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RECENSIONE

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Titolo Oggi sposi
Regia Luca Lucini
Principali
interpreti
Luca Argentero; Moran Atias; Dario Bandiera; Carolina Crescentini; Francesco Montanari; Filippo Nigro
Prezzo € 16,49
Prezzo IBS € 12,90
Produzione Universal Pictures, 2010
Numero dischi 1
Durata 118 min.
EAN 5050582756852
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Oggi sposi, un film di Luca Lucini

20 ottobre - Festival Internazionale del Film di Roma - Fuori Concorso

Quattro matrimoni, mille peripezie e un solo obiettivo: raggiungere l’altare e pronunciare il fatidico sì.

Nicola (Luca Argentero), promettente poliziotto pugliese con un passato da Don Giovanni, ha deciso di mettere la testa a posto e di sposare l’incantevole figlia dell’Ambasciatore indiano (Moran Atias). C’è solo un problema: come farà Sabino (Michele Placido), un contadino alla vecchia maniera, ad accettare che il figlio si sposi con rito Indù? Nel frattempo, Salvatore (Dario Bandiera) e Chiara (Isabella Ragonese), due giovani precari senza una lira e con un figlio in arrivo, mettono a punto un piano per organizzare un matrimonio a costo zero: far imbucare i loro 72 invitati alle nozze dell’avvenente soubrette Sabrina (Gabriella Pession) e di Attilio Panecci (Francesco Montanari), magnate della finanza. Ancora non sanno però che anche qualcun altro ha  deciso di “imbucarsi” al matrimonio del secolo…. È Fabio Di Caio (Filippo Nigro), PM romano che indaga da tempo sui loschi traffici di Panecci mentre cerca di dissuadere il suo anziano padre dallo sposare la sua nuova fiamma, una massaggiatrice poco più che ventenne (Carolina Crescentini)…  


Un film che sa far ridere, un omaggio alla commedia e alla tradizione teatrale comica italiana. Ecco dalle parole del regista, motivazioni e scopo di questo film:

La volontà di dare nuova energia alla commedia, un genere così nostro, sia come autori che come spettatori, così bello e popolare, è la ragione che ci ha permesso di avere tanto talento a disposizione nel progetto. È stato infatti scritto dagli sceneggiatori più bravi e richiesti del momento, Bonifacci, Brizzi e Martani e interpretato da alcuni degli attori più capaci e versatili; il tutto grazie a un produttore attento e coraggioso che ha messo a disposizione un budget importante per poter affrontare il progetto con un taglio qualitativo  molto alto.

L’obiettivo che ci siamo posti è stato girare un film comico con un cast d’eccezione, riservando particolare  cura alle scenografie, ai costumi e a alla fotografia. Purtroppo, non è una critica ma una constatazione, il cinema italiano con il compito di divertire è da diversi anni affidato  principalmente a comici: questo è sicuramente un modo interessante di ottenere il risultato, ma non l’unico.
Tempo fa mi capitò di leggere un articolo su Goldoni e sulla sua rivoluzione teatrale; in particolare mi colpì il suo modo innovativo di concepire la rappresentazione e di prendere le distanze dalla “commedia dell’arte”.  La sostituzione dei vecchi canovacci con la scrittura di ruoli sempre più precisi portò gli attori a recitare piuttosto che a improvvisare come facevano in passato. I personaggi, pur continuando a mantenere le caratteristiche delle maschere, servivano alla costruzione dell’intera commedia e a far ben funzionare gli incastri della storia rendendola inaspettata e piena di ritmo.
Questo articolo mi ha fatto pensare che anche noi oggi  avremmo  bisogno di una rivoluzione di quel tipo e credo che non siamo lontani dal raggiungere questo obiettivo. Sento che una nuova generazione di sceneggiatori, registi e attori ha voglia di rinnovare e attualizzare la commedia e renderla di nuovo nostra e popolare come ai tempi della grande commedia all’italiana.


Nel film il matrimonio è osservato nel suo "rituale", quando cioè da un affare di affetti e sentimenti, si trasforma in "show", o almeno è così che lo definisce lo sceneggiatore Fabio Bonifacci, quandi insomma molti esibiscono tutta la volgarità dei nostri tempi in un eccesso di kitsch e di superficialità. Guardiamo il trailer e leggiamo come viene riassunto il film da Bonifacci:




Il faccendiere Panecci e la soubrette Sabrina sono due giovani vip storditi da un successo immeritato, abitano un luccicante vortice di nulla e vivono in funzione dei media. La loro parola chiave è “due cuori e una notizia”. Per loro amare vuol dire andare sui giornali. Il loro non è un matrimonio ma uno show con tanto di ospiti pagati.

Chiara e Salvatore invece sono due precari senza una lira ma devono fare un matrimonio in grande per accontentare la mamma di lui. Così tentano di infiltrarsi nel pranzo dei vip e sposarsi a scrocco. La loro parola chiave è “la difficoltà aguzza l’ingegno”. Per loro amare vuol dire risparmiare. Ma è curioso come anche loro debbano trasformare il matrimonio in uno show, sia pure solo a beneficio dei parenti.


Il terzo matrimonio è il più ricco di personaggi: a sposarsi sono un giovane poliziotto italiano e una ragazza indiana. La frase chiave è “l’Italia contadina contro l’Asia moderna” perché Nicola viene da una famiglia agricola del sud mentre Alopa è figlia dell’ambasciatore dell’India. Le rispettive famiglie iniziano a litigare: ancora una volta non sulla sostanza del matrimonio (l’amore tra i due) ma sulla forma del rito. Qua si tratta di fare uno show multietnico che accontenti due interi paesi, uno in Puglia e uno in India.

L’ultimo matrimonio è un triangolo: il 70enne Renato, ricco e allegro, vuole sposare Giada, 25 anni. Ma il figlio di Renato – serioso magistrato- cerca di impedirlo perché ritiene la ragazza una poco di buono, quale in effetti è. Viene fuori un capovolgimento delle età oggi molto diffuso: 70enni giovanotti contro giovani già anziani. La frase chiave può essere  “tra moglie e marito, non mettere il figlio”. Oppure, dal punto di vista di lei, un amletico dubbio: “Meglio sposarsi per amore o per il 740?

Le quattro storie si incrociano e si influenzano tra loro, in una girandola di finzioni, sospetti, liti, inganni. Il ritmo vorticoso degli eventi somiglia alla velocità del nostro tempo. I personaggi, beh quelli no, sono creature di fantasia che servono a far ridere. In Italia gente così cinica, volgare e superficiale mica esiste. O no?



Cast Artistico


NICOLA IMPANATO - LUCA ARGENTERO
ALOPA - MORAN ATIAS
SALVATORE SCIACCA - DARIO BANDIERA
GIADA - CAROLINA CRESCENTINI
ATTILIO PANECCI - FRANCESCO MONTANARI
FABIO DI CAIO - FILIPPO NIGRO
SABRINA MONTI - GABRIELLA PESSION
SABINO IMPANATO - MICHELE PLACIDO
RENATO DI CAIO - RENATO POZZETTO
CHIARA MALAGO’ - ISABELLA RAGONESE
VIOLETTA IMPANATO - LUNETTA SAVINO
AMBASCIATORE - HASSANI SHAPI
PEPPINO IMPANATO - FRANCESCO PANNOFINO
POLIZIOTTA GHEDINI - CATERINA GUZZANTI
MADRE SALVATORE - VITALBA ANDREA





Cast Tecnico




REGIA
di LUCA LUCINI    
DA UN’IDEA di FAUSTO BRIZZI e MARCO MARTANI
SOGGETTO di FAUSTO BRIZZI, MARCO MARTANI, FABIO BONIFACCI
SCENEGGIATURA di FABIO BONIFACCI, con la collaborazione di FAUSTO BRIZZI e MARCO MARTANI
SCENOGRAFIA di MARCO BELLUZZI       
COSTUMI di ROBERTO CHIOCCHI        
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA MANFREDO ARCHINTO       
SUONO di MAURIZIO ARGENTIERI                
MONTAGGIO di FABRIZIO ROSSETTI             
MUSICA di GIULIANO TAVIANI e CARMELO TRAVIA
ORGANIZZATORE GENERALE ROBERTO TODESCHI      
PRODUTTORE ESECUTIVO LUIGI PATRIZI
PRODUTTORI ESECUTIVI CATTLEYA MATTEO DE LAURENTIIS, ANTONELLA IOVINO  
UNA PRODUZIONE CATTLEYA
PRODOTTO
 da RICCARDO TOZZI, GIOVANNI STABILINI, MARCO CHIMENZ
DISTRIBUITO in Italia da UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY 




20 ottobre 2009 Di G. C.


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