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| Titolo |
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Inside Man |
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| Regia |
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Spike Lee |
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Principali interpreti |
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Denzel Washington; Clive Owen; Jodie Foster; Christopher Plummer; Willem Dafoe; Chiwetel Ejiofor; Kim Director |
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| Prezzo |
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€ 9,99 |
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| Prezzo IBS |
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€ 9,99 |
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| Produzione |
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Universal Pictures, 2006 |
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| Numero dischi |
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1 |
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| Durata |
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129 min. |
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| EAN |
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5050582427875 |
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Un film di Spike Lee
Inside man
In dvd dal 6 settembre
Uno dei migliori film di Spike Lee, questo straordinario Inside man che pure nasce su commissione (avrebbe dovuto girarlo Ron Howard). La firma invece è assolutamente riconoscibile e l’originalità garantita, così come la capacità di presentare tematiche care al regista trattandole con una padronanza e un’intelligenza che non gli si vedeva dai tempi de La 25a ora.
La storia rientra nel più classico dei film noir: una rapina in banca quasi perfetta con tanto di ostaggi e chiari riferiferimenti al più famoso film del genere (Quel pomeriggio di un giorno da cani) ma ecco che Lee vi inserisce uno scarto, un elemento disorientante e ribalta gli schemi: chi sono i “buoni” e chi i “cattivi”? può un nobile scopo rendere accettabile tanta violenza? il passato e orrende colpe lontane devono essere espiate per riportare ordine nel disordine morale del mondo? alla fine del film è inevitabile parteggiare per la parte sbagliata della spaventata società americana tanto grottesca quanto fragile nelle sue semplificazioni.
Magistrale la caratterizzazione del detective di colore interpretato da un grande Denzel Washington che riesce a trasmettere perfettamente la realtà del dipendente mal pagato e assolutamente antieroico, così ingenuo nella sua eleganza alla Humphrey Bogard da commuovere lo stesso rapinatore, né corrotto (anche se ne è falsamente accusato) né integerrimo, insomma fuori dagli schemi a cui ci hanno abituato tanti film americani. Un’algida Jodie Foster rende ancora più ambigua la vicenda: ma da che parte sta questa cinica e fredda “giustiziera” così interessata al denaro? e a che cosa aspira veramente? E il bandito Dalton, che Clive Owen sa ben presentare nella geniale capacità di orchestrare la rapina più strana della storia (non viene rubato infatti nemmeno un dollaro), chi è davvero? Fin dalle prime scene Spike Lee sembra voler mettere in guardia lo spettatore: stia ben attento dall’assumere un giudizio.
Puntuali le citazioni di classici del genere e diffusa l'ironia sul clima di sospetto antiarabo dell’America post 11 settembre: questo per quanto riguarda i contenuti. Ma è anche da segnalare l'indiscutibile abilità tecnica e l’uso assolutamente firmato della macchina: rapidi e incalzanti i movimenti, inquadrature di grande stile con primi piani da ossessione, un piano sequenza all’interno della banca davvero da maestro…
Un film che non ha momenti morti e che riesce a ottenere ciò che viene promesso nel monologo d’apertura di Dalton: stupore e coinvolgimento dello spettatore in un gioco molto più serio di quanto il regista finga di voler proporre.
| 29 agosto 2006 | | Di Grazia Casagrande |
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