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RECENSIONE

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Titolo La versione di Barney
Titolo originale Barney's Version
Regia Richard J. Lewis
Principali
interpreti
Paul Giamatti; Dustin Hoffman; Rosamund Pike; Minnie Driver; Rachelle Lefevre
Prezzo € 9,99
Prezzo IBS € 7,99
Produzione Medusa Home Entertainment, 2011
Numero dischi 1
Durata 132 min.
EAN 8010020068548
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Al cinema Barney nella versione edulcorata di Richard J. Lewis



Dal libro al film, e viceversa

È forse il caso di smettere di chiedersi continuamente se sia meglio il libro o il film, ma non certo perché “non è più vero che film e libri sono cose diverse”, come ha affermato recentemente Francesco Merlo, bensì proprio perché ci troviamo di fronte a due medium completamente diversi, che stabiliscono con il lettore patti interpretativi molto differenti. Bisogna leggere un libro per quello che è, come vedere un film per quello che è. E affermare questo significa ribadire l'importanza tanto dell'uno quanto dell'altro.
Anche se il testo filmico tende naturalmente alla semplificazione, è pur vero che si tratta di un codice complesso, nato dall’intreccio di una pluralità di codici, frutto di transcodificazioni successive.
Se oggi il cinema si pone come linguaggio autonomo, talora addirittura linguaggio-guida di una civiltà fondata sull’immagine, tuttavia non può prescindere dalla narrativa.
Si assiste poi negli ultimi anni alla sempre più numerosa uscita di film tratti da romanzi. Come se vi fosse un tacito accordo tra industria editoriale e cinematografica, tutto ciò ha l’effetto da una parte di rilanciare le vendite nelle librerie dei testi oggetto di trasposizione filmica, dall’altra di creare un’atmosfera di attesa molto alta intorno alla pellicola.
Spesso inoltre le case editrici si piegano a quella barbara usanza di ripubblicare il testo con la copertina che richiama la locandina del film o con fascette che indicano il legame con il cinema.





Il Barney cinematografico

Alla fine anche Barney arriva al grande schermo, sull'onda del successo editoriale italiano. La versione di Barney del regista Richard J. Lewis è La versione di Barney di Richard J. Lewis, ovvero La versione di Richard J. Lewis. Pubblicato nel 1997, arrivato in Italia nel 2000, La versione di Barney di Mordecai Richler ebbe un successo strepitoso. Merito di una contingenza di situazioni, oltre che della scrittura meravigliosa di Richler, come vuole mettere in luce Christian Rocca, giornalista de Il Foglio che visse in prima persona la crociata promozionale a sostegno del libro intrapresa dal quotidiano e lo racconta nel libro Sulle strade di Barney, appena uscito da Bompiani.

Per chi vuole sapere cosa il film mantiene della storia di Richler, diremo che lo sguardo del regista decide di focalizzare l’attenzione quasi esclusivamente sulla storia d’amore tra Barney e Miriam, la terza e ultima moglie. Il film inizia in pieni anni 2000 e da qui il ricordo torna indietro di una quarantina di anni, portandoci non nella Parigi degli anni ‘50 del romanzo di Richler, ma nella Roma di inizio anni ‘70 (forse un omaggio al coproduttore italiano, la Fandango). Inutile dire che si tratta di due quadri, addirittura di due stereotipi, nemmeno lontanamente interscambiabili. A Roma Barney sposa Clara (Rachelle Lefevre), convinto di averla messa incinta, ma il matrimonio dura poco, Clara si uccide e Barney torna a Montreal, dove diventa produttore della Totally Unnecessary Production. Ci riprova, soprattutto per convenienza, sposando la "seconda Signora P" (Minnie Driver), una donna che ha tutto quel che basterebbe per fondare un matrimonio duraturo, come sostiene Izzy, il padre di Barney (Dustin Hoffman): soldi e tette. E proprio durante le celebrazioni delle nozze Barney conoscerà Miriam (Rosamund Pike), il grande amore della sua vita.
E dove è finita l'autobiografia di Terry McIver, motivo profondo della scrittura della Versione? Diventa una specie di libro-inchiesta del detective che negli anni '70 ha cercato di incastrare Barney per l'omicidio (peraltro ridotto a poco più di un episodio) del suo grande amico Boogie (Scott Speedman). Così durante il film non si sente una sola parola di Barney fuori campo (sintomo di "difficoltà" da parte del regista) e non vediamo mai il protagonista impegnato a scrivere.


Un film "politically correct" e accomodante, un Barney edulcorato e innocente

Ne viene fuori una storia d’amore nel rispetto di tutti i tradizionali parametri e cliché hollywoodiani. Ma quello che manca è la soggettività di Barney, il prospettivismo del suo racconto, la sua “versione” politically scorrect e provocatoria che lo rendeva geniale, come pure il senso profondo dell’assurdità della vita. Sarebbe stato impossibile rendere il respiro del protagonista di questo libro particolarissimo e la finezza di Richler. Dei personaggi, delle atmosfere e dei fatti, non sopravvivono che macchiette destinate a svanire senza lasciare traccia. E questo accade anche perché Barney non è certo un personaggio attuale e attualizzabile. Barney è simbolo di un'epoca passata, il suo superomismo e la sua ridicolaggine sono strettamente collegati a un luogo e a una cultura. Il tentativo di Lewis di trasporlo nel presente, dunque, fallisce e scade nella mediocrità e nel patetico, soprattutto quando traspare una evidente compassione del regista verso il personaggio.

Il migliore? Dustin Hoffman

La colonna sonora del film
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La versione di Barney di Richard J. Lewis rimane una bella storia d’amore, con o senza Barney, incorniciata da battute brillanti e personaggi caricaturali. Le interpretazioni di Paul Giamatti e Dustin Hoffman sono certamente ottime (e quest’ultimo incarna decisamente meglio il politically scorrect che aveva affascinato nel libro, forse perché è un attore ebreo, "emotivamente prossimo al Barney letterario e in grado di riconoscerne e impiegarne l’umorismo e la superiorità paranoide", nota giustamente Marzia Gandolfi), ma banalizzata è tutta la potenza evocativa del libro e l’atmosfera intrisa di humor ebreo che è punto cardine del libro di Richler. Lewis preferisce una "versione" conciliata e conciliante di Barney, e sostituisce l'umorismo yiddish di tutta una letteratura che va da Bellow a Roth con un paio di canzoni di Leonard Cohen.
Il film di Richard J. Lewis è una delle tante “versioni di Barney” possibili, e per questo va visto: come uno specchio della nostra epoca, dei gusti del pubblico, del conformismo degli spettatori, di quello che oggi si chiede al cinema.
La versione di Barney di Mordecai Richler era un'altra cosa. Conclude Noah Richler, figlio di Mordecai: "Vorrei che fosse un bel film, proprio come avrebbe voluto mio padre, ma tanto tempo fa imparai da lui che sono i romanzi che contano e che durano nel tempo, non i film".


Cast artistico


Paul Giamatti - Barney Panofsky  
Rosamund Pike - Miriam  
Minnie Driver - Mrs. ‘P’ 
Rachelle Lefevre - Clara
Scott Speedman - Boogie 
Bruce Greenwood - Blair 
Macha Grenon - Solange
Anna Hopkins - Kate
Jake Hoffman - Michael
Mark Addy - Detective O’Hearne
Saul Rubinek - Charnofsky
Thomas Trabacchi - eo Fasoli
Clè Bennett - Cedric
Harvey Atkin - suocero di Barney
Massimo Wertmuller - medico
Maury Chaykin - Irv Nussbaam
E con Dustin Hoffman  nel ruolo di Izzy


Cast tecnico


Regia Richard J. Lewis  
Sceneggiatura Michael Konyves
Direttore della Fotografia Guy Dufaux
Montaggio Susan Shipton
Musiche Pasquale Catalano
Scenografia Claude Paré
Costumi Nicoletta Massone
Trucco Adrien Morot
Produttore Esecutivo Mark Musselman
Prodotto da Robert Lantos
Co Produttori Domenico Procacci Lyse Lafontaine Ari Lantos
Tratto dal Romanzo La Versione di Barney di Mordecai Richler



17 gennaio 2011 Di Sandra Bardotti


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