|
|
 |
|
| |
HOME | domenica 14 marzo 2010 |
 |
|
|
|
|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
| Titolo |
 |
Il vento che accarezza l'erba |
 |
| Titolo originale |
|
The Wind That Shakes the Barley |
 |
| Regia |
|
Ken Loach |
 |
Principali interpreti |
|
Cillian Murphy; Liam Cunningham; Padraic Delaney; Gerard Kearney; William Ruane; Laurence Barry |
 |
| Prezzo |
|
€ 9,90 |
 |
| Prezzo IBS |
|
€ 8,91 |
 |
| Produzione |
|
01 Distribution, 2007 |
 |
| Numero dischi |
|
1 |
 |
| Durata |
|
124 min. |
 |
| EAN |
|
8032807016740 |
 |
 |
 |
|
Un film di Ken Loach
Il vento che accarezza l’erba
Palma D’Oro al Festival di Cannes 2006. Dal 10 novembre al cinema
Arduo era per le parole di dolore prender forma
spezzare i legami che ci vincolano
ah ma ancor più arduo sopportar l’onta
delle catene straniere che ci legano.
E così dissi: la valle nella montagna cercherò
al mattino presto
per aggiungermi ai coraggiosi uomini uniti
mentre dolci venti scuotono l’orzo.
Robert Dwyer Joyce (1830 – 1883), The Wind that Shaker the Barley
Il film si apre con un’immagine giocosa e serena: un gruppo di giovani uomini gioca ad hurling su di un prato.
A stridere violentemente con queste prime inquadrature sono quelle che il regista propone dopo pochi minuti: gli inglesi, i famigerati Black and Tans, bloccano i ragazzi, impartono con brutalità ordini umilianti e uno dei più giovani che aveva osato rispondere in gaelico e non in inglese viene ucciso a pugni e calci davanti agli occhi della madre.
È quindi chiaro fin dall’inizio che la storia è dura, di quelle che fanno star male, che non concedono nulla alla speranza e alla consolazione.
Siamo in Irlanda nel 1920, lavoratori della terra e della campagna (sono tutti giovanissimi, dai 18 ai 30 anni) si uniscono per formare delle bande di guerriglieri volontari che contrastino le spietate squadre dei Black and Tans (per lo più soldati della Prima guerra mondiale in congedo) mandati dalla Gran Bretagna per fermare il tentativo dell’Irlanda di conquistare l’indipendenza.
Damien, il protagonista, sta per partire per Londra dove dovrebbe prendere servizio come medico in uno dei più prestigiosi ospedali inglesi. Ma proprio quando sta per salire sul treno che lo dovrebbe portare nella capitale, un altro episodio di violenza gratuita contro i macchinisti che si rifiutavano di far salire sul convoglio militari e armi (secondo una linea fissata dal sindacato), gli impone moralmente di rimanere, di unirsi al gruppo guidato dal fratello Teddy e di combattere per la libertà del suo Paese.
La lotta è durissima e spesso pone problemi morali sconvolgenti (come ogni guerra o guerriglia); il gruppo ha già al suo interno visioni diverse della finalità stessa dell’agire, ma è fortemente unito dall’odio per gli invasori.
Quando, tra la gioia generale (a nessuno piace né uccidere né rischiare la vita) viene firmata prima una tregua poi un trattato, le speranze d’indipendenza si accendono, ma (la scena bellissima del cinema in cui il gruppo legge sullo schermo i termini del trattato fa parte dei momenti forti della cinematografia di Ken Loach) è in quello stesso momento che si compie invece una frattura drammatica all’interno del gruppo.
C’è chi, come Teddy, pensa di dover accettare quell’accordo (l’autonomia dell’Irlanda è solo apparente ed è comunque necessario un giuramento alla Corona) per poi raggiungere mete più alte. E chi invece, come Damien, pensa che si tratti di una vera truffa, e che siano i grandi capitalisti a trarne vantaggio e che la povertà estrema, in cui il Paese versa per colpa degli stranieri che lo hanno depredato e dei grandi possidenti che lo sfruttano, continuerà a minare le famiglie più povere e a uccidere i bambini e i vecchi (in quanto medico ne ha visti veramente troppi morire di stenti).
I due fratelli rappresentano appunto la divisione che si viene a creare in Irlanda, che fa esplodere la più orrenda delle guerre, quella civile, e che conduce poi al tragico epilogo del film.
“Credo che ciò che è successo in Irlanda nel 1920-1922 sia una di quelle storie per le quali l’interesse non si attenua mai. Come nel caso della Guerra Civile spagnola, si è trattato di un momento fondamentale”: queste le parole di Ken Loach che aggiunge “Quando non rispondeva più ai migliori interessi inglesi continuare a negare l’indipendenza, cercarono di dividere il paese e diedero il loro appoggio a quelli del movimento per l’indipendenza che erano pronti a consentire che il potere economico rimanesse nelle stesse mani di coloro con i quali, per usare un’espressione consacrata dal tempo, potevano fare affari”.
Quindi attualizza, ma chiunque veda il film ben capisce che i riferimenti al presente sono voluti: “Esiste uno schema che si incontra continuamente… Sono sicuro che lo si riscontri oggi in posti come l’Iraq, dove l’opposizione agli Stati Uniti ed alla Gran Bretagna ha unito tanta gente che scoprirà di avere interessi diversi quando gli americani e gli inglesi saranno finalmente costretti ad andare via”. Non vi sono giudizi da parte del regista, non ci sono “buoni” contro cattivi” in questa guerra civile, ma tutti dolenti vittime di un potere che stritola.
Il regista poi ricorda come solo cinque anni prima la rivolta antibritannica fosse stata condotta dal socialista James Connelly, più volte citato come modello nel film, soprattutto da parte di Dan, uno del gruppo che alle spalle aveva una deportazione in Galles dove aveva imparato a leggere, a scrivere e a conoscere il pensiero e gli scritti di Connelly. Perché sottolinea ancora Loach “Le persone in una determinata posizione sociale hanno in comune con persone di un altro paese ma nella stessa posizione sociale molto più di quanto non abbiano in comune, diciamo, con quelli che sono al vertice della propria società”.
Nel film poi grande importanza hanno le figure femminili. Tre generazioni di donne, tutte attraversate dal dolore, vedono svolgersi la vicenda intorno a loro: la nonna Peggy (Mary O’Riordan), vera figura chiave che dopo essere stata costretta nell’infanzia e nell’adolescenza a lasciare la sua casa ora, da vecchia, non se ne vuole più allontanare neppure quando questa è ridotta a macerie fumanti dopo un incendio appiccato dagli inglesi.
La figlia Bernadette (Mary Murphy) è una presenza dapprima piuttosto silenziosa anche se, essendole stato ucciso il figlio sotto gli occhi, sente crescere in sé la ribellione e la testimonia dando ospitalità e aiutando per quanto può i giovani guerriglieri.
Infine Sinead (Orla Fitzgerald), la nipote, che è attiva nella guerra di liberazione come staffetta e che dedica ai sentimenti (ama riamata Damien) solo i ritagli del suo tempo.
La Palma d’Oro attribuita a questo film al Festival di Cannes testimonia prima di tutto un riconoscimento ufficiale a un regista che da anni produce capolavori, ed è anche la prova di una crescente sensibilità per un’arte che non sia solo fine a se stessa, ma densa di contenuti e di riflessioni, purtroppo amare, sul passato e sul presente.
La filmografia in dvd
Riff Raff
Paul, Mick e gli altri
Sweet 16
11 settembre 2001
Un bacio appassionato
Tickets
| 07 novembre 2006 | | Di Grazia Casagrande |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|
|
Copyright © 1996/2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati. Wuz è un marchio registrato. Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359. Concessionaria di pubblicità MYads.it Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria Dati audience certificati Audiweb Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione |
|
|
|