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HOME | domenica 12 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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The Queen. La regina |
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| Titolo originale |
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The Queen |
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| Regia |
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Stephen Frears |
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Principali interpreti |
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Helen Mirren; Michael Sheen; James Cromwell; Sylvia Syms; Alex Jennings; Helen McCrory; Roger Allam |
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| Prezzo |
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€ 9,90 |
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| Prezzo IBS |
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€ 9,40 |
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| Produzione |
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Rai Cinema - 01 Distribution, 2007 |
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| Numero dischi |
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1 |
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| Durata |
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100 min. |
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| EAN |
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8032807016122 |
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Un film di Stephen Frears
The Queen. La regina
Varie, e tutte meritate, le candidature di questo film all'Oscar 2007: miglior film; Stephen Frears, miglior regista; miglior attrice protagonista per la straordinaria interpretazione di Helen Mirren; miglior sceneggiatura originale a Peter Morgan; migliori costumi a Consolata Boyle e infine miglior colonna sonora per la bellissima musica di Alexandre Desplat.
31 agosto 1997. Un incidente d'auto dai risvolti misteriosi e ambigui, uccide durante la notte la principessa Diana in un tunnel della capitale francese. La bella principessa, amata dal popolo inglese e ammirata dal mondo intero per la sua bellezza e umanità, era in compagnia dell'ultimo uomo da lei amato, Dodi Al Fayed. La notizia che tutte le agenzie del mondo, quasi costernate, fanno rimbalzare da un capo all'altro del globo colpiscono come un fulmine o un ciclone tutta l'Inghilterra. Ma quale reazione questo tragico incidente provoca nel centro del potere, a Buckingham Palace?
Il film racconta proprio la settimana successiva alla morte di Lady Diana e lo scontro istituzionale tra la regina Elisabetta II e Downing Street, dove un giovane Tony Blair intuisce la portata politica, oltre che mediatica, dell'evento. Le straordinarie somiglianze tra attori e figure istituzionali facilitano l'approccio, ma è l'interpretazione che sa dare un'anima, un carattere e una credibilità totale ai ruoli rivestiti che fa di questo film un vero capolavoro. Parliamo degli attori, (la protagonista Hellen Mirren è talmente grande che merita un discorso a sé), ma va anche detto che la sceneggiatura di Peter Morgan, stringata e ironica, che dà voce perfettamente sia alle emozioni popolari che alla freddezza (altrettanto istintiva) della regina e la magistrale regia di Frears capace di controllare una pellicola così complessa in cui la fiction e i documenti s'intrecciano e si supportano reciprocamente, hanno dato al film un approdo nell'Olimpo del cinema che forse neppure si supponeva. In più quella di Stephen Frears è anche una lucida analisi sul potere. Tony Blair intuisce la potenzialità politica di quell'ondata di emozione popolare e la necessità da parte delle istituzioni di "cavalcare" le pulsioni suscitate dalla tragedia.
La regina, del tutto impreparata a quanto nel suo Paese sta accadendo intorno alla figura della giovane donna morta da lei ben poco amata in vita e ormai giudicata estranea alla famiglia reale, rimane in un primo momento a Balmoral, residenza estiva della famiglia reale in Scozia, giudicando i funerali "un affare privato della famiglia Spencer".
Solo dopo un serrato dibattito, che lo sceneggiatore riesce talvolta a rendere anche esilarante, la coppia reale torna a Londra e non può ignorare come tutta la città (e tutto il mondo) stia piangendo quella bella ragazza dal sorriso triste.
Sarà questo senso di realismo politico che fa capire ad Elisabetta la necessità di rimettersi in sintonia con il suo popolo, da cui il silenzio davanti a quella morte l’aveva profondamente allontanata. L’abilità del neoeletto Blair a cui tocca (a lui, a un laburista) salvare la popolarità della corona, dimostra tutto l’acume politico di quel giovane leader che in un primo momento era parso invece quasi una minaccia per la casa reale inglese.
Due parole ancora per Helen Mirren: la sua interpretazione, per complessità ed equilibrio, è stata universalmente giudicata di straordinario valore. Ecco come l’attrice ha commentato il suo ruolo:
"Ero tremendamente intimidita. La Regina è per tutti gli inglesi un personaggio incredibilmente familiare e nello stesso tempo una figura estremamente enigmatica e sconosciuta. Ho fatto molte ricerche. Non valgo molto come imitatrice, ma anche se fossi l’imitatrice migliore del mondo riuscirei a cogliere solo il 50% di quello che è la persona reale. L’idea di interpretare un personaggio pubblico come la Regina mi terrorizzava... A differenza di Blair, così aperto e diretto, la Regina è riservata, chiusa. Una chiusura, però, che non è sintomo di nevrosi o di confusione, ma al contrario di forza e sicurezza frutto di una straordinaria autodisciplina. Poi ci sono i momenti in cui abbandona il personaggio pubblico, e diventa la persona che ho cercato di capire e rappresentare”.
Cast Artistico
Helen Mirren - La Regina Michael Sheen - Tony Blair James Cromwell - Principe Filippo Sylvia Syms - La Regina Madre Alex Jennings - Principe Carlo Helen McCrory - Cherie Blair Roger Allam - Sir Robin Janvrin Tim McMullan - Stephen Lamport
Cast Tecnico
Regia - Stephen Frears Produttori - Christine Langan, Tracey Seaward e Andy Harries Produttori esecutivi - François Ivernel, Cameron McCracken e Scott Rudin Sceneggiatura - Peter Morgan Direttore della fotografia - Affonso Beato ASC, ABC Montaggio - Lucia Zucchetti Scenografie - Alan Macdonald Costumi - Consolata Boyle Trucco e capelli - Daniel Phillips Direttore del casting - Leo Davis Fonico di mix - Peter Lindsay
Il regista
Stephen Frears è uno dei registi inglesi più originali e stimolanti. Nato a Leicester nel 1941, ha studiato legge all’Università di Cambridge prima di cominciare a lavorare in teatro, come assistente di Lindsay Anderson al London’s Royal Court. Ha iniziato la sua carriera nel cinema come aiuto regista di Karel Reisz. Nel 1971, Frears ha diretto il suo primo film, GUMSHOE, un poliziesco drammatico interpretato da Albert Finney. In seguito ha lavorato soprattutto per la televisione fino al 1985, quando ha girato il film a basso costo MY BEAUTIFUL LAUNDERETTE – LAVANDERIA A GETTONE, un successo che ha segnato una svolta nella sua carriera. Scritto da Hanif Kureishi e prodotto da Channel 4, il film raccontava in modo ironico e pungente una relazione gay tra un giovane pachistano e un punk londinese (un allora sconosciuto Daniel Day Lewis), affrontando temi controversi come l’omosessualità, il razzismo e la politica degli anni ’80. Originariamente concepito per la televisione, il film ha avuto invece una distribuzione internazionale ed è diventato un grande successo di critica e di pubblico. L’interesse di Frears per personaggi che mettono in discussione stereotipi sessuali e sociali è stato al centro degli altri due suoi film successive: L’IMPORTANZA DI ESSERE JOE (1987), il fortunato film sulla vita del celebre e controverso commediografo inglese Joe Orton, con Gary Oldman, Alfred Molina e Vanessa Redgrave; e SAMMY E ROSIE VANNO A LETTO (1987), la sua seconda collaborazione con Kureishi, che affrontava temi come i rapporti interculturali e i conflitti generazionali, in una Londra devastata dai disordini. Frears ha fatto il suo debutto hollywoodiano con lo splendido LE RELAZIONI PERICOLOSE (1989), che gli è valso una nomination ai BAFTA come Miglior Regista. La sceneggiatura di Christopher Hampton, vincitrice di un Oscar, era tratta da un romanzo del 1782, e il film era interpretato da attori straordinari del calibro di John Malkovich e Glenn Close, quest’ultima nominata agli Oscar per il suo ritratto dell’intrigante Marchesa de Merteuil. Nel 1990, Frears ha diretto un film altrettanto elegante e di successo, prodotto da Martin Scorsese, RISCHIOSE ABITUDINI, per cui è stato nominato agli Oscar come Miglior Regista nel 1991. Interpretato da John Cusack, Anjelica Huston e Annette Bening nei panni di tre artisti della truffa, il film ha confermato Frears come uno dei registi inglesi di maggiore talento della sua generazione. Successivamente, Frears ha continuato a lavorare sia in Inghilterra che in America. L’apologo satirico EROE PER CASO (1992) vedeva tra i suoi interpreti Dustin Hoffman, Geena Davis e Andy Garcia; mentre MARY REILLY (1996), una sua personale rivisitazione della storia del Dottor Jeckyl e Mister Hyde, gli ha consentito di ricostituire la fortunata squadra di LE RELAZIONI PERICOLOSE, con lo sceneggiatore Christopher Hampton, gli attori John Malkovich e Glenn Close, e la produttrice Norma Heyman. In quello stesso periodo, ha anche realizzato due divertenti e intensi adattamenti dai romanzi di Roddy Doyle, THE SNAPPER (1993) e DUE SULLA STRADA - THE VAN (1996). Dopo il moderno western elegiaco THE HI-LO COUNTRY (1998), con Woody Harrelson, Billy Crudup, Penelope Cruz e Patricia Arquette, è tornato a territori più familiari con ALTA FEDELTA’, che esplora in chiave ironica la natura dell’impegno sentimentale. Con questo film, tratto dall’omonimo best-seller di Nick Hornby, Frears ha potuto tornare a lavorare con l’attore John Cusack, che è anche co-autore della sceneggiatura. Nel 2000, Frears ha lavorato con lo stimato sceneggiatore televisivo Jimmy McGovern al tenero e struggente LIAM, un film che seguiva le drammatiche vicende di una famiglia operaia di Liverpool. Due anni dopo, ha diretto PICCOLI AFFARI SPORCHI (2002), un thriller drammatico sulla difficile sopravvivenza degli immigrati clandestini a Londra. Tra i tanti premi assegnati a questo film, ricordiamo un British Indipendent Film Award per la Migliore Regia (2003), un Evening Standard Award per il Miglior Film Inglese (2003) e una nomination agli Oscar per lo sceneggiatore Stephen Knight (2004). Nel 2003, Frears è tornato alla televisione inglese con il film “The Deal”, che mette a fuoco un momento cruciale nel rapporto tra Gordon Brown e Tony Blair, rappresentati per la prima volta in una fiction televisiva. Con Michael Sheen nel ruolo di Blair, il film ha vinto un premio BAFTA come Miglior Film-Tv nel 2004. L’ultimo film diretto da Frears è MRS HENDERSON PRESENTA, con Judi Dench e Bob Hoskins.
La protagonista
Helen Mirren è una delle attrici inglesi più popolari e apprezzate in tutto il mondo. Nella sua carriera - che abbraccia teatro, cinema e televisione - è diventata famosa per avere interpretato ruoli spesso impegnativi, che le sono valsi numerosi premi per le sue intense interpretazioni. Per uno di questi ruoli - la Regina Carlotta in LA PAZZIA DI RE GIORGIO di Nicholas Hytner – è stata nominata agli Oscar come Migliore Attrice Non Protagonista, ed ha vinto il Premio per la Migliore Attrice al Festival di Cannes, nel ’95. La Regina Carlotta è stata anche la prima sovrana interpretata dalla Mirren sul grande schermo, prima di Elisabetta in THE QUEEN. Ha iniziato la sua carriera con il National Youth Theatre e nel 1967 è entrata a far parte della Royal Shakespeare Company, con cui ha interpretato una serie di produzioni prestigiose come Troilo e Cressida (Cressida) e il Macbeth di Trevor Nunn (Lady Macbeth). Nel 1972, si è unita alla compagnia teatrale del noto regista Peter Brook, con cui ha girato il mondo. La sua carriera cinematografica è iniziata alla fine degli anni ’60, quando ha interpretato il film di Michael Powell L’ETA’ DEL CONSENSO, accanto a James Mason; anche se il ruolo che l’ha resa famosa è stato quello di Victoria nel film VENERDI’ MALEDETTO di John Mackenzie. La sua interpretazione di questa donna dura e sexy insieme, amante del gangster “cockney” Bob Hoskins, è stata osannata dalla critica, che ha annunciato la nascita di una nuova stella del cinema. Dopo la svolta di VENERDI’ MALEDETTO, la Mirren ha proseguito la sua fortunata carriera cinematografica interpretando una serie di film di successo, come il fantasy di John Boorman EXCALIBUR, e il thriller irlandese di Neil Jordan CAL, in cui vestiva i panni di una donna matura innamorata di un uomo molto più giovane. Quest’ultima interpretazione le è valsa il Premio per la Migliore Attrice al Festival di Cannes nel 1984. Successivamente, ha continuato a misurarsi con ruoli sempre molto diversi e impegnativi, in film come MOSQUITO COAST di Peter Weir, IL CUOCO, IL LADRO, SUA MOGLIE E L’AMANTE di Peter Greenaway, MONTERIANO – DOVE GLI ANGELI NON OSANO METTERE PIEDE di Charles Sturridge, e UNA SCELTA D’AMORE di Terry Gorge, che ha anche co-prodotto. Ha avuto una seconda nomination agli Oscar per la sua interpretazione in GOSFORD PARK di Robert Altman, e una nomination ai Golden Globe per il film di Nigel Cole CALENDAR GIRLS. Più di recente, ha interpretato il film IN OSTAGGIO, accanto a Robert Redford. Nei primi anni ’90 Helen Mirren ha interpretato la popolare e innovativa serie tv “Prime Suspect” – vincitrice di premi Emmy e BAFTA – in cui vestiva i panni dell’Ispettrice Capo Jane Tennison. Ha da poco finito di girare l’ultima stagione della serie, che segna la fine del suo personaggio. Nel 1999 ha vinto un premio Emmy e una nomination ai Golden Globe per il suo ruolo di protagonista nel film tv The Passion of Ayn Rand. Per la televisione americana ha interpretato, fra gli altri, Losing Chase, per cui ha vinto un Golden Globe nel 1996 come Migliore Attrice in un Film o Mini-serie TV, The Passion of Ayn Rand (Emmy per la Migliore Attrice), Door to Door (nomination Golden Globe, Emmy e Screen Actors Guild), The Roman Spring of Mrs Stone (nomination ai Golden Globe, Emmy e Screen Actors Guild), e Elizabeth I, una co-produzione Channel 4/HBO, grande successo di critica sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. Helen Mirren ha avuto una carriera teatrale altrettanto fortunata. Tra le sue interpretazioni memorabili, negli anni ’70, ricordiamo Teeth ‘n’ Smiles al Royal Court e Il gabbiano al Lyric. Si è guadagnata l’apprezzamento della critica anche in Antonio e Cleopatra, accanto a Michael Gambon, e in Specchio a due direzioni di Arthur Miller, Battaglia di angeli, Un mese in campagna (con cui ha debuttato a Broadway e si è guadagnata una nomination ai Tony Awards) e Danza di morte, a Broadway, accanto a Ian McKellen. Più di recente, ha interpretato Il lutto si addice a Elettra al National Theatre che le è valso una nomination all’Olivier Best Actress Award – il Premio Olivier per la Migliore Attrice. È stata insignita del titolo di Dame of the British Empire nel 2003.
Gli altri film candidati all'Oscar
Babel di Alejandro González Iñárritu The Departed di Martin Scorsese Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton e Valerie Faris
Come è nato il Premio Oscar
| 16 febbraio 2007 | | Di Grazia Casagrande |
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