg Kinnear; Paul Dano; Alan Arkin; Toni Collette; Steve Carell
Prezzo € 12,90
Prezzo IBS € 9,90
Produzione 20th Century Fox Home Entertainment, 2007
Numero dischi 1
Durata 101 min.
EAN 8010312068096
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Un film di Jonathan Dayton e Valerie Faris

Little Miss Sunshine



Quattro nomination ai Premi Oscar: come miglior film (unica commedia in gara), Alan Arkin come miglior attore non protagonista, Abigail Breslin come miglior attrice non protagonista, miglior sceneggiatura originale. Questo film indipendente è stato giudicato la miglior pellicola del 2006 dal Sindacato dei Produttori di Hollywood tra Babel, The Departed, Dreamgirls e The Queen. Un premio di buon auspicio visto che il riconoscimento dei Producers Guild nella storia è andato 11 volte su 17 allo stesso film che ha poi trionfato agli Oscar.
Little Miss Sunshine è costato 8 milioni di dollari e ne ha incassati 100 in tutto il mondo.


Il viaggio on the road di una famiglia particolare, gli Hoover. Il padre Richard di lavoro fa il motivatore. Ha inventato un percorso in nove tappe per incentivare le persone a essere vincenti. Sogna di realizzarne un libro. Sua moglie Sheryl porta a casa il fratello, professore universitario, studioso di Proust, omosessuale che ha appena tentato il suicidio per amore di un suo studente. Il figlio Dwayne quindicenne ha fatto un voto: non parlare più per poter entrare in aeronautica. Il nonno, padre di Richard, è stato cacciato dalla casa di riposo perchè scoperto a drogarsi. E infine la piccola Olive motore del viaggio dell'intera famiglia. La bambina ha superato le selezioni del concorso di bellezza "Little Miss Sunshine" e ora la comitiva si appresta a raggiungere la California per le finali.

Little Miss Sunshine è un perfetto esempio di esilarante commedia agrodolce realizzata con un budget ridotto che grazie però al passaparola è diventato un caso cinematografico fino a ottenere ben quattro nomination agli Oscar, tra cui quella per miglior film. Uno sguardo cinico e tenero sul sogno americano. Esiste davvero?  L'emblema del sogno americano da rincorrere a tutti i costi sembra essere rappresentato dal personaggio del capofamiglia Richard. Chi meglio di lui che per vivere tiene corsi motivazionali? Richard è convinto che si possa insegnare alla gente il segreto per essere vincenti. Per questo ha inventato un suo metodo e vuole farne un libro. Contatta così un agente che gli promette di piazzare la sua idea presso un editore ma il progetto non andrà in porto. Richard si sente quasi investito da una missione e non si limita a impartire lezioni solamente agli allievi del suo corso, ma vuole inculcare il verbo del successo anche alla sua famiglia. Rivolge le sue attenzioni soprattutto nei confronti della piccola Olive.

Anche Olive, interpretata da Abigail Breslin candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista, ha il suo piccolo sogno: partecipare alle finali del concorso di bellezza, esibendosi con il numero preparato insieme al nonno. Occhialoni e con un po’ di pancetta si ritroverà in mezzo a tante "miss america" in miniatura, trascinate dai genitori nel grande mondo dello spettacolo. È questo il momento in cui la famiglia scoprirà la gioia di partecipare, l’accettazione della diversità, a discapito dell'omologazione sociale. Sarà una lezione per tutti i componenti che durante il viaggio metteranno a nudo le proprie fragilità. Dwayne tornerà a parlare perché scoprirà di non poter entrare in aeronautica per un difetto alla vista. Sarà un duro colpo per lui, divoratore dei libri di Nietsche, votato a un modello di superuomo forte e senza difetti fisici.

Ma ci crediate o no, questo film popolato da personaggi sconfitti fa ridere e tanto.
Inserire Little Miss Sunshine nel genere del road movie sarebbe forse riduttivo. È vero però che molte gag sono costruite proprio sulla prossemicità dei protagonisti alle prese con un furgone giallo mal funzionante, uno “scassone”. Il pulmino Volkswagen accompagna la famiglia Hoover per tutto il suo viaggio. Bisognerà spingerlo ed evitare di fermarsi perchè la prima marcia è rotta. Questo causerà inevitabili divertenti complicazioni. La piccola casa mobile di colore giallo è un'icona del film, tanto da essere "protagonista grafica" di locandine e banner pubblicitari. Da simbolo di una cultura hippie anni Sessanta/Settanta a metafora dello sforzo di tenere a galla qualcosa, in questo caso un gruppo familiare seppur strano. Una sceneggiatura brillante, con punte di black comedy, inventa condizioni di vita surreali.


Little Miss Sunshine è un film di esordienti e non. La coppia di registi è alla sua prima esperienza di lungometraggio e lo sceneggiatore Michael Arndt è semisconosciuto. Risultato? Nomination come miglior film e per la sceneggiatura. Il cast arruola attori già apparsi in altre pellicole: Toni Collette (About a Boy, In Her Shoes e Se fossi lei), Greg Kinnear (Qualcosa è cambiato), Steve Carell (40 anni Vergine), Alan Arkin (Edward mani di forbice, Gattaca, Jacob il bugiardo) nei panni del nonno candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista, i due giovani Paul Dano (I Soprano) e Abigail Breslin (Signs). Divertente il fatto che il veterano Arkin e la piccola Breslin uniti nella commedia in un tenero rapporto nonno/nipotina si siano ritrovati entrambi con una nomination per la categoria attori non protagonisti. Sarà proprio il nonno a rivelare alla piccola Olive che "un vero perdente non è uno che non vince. Un vero perdente è uno che ha talmente paura di non vincere da non provarci neanche" ribaltando il catechismo da vincente del figlio Richard.
Questo è un film partito in punta di piedi con una programmazione in appena sette sale, ma il suo successo è stato così ampio grazie al passaparola alimentato dai media che il numero delle sale è salito fino a 1500.
Il Los Angeles Times su Little Miss Sunshine ha scritto "un umorismo affilato come un rasoio" e il New York Magazine lo ha definito "un incantevole inno ai perdenti".


Gli altri film candidati all'Oscar:

Babel di Alejandro González Iñárritu
The Departed di Martin Scorsese
Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood
The Queen di Stephen Frears

Quando nasce il Premio Oscar


16 febbraio 2007 Di Francesco Marchetti


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