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RECENSIONE

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Titolo Gomorra (1 DVD)
Regia Matteo Garrone
Principali
interpreti
Toni Servillo; Gianfelice Imparato; Maria Nazionale; Salvatore Cantalupo; Gigio Morra; Salvatore Abruzzese; Marco Macor; Ciro Petrone; Carmine Paternoster
Prezzo € 9,90
Prezzo IBS € 7,92
Produzione 01 Distribution, 2008
Numero dischi 1
Durata 135 min.
EAN 8032807024776
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Gomorra

Il film di Matteo Garrone tratto dal libro di Roberto Saviano: un evento non solo culturale ma anche politico e sociale

La prima domanda che ci si pone non è inerente all'uscita del film, ma è relativa al libro da cui è tratto: come mai Gomorra di Roberto Saviano è da tanto tempo in testa alle classifiche di vendita? come mai in un Paese che non ama mai parlare dei propri problemi più seri, ma li mimetizza creandone di fittizi, questo libro così crudo e vero è stato tanto apprezzato?
Come è possibile che in un Paese avanzato e "occidentale" uno scrittore debba essere messo sotto protezione perché rischia la vita per quello che ha scritto?


C'è stata un'indifferenza colpevole da parte di tanto potere politico e della stampa in generale nel combattere e denunciare la criminalità organizzata che in Italia rappresenta la maggiore impresa economica esistente e che si è potuta inserire, su tutto il territorio nazionale, in mille diverse realtà economiche e politiche, stringendo rapporti con la criminalità internazionale e creando appunto un "sistema" quasi invincibile.
Se Saviano, quasi un ragazzo, un giornalista che ha preso sul serio la propria professione, da quasi due anni ha perso la propria libertà perché sotto costante protezione, anche il regista e gli attori di questo film, e la stessa produzione, hanno dimostrato un grande coraggio. Di questo, come cittadini, siamo loro estremamente grati.

La scena su cui si apre il film è agghiacciante nella sua fredda e quasi chirurgica normalità. Un solarium con la sua luce azzurrognola diffusa, un piccolo nucleo di assassini che entrano, uccidono, gettano tranquillamente in un sacchetto le armi usate e se ne vanno: solo il rosso del sangue sotto i corpi abbronzati indica quello che è successo. Niente più che uno dei tanti quotidiani episodi che a Napoli e dintorni, accadono, nessuna emozione, nessuno scandalo.


Ecco gli spettatori introdotti nel clima del film. non c'è un'unica storia, non c'è un solo  protagonista, ma tante storie che formano un quadro complessivo, tanti più o meno piccoli personaggi che ruotano intorno a un unico dominante Sistema.
Potere, soldi e sangue. Questi sono i disvalori con i quali gli abitanti della provincia di Napoli e Caserta, devono scontrarsi ogni giorno.
Quasi sempre non puoi scegliere, quasi sempre sei costretto a obbedire alle regole del Sistema, la Camorra.

Cinque vicende s’intrecciano in questo paesaggio violento, un mondo spietato, apparentemente lontano dalla realtà, ma ben radicato nella nostra terra.
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Don Ciro è il sottomarino. Paga le famiglie dei detenuti affiliati al suo clan, che comanda incontrastato il territorio. Scaltro, discreto, svolge il suo compito senza mai immischiarsi. Ma quando questo potere si sfalda non sa più da chi deve prendere ordini e deve pensare alla propria sopravvivenza. 

Totò ha tredici anni e non vede l’ora di diventare grande. Così, gradino dopo gradino, fa il suo apprendistato nella scuola della vita, finché un giorno si trova a dover prendere una decisione, una scelta dalla quale non potrà tornare indietro.

Marco e Ciro credono di vivere in un film di Brian de Palma, ma sono solo due cani sciolti che con le loro bravate disturbano la routine degli affari del “sistema”.

Roberto si è laureato e ha voglia di lavorare. Franco gli offre una grande opportunità,  un lavoro sicuro e con grandi prospettive di guadagno: un lavoro nel campo dei rifiuti tossici. Un lavoro troppo scomodo per la coscienza di Roberto.

Pasquale è un sarto eccellente che lavora grazie agli appalti delle case d’alta moda in una piccola fabbrica a nero. La concorrenza cinese gli propone di insegnare i segreti del mestiere ai suoi operai. Sedotto e gratificato dalla richiesta, accetta, compromettendo la propria vita.


Qualche parola va spesa per raccontare al pubblico due delle figure più significative del film: il regista e uno degli interpreti più noti al grande pubblico, mentre la maggior parte degli attori sono stati presi direttamente dai luoghi in cui la vicenda è situata: Matteo Garrone e Toni Servillo.


MATTEO GARRONE - Regia e Sceneggiatura

Nasce a Roma nel 1968. Si diploma al Liceo Artistico nel 1986; lavora come aiuto operatore per poi dedicarsi a tempo pieno alla pittura.
Nel 1996 vince Il Sacher Festival con il cortometraggio Silhouette.
L’anno seguente realizza con la sua casa di produzione Archimede, il suo primo lungometraggio, Terra di mezzo, distribuito dalla Tandem e premiato al Festival Cinema Giovani di Torino  con il Premio Speciale della Giuria e Premio Cipputi.
Nel 1998 gira a Napoli il documentario Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni e sempre nello stesso anno  il suo secondo lungometraggio, Ospiti, viene premiato alla Mostra d’arte Cinematografica di Venezia con il Premio Kodak. Il film ottiene anche la Menzione Speciale al Festival di Angers, Miglior Film al Festival di Valencia e Premio Kodak al Festival di Messina.
Il suo terzo lungometraggio, Estate Romana, realizzato nel 2000 è presente nella Selezione ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia.
Ma è con L’Imbalsamatore, nel 2002, che ottiene i maggiori riconoscimenti dalla critica e dal pubblico: viene presentato alla 55° edizione del Festival di Cannes, Quinzane des Realisateurs; vince il David di Donatello per la Miglior Sceneggiatura e per il Miglior Attore Non  Protagonista, Il Nastro d’ Argento per il Miglior Montaggio, il Ciak d’ Oro  per il Miglior Montaggio, il Premio Fellini per Miglior Produttore, Miglior Scenografia, Miglior Fotografia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Distribuzione. Vince ancora il Premio Speciale della Giuria al Premio Pasolini.
Nel 2005 è in Concorso al 54° Festival del Cinema di Berlino con il film Primo Amore  e vince l’ Orso d’ Argento per la Miglior Colonna Sonora. Sempre per la miglior colonna sonora vince il Nastro d’ Argento e il David di Donatello.
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TONI SERVILLO


Nato ad Afragola in provincia di Napoli nel 1959, regista e attore, nel 1977 fonda il Teatro Studio di Caserta. Nel 1986 inizia a collaborare con il gruppo Falso Movimento, interpretando Ritorno ad Alphaville di Mario Martone e mettendo in scena E… su testi di Eduardo De Filippo. Nel 1987 è tra i fondatori di Teatri Uniti, di cui è direttore artistico dal 1999. Ha partecipato come attore e regista alla creazione di spettacoli in lingua napoletana come Partitura (1988) e Rasoi (1991) di Enzo Moscato, Ha da passà a nuttata (1989) dall’opera di Eduardo De Filippo, Zingari (1993) di Raffaele Viviani, fino a Sabato, domenica e lunedì (2002), pluripremiata rivisitazione del capolavoro eduardiano. Con Il Misantropo (1995) e Tartufo (2000) di Molière, e con Le false confidenze (1998/2005) di Marivaux, tutti nelle mirabili traduzioni di Cesare Garboli, realizza un trittico sul grande teatro francese fra Sei e Settecento. Tra le sue regie figurano inoltre L’uomo dal fiore in bocca (1990/96) di Luigi Pirandello, Natura morta (1990) dagli atti del XXIII congresso del P.C.U.S., De Pirandello a Eduardo (1997), versione con interpreti portoghesi de L’uomo dal fiore in bocca abbinata a Sik Sik, l’artefice magico di Eduardo De Filippo, al Teatro San Joao di Porto, Benjaminowo: padre e figlio (2004) di Franco Marcoaldi e Fabio Vacchi, Il lavoro rende liberi (2005) di Vitaliano Trevisan. La sua più recente regia è Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni (2007) al Piccolo Teatro di Milano e si appresta nella prossima stagione ad un’importante tournée internazionale.
A teatro è stato diretto da Memè Perlini, Mario Martone, Leo De Berardinis, Elio De Capitani, ed ha collaborato con Franco Battiato, Mimmo Paladino e Antonio Ballista.
Al 1999 risale il suo debutto da regista nel teatro musicale con La cosa rara, di Martin y Soler su libretto di Lorenzo Da Ponte per la Fenice di Venezia, cui fanno seguito sempre a Venezia Le nozze di Figaro di Mozart, poi Boris Godunov di Mussorgskij e Arianna a Naxos di Richard Strauss per il Sao Carlos di Lisbona, Il marito disperato di Cimarosa e Fidelio di Beethoven, entrambi per il San Carlo di Napoli e L’Italiana in Algeri di Rossini al festival di Aix en Provence. 
Ha esordito al cinema con i film di Mario Martone Morte di un matematico napoletano (1992), Rasoi (1993), La salita (1997), Teatro di guerra (1998).

È stato protagonista con Paolo Sorrentino ne L’uomo in più (2001), Le conseguenze dell’amore (2004), nel film per la televisione tratto da Sabato, domenica e lunedì (2004) e nell’imminente Il divo. È stato inoltre diretto da Antonio Capuano in Luna rossa (2001), da Elisabetta Sgarbi in Notte senza fine (2004) e da Andrea Molaioli ne La ragazza del lago (2007). Per le sue  interpretazioni ha ricevuto vari riconoscimenti in Italia e all’estero fra cui il Nastro d’argento, la Grolla d’oro ed il David di Donatello.
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Cast Artistico


Storia di Totò
Totò - Salvatore Abruzzese
Simone - Simone Sacchettino
Boxer - Salvatore Ruocco
Pitbull - Vincenzo Fabricino
Gaetano - Gaetano Altamura                 
Italo - Italo Renda                             

Storia di Don Ciro e Maria
Don Ciro - Gianfelice Imparato
Maria - Maria Nazionale
Scissionista - Salvatore Striano
Don Carlo - Carlo del Sorbo
Bombolone - Vincenzo Bombolo


Storia di Franco e Roberto
Franco - Toni Servillo
Roberto - Carmine Paternoster
Dante Serini - Alfonso Santagata
Imprenditore - Massimo Emilio Gobbi
Responsabile cava - Salvatore Caruso 
Contadino - Italo Celoro

Storia di  Pasquale
Pasquale - Salvatore Cantalupo
Iavarone - Gigio Morra
Xian - Zhang Ronghua
Moglie Pasquale - Manuela Lo Sicco

Storia di  Marco e Ciro
Marco - Marco Macor
Ciro - Ciro Petrone
Giovanni - Giovanni Venosa
Pirata - Vittorio Russo
Zi Bernardino - Bernardino Terracciano


Cast Tecnico


Regia - Matteo Garrone
Soggetto - Roberto Saviano
Sceneggiatura - Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano
Direttore della fotografia - Marco Onorato
Montaggio - Marco Spoletini
Scenografia - Paolo Bonfini
Costumi - Alessandra Cardini
Sound designer - Leslie Shatz  
Montaggio del suono - Daniela Bassani
Suono in presa diretta - Maricetta Lombardo
Aiuto regia - Gianluigi Toccafondo                  
Organizzatore generale - Gian Luca Chiaretti
Produttore delegato - Laura Paolucci
Prodotto da Domenico Procacci


16 maggio 2008 Di Grazia Casagrande


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