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RECENSIONE

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Titolo Maradona di Kusturica
Titolo originale Maradona by Kusturica
Regia Emir Kusturica
Principali
interpreti
Diego Armando Maradona; Manu Chao
Prezzo € 9,99
Prezzo IBS € 9,99
Produzione Rai Cinema - 01 Distribution, 2008
Numero dischi 1
Durata 90 min.
EAN 8032807024493
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Maradona, un film di Emir Kusturica


“Si yo fuera Maradona viviría como él …mil cohetes… mil amigos y lo que venga a mil por cien"
Manu Chao, La Vida Tombola

“Ho due sogni: giocare in un Mondiale di Calcio e vincerlo con l’Argentina”: chi parla è un ragazzino di 12 anni. In tre anni diventerà un giocatore professionista e dopo poco esaudirà i suoi due sogni.


Un documentario, un film, una biografia, un omaggio e un grande amore per il personaggio: Diego Armando Maradona, la Mano de Dios.
Non c’è solo il grande giocatore, anche se possiamo rivedere tutti i suoi goal più famosi, c’è la storia di un idolo, delle sue cadute, della sua volontà di risorgere, della disperazione e della rabbia di un uomo che sente la colpa di aver gettato via un tesoro, ma anche di aver fatto imprese che nessun giocatori di calcio ha mai superato.

Il regista, grande ammiratore  di Maradona, già nel 2005 aveva deciso di fare un film su di lui e aveva sentito come quel personaggio fosse straordinariamente vicino ai protagonisti dei suoi film. Emir Kusturica, due volte Palma d’Oro a Cannes, vincitore di altri prestigiosi riconoscimenti, e per passione anche musicista, fa sempre notizia, così l’annuncio di un documentario che avrebbe raccontato “tutti gli aspetti della vita di Maradona” uscì su tutti i giornali.





Le riprese



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Per la prima volta nella sua vita, Maradona ha infatti accettato una piena e stretta collaborazione con un filmmaker, mettendosi a nudo davanti alla macchina da presa, rivelando l’uomo dietro al mito.

Buenos Aires, 2 aprile 2005: è il compleanno di Dalma, la figlia più grande di Maradona. C’è anche Kusturica, con due cineprese e una piccola troupe. Maradona lotta contro i suoi demoni e le tracce che hanno lasciato nel suo corpo: problemi al cuore, al ginocchio, sovrappeso. È difficile credere che quest’uomo vivrà una resurrezione.

Quattro giorni dopo, al Soul Café, le più grandi star della musica latino-americana si riuniscono per festeggiare El Pibe de Oro. Tutti cantano e Kusturica viene invitato sul palco. Il regista e il calciatore. Lo zingaro e il musicista rock. Due artisti vis-à-vis. Il viaggio può iniziare.
Maggio 2005, Maradona partecipa al festival di Cannes perché Emir Kusturica è Presidente della Giuria. I due trascorrono folli notti insieme. Invitato nel programma televisivo di Diego, nel novembre 2005, Emir Kusturica viene presentato dal calciatore come suo fratello, un grande regista. Si esibiscono persino in qualche palleggio insieme. Il 4 novembre 2005, al Summit of the Americas, Kusturica prende parte a un movimento di protesta organizzato contro l’arrivo di George W. Bush in Argentina. Il regista riprende Diego Maradona nel pieno della sua lotta politica. 
Il 1 febbraio 2008, durante un concerto della No-Smoking Orchestra a Madrid, Diego Maradona, che assiste allo spettacolo da una tribuna teatrale, sale sul palcoscenico e danza con Emir... 

Due giganti politicamente scorretti, esagerati e ribelli si incontrano, fanno amicizia, confrontano i propri tatuaggi e le cicatrici di battaglia. Uno è nato 45 anni fa, nei bassifondi di Buenos Aires e fin da giovanissimo è una leggenda del calcio. L’altro è cresciuto a Sarajevo, in un paese che non compare più sulle cartine geografiche, e ha vinto numerosi premi fra cui due Palme d’Oro. L’uno scrive, produce, recita, dirige e suona con la No-Smoking Orchestra. L’altro, ex dio vivente del calcio ed ex angelo caduto, si è reinventato come buon padre, presentatore televisivo, allenatore e vice presidente di una squadra di calcio.

Villa Fiorito, Buenos  Aires: dopo oltre vent’anni, Maradona fa un’improvvisa comparsa nei quartieri poveri delle sue origini. Nella casa in cui è cresciuto, la star e il regista parlano di cosa significa diventare adulti, della famiglia, del calcio. E di politica. Entrambi ammirano il Che, entrambi si oppongono al neoliberalismo, all’imperialismo e a Bush. L’altra casa di Maradona a Buenos Aires è La Bombonera, lo stadio in cui Maradona e Kusturica partecipano al party in onore della mitica squadra argentina Boca Juniors. La folla impazzisce e saluta Maradona come un dio. A Buenos Aires si celebrano finti matrimoni dissoluti, fra puttane e puttanieri, organizzati e consacrati nel leggendario Cocodrilo, un bordello con lap dancer, sponsorizzato dalla Chiesa Maradoniana. Questa chiesa, che conta oltre 100.000 fan, è stata fondata nel 2000.  La congregazione si incontra 4 volte l’anno: a Natale, il 30 ottobre, per il compleanno di Maradona, a Pasqua, e il 22 giugno, il giorno in cui Maradona fece goal con la mano.


Belgrado, giugno 2005: un’altra città folle, in qualche modo gemella di Buenos Aires. Dopo un incontro con il Primo Ministro, Maradona e Kusturica visitano il famoso stadio della Stella Rossa, in cui l’ex calciatore ricrea uno dei migliori goal della sua carriera, che portò alla vittoria la squadra del Barcellona, Barça, nel 1982. I due uomini giocano nello stadio vuoto. Maradona sembra di nuovo giovane: ha perso 40 chili da quando sono iniziate le riprese.

Maradona, La mano de Dios
Napoli, tardo giugno 2005: l’eroe che ha restituito l’orgoglio alla città è tornato. In pochi secondi le strade si popolano. Sembra una rivolta. Lacrime, isterismo, gioia… alcuni dei tifosi sono troppo giovani per aver vissuto i giorni della gloria di Maradona.
Torniamo a Buenos Aires: il viaggio finisce là dove era iniziato: "il film mostrerà i tre Maradona che ho scoperto durante la lavorazione: il calciatore, il cittadino politicamente scorretto che combatte contro le politiche unilaterali degli Stati Uniti, e il padre di famiglia”, dice Kusturica.
Un nuovo Maradona, rivitalizzato, concede la sua ultima intervista a Kusturica. Il viaggio è finito. Una nuova vita ha inizio per Diego.


I due volti di Maradona. Da un lato, l’uomo pubblico, l’eroe, l’icona, ma anche l’uomo politico, impegnato e appassionato, amico di leader del calibro di Fidel Castro, coraggioso oppositore della globalizzazione. Dall’altro, Maradona come nessuno l’ha mai visto prima, il Maradona privato: la sua vita familiare, le sue speranze, le sue paure, le sue gioie e le sue frustrazioni.
Concludiamo con le parole stesse di Emir Kusturica: “Sono un idealista. Per me Maradona sarà sempre più forte degli effetti della droga che prendeva. È un artista. E un artista deve superare i propri limiti, rifiutare il piedistallo su cui ti pone la società, per poi distruggerti e seppellirti”.

Il cast


Un film di
EMIR KUSTURICA 

Direttore della Fotografia
RODRIGO PULPEIRO VEGA

Suono
RAUL MARTÍNEZ AVILA 

Musica originale
STRIBOR KUSTURICA

Capo della Produzione
PAULA ÁLVAREZ VACCARO

Montaggio
SVETOLIK ZAJC 

Un film prodotto da
JOSÉ IBÁÑEZ

Coprodotto da
BELEN ATIENZA
ALVARO AUGUSTIN
OLIVIER DELBOSC
MARC MISSONNIER
GAËL NOUAILLE
VINCENT MARAVAL
 

Fotografo di scena
© Juan Jose Traverso  


L'intervista a Emir Kusturica

18 giugno 2008 Di Grazia Casagrande


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