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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Il papà di Giovanna |
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| Regia |
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Pupi Avati |
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Principali interpreti |
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Silvio Orlando; Alba Rohrwacher; Francesca Neri; Ezio Greggio; Serena Grandi; Paolo Graziosi |
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| Prezzo |
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€ 9,99 |
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| Prezzo IBS |
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€ 9,49 |
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| Produzione |
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Medusa Home Entertainment, 2009 |
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| Numero dischi |
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1 |
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| Durata |
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104 min. |
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| EAN |
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8010020053148 |
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Il papà di Giovanna di Pupi Avati Con Silvio Orlando, Francesca Neri, Serena Grandi, Ezio Greggio, Alba Rohrwacher. Il film è ambientato a Bologna nel 1938 in una casa che, a detta del regista, è la ricostruzione esatta di quella in cui lui aveva vissuto nell'infanzia.
Pupi Avati e i suoi straordinari attori parlano del film
Michele (interpretato magnificamente da Silvio Orlando) è un artista fallito e fa il professore di disegno in un liceo bolognese. Ha una moglie bellissima (era stata una sua modella) e una figlia, Giovanna, una ragazzina non bella e con evidenti segni di disagio che il padre ha protetto in modo esasperato non accettando la fragilità della figlia, anzi facendola sentire superiore ai coetanei che la ignorano. La madre è piuttosto critica nei confronti dell'atteggiamento iperprotettivo del marito che giudica dannoso per quella ragazzina "diversa". Anche il suo rapporto coniugale non appare molto solido: si intuisce una distanza, una mancanza assoluta di complicità e certi sguardi, certi sorrisi dedicati al premuroso vicino di casa, fanno sentire che la donna è pronta ad avere una relazione sentimentale con un altro uomo.
Quando la tragedia, imprevista e imprevedibile, esplode tutto ciò che era sotteso a quelle relazioni familiari esplode. Giovanna convinta che il ragazzo che frequentava (incoraggiato dal padre sotto il ricatto di una bocciatura) fosse innamorato di lei e che la sua migliore amica tramasse per portarglielo via, decide di ucciderla: la colpisce col rasoio del padre nella palestra della scuola. Ben presto viene scoperta (Michele da subito ha il sospetto della colpevolezza dela figlia, ma cerca di negarselo) e la ragazza finisce col perdere completamente il contatto con la realtà, in un penoso delirio. Le amicizie e in particolare il già citato vicino di casa, fanno sì che al processo Giovanna venga dichiarata malata di mente e rinchiusa in ospedale psichiatrico per molti anni. Le scene girate all'interno dell'ospedale psichiatrico sono di crudo realismo. Le giornate scorrono sempre uguali, il tempo della sofferenza sembra immobile, donne che gridano e si aggrappano alle sbarre delle celle, i colloqui costanti tra padre e figlia separati dalla rete metallica che circonda il manicomio... Le riprese dell'ospedale dove è rinchiusa Giovanna sono state fatte nell'Ospedale psichiatrico di Maggiano (Lucca), quello in cui visse ed esercitò Tobino e che fu al centro di molti suoi romanzi. Se Michele non lascerà mai sola la figlia, anzi sarà nei suoi confronti così disponibile da trasferirsi vicino al manicomio per starle più vicino, dopo aver affrontato con dignità gli sguardi, i pettegolezzi e i malevoli giudizi di vicini e colleghi, la madre (Francesca Neri) non solo rifiuta di vedere quella figlia che le suscita quasi orrore, ma decide di anche di non seguire il marito quando si trasferisce, iniziando in modo esplicito una relazione con il vicino di casa da sempre innamorato di lei. La conclusione del film, che vede Giovanna (sarà lei la voce narrante sulle ultime immagini del film) uscita dal manicomio e "guarita", lascia aperta una porta alla speranza anche se ribadisce come indissolubile solo l'unione tra padre e figlia. Gli anni in cui si svolge la vicenda partono dalla fine degli anni trenta, attraversano tutto il periodo bellico e giungono fino al primo dopoguerra. Ma la guerra sarà proposta da Avati solo in funzione alla vicenda narrata e il contesto viene osservato soprattutto con il piacere di una ricostruzione minuziosa degli interni che il regista ha più volte dichiarato essere frutto di una memoria personale: la Bologna della sua infanzia, la sua casa di allora, gli uffici pubblici così come erano in quegli anni. La novità che più è stata segnalata dalla stampa, oltre alla conferma di attori che compongono il cast già universalmente stimati, è stata la presenza di Ezio Greggio nel suo primo ruolo drammatico. Greggio interpreta l'amico di famiglia, ispettore di polizia e riferimento costante della famiglia di Michele, prima ancora che nuovo compagno della madre di Giovanna. Che dire della sua interpretazione? di certo lo spettatore è condizionato dalla notorietà comica dell'attore e le poche battute lievemente ironiche che gli vengono messe in bocca, finiscono con l'accrescere questa memoria nonostante la fine tragica del personaggio. Non si può poi negare un certo imbarazzo, almeno così sembra di notare, di Greggio davanti a veri "mostri sacri" quali Silvio Orlando e la stessa Alba Rohrwacher, davvero perfetta in quel ruolo. Ma dopo la conquista della Coppa Volpi come miglior attore alla Mostra del Cinema di Venezia da parte di Orlando si può ben capire quanto fosse straordinaria l'interpretazione di uno dei più grandi attori, di teatro e di cinema, che l'Italia possa vantare. Anche Francesca Neri è molto brava in un personaggio sicuramente difficile e poco accattivante che non suscita mai le simpatie dello spettatore. L'ottima interpretazione degli attori è di certo uno degli elementi chiave di questo film che può suscitare, nei contenuti, qualche perplessità. Difficile credere nelle capacità di recupero di un malato mentale in un manicomio di quegli anni, così come lascia un po' perplessi il diverso atteggiamento dei due "tribunali": quello fascista si mostra generoso e comprensivo, quello dei partigiani appare invece troppo sbrigativo e crudele... Ma al di là di questo, è innegabile come Avati abbia saputo far emergere le abilità d'interpretazione del suo cast e abbia offerto una perfetta ricostruzione di una Bologna ormai scomparsa e soprattutto abbia offerto l'immagine di un sentimento assoluto, un amore paterno illimitato che non pone barriere né al dolore né alla comprensione.
Cast Artistico
Michele Casali: Silvio Orlando Giovanna Casali: Alba Rohrwacher Delia Casali: Francesca Neri Sergio Ghia: Ezio Greggio Lella Ghia: Serena Grandi
Cast Tecnico
Regia: Pupi Avati Sceneggiatura: Pupi Avati Fotografia: Pasquale Rachini Montaggio: Amedeo Salfa Costumi: Mario Carlini, Francesco Crivellini Scenografia: Giuliano Pannuti Musica: Riz Ortolani
| 09 aprile 2009 | | Di Grazia Casagrande |
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