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HOME | giovedì 24 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Pranzo di Ferragosto |
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| Regia |
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Gianni Di Gregorio |
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Principali interpreti |
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Valeria De Franciscis; Gianni Di Gregorio; Marina Cacciotti; Maria Calì; Grazia Cesarini Sforza; Alfonso Santagata |
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| Prezzo |
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€ 19,99 |
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| Prezzo IBS |
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€ 8,90 |
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| Produzione |
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Cecchi Gori Home Video, 2009 |
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| Numero dischi |
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2 |
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| Durata |
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75 min. |
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| EAN |
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8017229496066 |
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Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio Un film delicato e intelligente, dai bassi costi e dall'"interpretazione" mirabile di non-attori, incantevoli e reali vecchiette che mostrano quello che oggi è la terza, o quarta età. Girato nella casa del regista, quadro colorato (ma non folcloristico) di un quartiere del centro di Roma, il film mette in luce quella conoscenza del mezzo che Di Gregorio, esordiente come regista, ma autorevole autore di cinema, possiede pienamente.
Con Valeria De Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Calì, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata e lo stesso Gianni Di Gregorio
Gianni, un uomo di mezz'età, figlio unico di madre vedova, vive con sua madre in una vecchia casa nel centro di Roma. Tiranneggiato da lei, nobildonna decaduta, trascina le sue giornate fra le faccende domestiche e l'osteria. Il giorno prima di Ferragosto l'amministratore del condominio gli propone di tenere in casa la propria mamma per i due giorni di vacanza. In cambio gli scalerà i debiti accumulati in anni sulle spese condominiali. Gianni è costretto ad accettare. A tradimento, l'amministratore si presenta con due signore, perché porta anche la zia che non sa dove collocare. Gianni, travolto e annichilito dallo scontro fra i tre potenti caratteri, si adopera eroicamente per farle contente. Una delle sue indomabili "vecchiette" accusa un malore e chiama un amico medico che lo tranquillizza ma, implacabile, gli lascia la sua vecchia madre perché è di turno in ospedale. Gianni passa ventiquattr'ore d'inferno. Quando arriva il sospirato momento del congedo però le signore cambiano le carte in tavola… Un film delicato e ironico, costato pochissimo, ma con una regia e una sceneggiatura così accurate che non risentono di certo dei pochi mezzi a disposizione. Un buon film italiano che presenta uno spaccato romano inconsueto e descrive la terza età senza sentimentalismi o patetismi.
Note di regia Figlio unico di madre vedova, ho dovuto misurarmi per lunghi anni, da solo, (moglie e figlie si erano dileguate per istinto di sopravvivenza), con mia madre, personaggio di soverchiante personalità, circondato dal suo mondo. Pur se provato, ho conosciuto e amato la ricchezza, la vitalità e la potenza dell’universo dei “vecchi”. Ma ho anche visto la loro solitudine e vulnerabilità in un mondo che cammina a passo accelerato senza sapere dove va perché dimentica la sua storia, perde la continuità del tempo, teme la vecchiaia e la morte ignorando che nulla ha valore se non la qualità dei sentimenti. Nell’estate del 2000 realmente l’amministratore del condominio, sapendomi moroso, mi propose di tenere sua madre per le vacanze di ferragosto. In un sussulto di dignità rifiutai, ma da allora mi chiedevo spesso cosa sarebbe potuto succedere se avessi accettato. Questo è il risultato.Per le attrici, dopo aver incontrato delle professioniste, ho scelto delle signore che non avevano mai recitato, prive di vizi formali, in base alla forza della loro personalità. Durante le riprese mi hanno travolto, la storia cambiava in base ai loro umori ma l’apporto, in termini di spontaneità e verità, è stato determinante. Alcune riprese le ho addirittura rubate.L’attore che interpreta l’amministratore, Alfonso Santagata, è un grande attore di teatro. Gli altri, il dottore e l’amico di Trastevere sono realmente miei amici d’infanzia.In quanto a me, ho interpretato il ruolo protagonista perché in fase di preparazione, mentre spiegavo all’equipe che occorreva trovare un uomo di mezz’età, più o meno alcolizzato, che aveva vissuto per anni con la madre, tutti i visi si sono rivolti molto seriamente verso di me.Ho avuto il coraggio perché da ragazzo ho studiato regia ma anche recitazione con Alessandro Fersen.
Gianni Di Gregorio Gianni Di Gregorio nasce a Roma in Trastevere, dove tuttora vive e lavora. Si appassiona al cinema fin da bambino, trascorrendo la mattina a scuola, il pomeriggio nelle salette cinematografiche rionali, vedendo anche tre film al giorno.Dopo gli studi classici si iscrive a Lettere moderne, ma prima della laurea abbandona per frequentare l’Accademia di Arti Sceniche di Roma diretta da Alessandro Fersen. Si diploma in regia e recitazione. Per tre anni lavora nel Laboratorio di ricerca sperimentale di Fersen (con seminari e scambi con i gruppi di Bob Wilson, Grotowski, Kantor, Chaikin) che sfocia nello spettacolo “Leviathan” , festival di Spoleto 76. Dopo tre anni di teatro, come aiuto regista ed attore, la visione del film Means street di Scorsese lo turba al punto che abbandona il teatro e comincia a lavorare nel cinema come assistente alla regia. Si orienta poi verso la sceneggiatura. Nel 1986 scrive la sceneggiatura del film Sembra morto ma è solo svenuto di Felice Farina, con Sergio Castellitto e Marina Confalone. Premio FRIPRESCI alla Settimana della Critica, Festival di Venezia 87. Nello stesso anno scrive il soggetto e la sceneggiatura del film Giovanni senza pensieri di Marco Colli. Con Sergio Castellitto, Eleonora Giorgi, Aldo Fabrizi, Franco Fabrizi, Luca De Filippo. Presentato alla Quinzaine des Realizateurs di Cannes 87, Gran Prix du juri al festival di Annecy.Nel 1991 scrive Naufraghi sottocosta di Marco Colli, l’anno seguente scrive il soggetto e la sceneggiatura del film Affetti Speciali diretto da Felice Farina. Nel 2000 scrive la sceneggiatura di Viva la scimmia!, tratta dal racconto Le due zitelle di Tommaso Landolfi diretto da Marco Colli. Conosce Matteo Garrone dopo la visione del suo primo film Terra di Mezzo. Comincia a collaborare con lui, come aiuto regista, nel 2000 con Estate Romana e prosegue con L’Imbalsamatore e Primo Amore. Nel 2007 scrive, con Braucci, Chiti, Gaudioso, Saviano e Garrone, la sceneggiatura del film Gomorra, di Matteo Garrone.
| 02 settembre 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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