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| Titolo |
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Alza la testa |
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| Regia |
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Alessandro Angelini |
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Principali interpreti |
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Sergio Castellitto; Gabriele Campanelli; Giorgio Colangeli; Anita Kravos; Duccio Camerini |
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| Prezzo |
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€ 19,90 |
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| Prezzo IBS |
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€ 16,90 |
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| Produzione |
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01 Distribution, 2010 |
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| Numero dischi |
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1 |
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| Durata |
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86 min. |
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| EAN |
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8032807031835 |
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Alza la testa, un film di Alessandro Angelini Il film ha la regia di Alessandro Angelini e per protagonista Sergio Castellitto
Mero è un operaio specializzato in un cantiere nautico e un "ragazzo-padre". Suo figlio Lorenzo, nato da una relazione con una ragazza albanese, è la sua unica ragione di vita. Il sogno di Mero è che il ragazzo diventi un campione di boxe, riscattando così la sua anonima carriera da dilettante. Per questa ragione lo allena con severità maniacale in un vecchio magazzino adibito a palestra, insegnandogli giorno dopo giorno a tirar pugni e a proteggersi dai colpi bassi della vita. Di fatto però quello che ha costruito intorno al figlio è un mondo chiuso, in cui le giornate si scandiscono tutte uguali tra il lavoro, la scuola, gli allenamenti, le serate passate con gli amici del cantiere che sono diventati una specie di famiglia. Un mondo intriso di rimpianti, di complicità maschili e diffidenza verso tutto ciò che è nuovo e diverso. L’equilibrio di questo rapporto “esclusivo” però non è destinato a durare. Denisa, la madre del ragazzo si ripresenta; sta per tornare in Albania e vuole che il figlio la segua. Mero sa che tra poco Lorenzo compirà diciotto anni e potrà scegliere con chi stare ma allontana lo stesso con forza la donna.
Nel frattempo i successi sportivi di Lorenzo attirano l’attenzione degli addetti ai lavori; un allenatore più esperto e potente di Mero mette gli occhi sul ragazzo. Lo avvicina mettendo ulteriormente in discussione il loro rapporto: “cosa può insegnare Mero a quel ragazzo se ha alle spalle solo insuccessi? Meglio passare la mano a qualcun altro, qualcuno in grado di gestire al meglio quel talento”. Per Mero è un altro brutto colpo. Le cose precipitano definitivamente quando Lorenzo inizia una relazione con Ana, una giovane romena, con cui fa l’amore per la prima volta e nella quale ritrova parte di quelle radici che il padre gli ha sempre negato. In quella ragazzina emaciata Mero rivede materializzarsi gli errori del suo passato e invece di comprendere attacca. Affronta Lorenzo e ne nasce un litigio. Per la prima volta in vita sua Lorenzo alza la voce e Mero alza le mani. Lorenzo fugge via e nella stessa notte ha un incidente. A vegliarlo in ospedale c’è il solo Mero che non riesce a credere alle parole del medico; Lorenzo è in stato di morte cerebrale. Quando gli viene chiesto il consenso per l’espianto del cuore, Mero risponde come in trance.
Passano giorni di disperazione e solitudine. Ora che ha perso tutto gli resta solo una cosa di suo figlio: quel muscolo ancora vivo che batte nel petto di qualcun altro. E l’unica cosa che gli sembra possa restituire un senso ai giorni vuoti è di mettersi in cerca di quel cuore. Dopo aver passato gran parte della sua vita su barche tirate a riva è giunto il momento di viaggiare. Ora ha di nuovo uno scopo. Ha un nome e un indirizzo ed è con quelli che si mette in viaggio. Un viaggio lungo che lo porterà lontano, fino ad un incontro straordinario e inaspettato che lo metterà nuovamente alla prova.
Ecco come il regista descrive Mero, il protagonista del film Non ha un carattere facile Mero. Non è simpatico, non è aperto agli altri, è pieno di contraddizioni- costruisce barche ma è ancorato al suo dialetto e alle sue convinzioni- è piuttosto un eroe tragico in quanto artefice inconsapevole del proprio destino, eppure è un personaggio pieno d’energia e umanità, per il quale non si riesce a non provare affetto. Sergio Castellitto gli ha trasmesso forza e vitalità non comuni rendendo con precisione gli improvvisi cambi d’umore di chi vive da sempre con l’idea di dover recuperare terreno. Ha saputo mostrare tutta l’asprezza di un uomo tradito alla vita, il suo disagio, l’inadeguatezza, ma anche il suo bisogno di andare avanti, di tornare a sognare, la necessità fisica di un abbraccio.
... e come presenta il film stesso “Alza la testa” ha una costruzione anarchica; nella narrazione i generi si mescolano. Ai toni da commedia dell’inizio succedono quelli del racconto di formazione (padre e figlio, la boxe come sport ma anche come metafora) per proseguire con quelli più introspettivi, propri del dramma, che poi si sciolgono nell’atto finale. Penso che questa contaminazione dei generi sia la vera scommessa del film e insieme la sua ricchezza. Volevo che il film avesse un percorso sinuoso, incerto, imprevisto. Per questo motivo la figura che nella seconda parte del film è centrale, quella di Sonia, di fatto risulta essere un tramite attraverso cui Mero conclude la sua parabola.
CAST ARTISTICO
MERO - SERGIO CASTELLITTO LORENZO - GABRIELE CAMPANELLI MALAGODI - GIORGIO COLANGELI SONIA - ANITA KRAVOS ABATINO - DUCCIO CAMERINI BRANCIFIORE - AUGUSTO FORNARI DENISA - PIA LANCIOTTI RADU - GABRIEL SPAHIU ANA - LAURA ILIE
CAST TECNICO
REGIA - ALESSANDRO ANGELINI SOGGETTO - ALESSANDRO ANGELINI, ANGELO CARBONE SCENEGGIATURA - ALESSANDRO ANGELINI, ANGELO CARBONE, FRANCESCA MARCIANO FOTOGRAFIA - ARNALDO CATINARI SCENOGRAFIA - ALESSANDRO MARRAZZO SUONO - REMO UGOLINELLI MONTAGGIO - MASSIMO FIOCCHI COSTUMI - DANIELA CIANCIO MUSICHE ORIGINALI - LUCA TOZZI Edizioni Warner Chappell Music Italiana S.r.l. ORGANIZZAZIONE - LUCIANO LUCCHI, GIORGIO GASPARINI PRODOTTO DA DONATELLA BOTTI UNA COPRODUZIONE BIANCAFILM, RAI CINEMA, ALIEN PRODUZIONI
Questo film è stato riconosciuto di Interesse Culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema ed è stato realizzato con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
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