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RECENSIONE

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Titolo Ai confini del Paradiso
Titolo originale Yasamin kiyisinda
Regia Fatih Akin
Principali
interpreti
Nurgül Yesilçay; Baki Davrak; Tuncel Kurtiz; Hanna Schygulla; Patrycia Ziolkowska; Nursel Köse; Yelda Reynaud
Prezzo € 7,90
Prezzo IBS € 7,90
Produzione 01 Distribution, 2008
Numero dischi 1
Durata 122 min.
EAN 8032807022130
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Un film di Fatih Akin

Ai confini del paradiso



"Per crescere veramente, sento di dover fare tre film. Chiamatela pure trilogia, se volete, ma sono tre film legati fra loro, perché tutti e tre parlano di amore, di morte e del Male. La sposa turca parlava d’amore. Ai confini del paradiso  parla di morte. Morte nel senso che ogni morte è una nascita - perché ogni morte e  ogni nascita aprono una porta su altre dimensioni. Con La sposa turca ho la sensazione di aver raggiunto un secondo livello, ma manca ancora qualcosa che forse ci sarà nel terzo film, quello sul Male.  Ho la sensazione di dover dire qualcosa fino alla fine. Questi tre film sono come i miei compiti a casa, quelli che devo fare prima di poter voltare pagina e passare ad altro. Magari poi cambierò genere – passerò ai film noir, western o perfino horror."
Fatih Akin


Questo film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2007, dove si è aggiudicato il Premio per la sceneggiatura. Inoltre Fatih Akin si è aggiudicato il titolo di miglior sceneggiatore europeo dell'European Film Academy. Ma il regista non è nuovo ai premi prestigiosi: con La sposa turca  (2003) ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino,  il Premio del cinema europeo e quello del  cinema tedesco, come Miglior Film.    
Dopo il grande successo del primo film di questa ideale trilogia, Akin ha girato un documentario, Crossing the Bridge – The Sound of Istanbul (2005) in cui raccontava la varietà del mondo musicale della Turchia contemporanea. In questo documentario il compositore Alexander Hacke ripercorre il viaggio da lui fatto in Turchia per scrivere la colonna sonora di La sposa turca. L'intento di quel percorso era quello di esporre le orecchie degli occidentali alla più ampia possibile gamma di musica turca, da quella elettronica, al rock e all'hip-hop a quella clasicca, conosciuta come "arabesca". 

Per il regista realizzare il documentario Crossing the Bridge e andare in Turchia, incontrando tanti cantanti e musicisti, è stata una specie di terapia che ha preparato la scrittura di questo secondo film della "Trilogia".
Alcuni dei temi di Ai confini del paradiso  sono stati presi da Crossing the bridgeThe Sound of Istanbul. Il personaggio dell’attivista politica Ayten è ispirato ad esempio alle cantanti curde del documentario.


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La trama

Ali, vedovo in pensione, crede di aver trovato la soluzione alla sua solitudine quando incontra la prostituta Yeter, anche lei originaria della Turchia. Propone alla donna di vivere con lui in cambio di uno stipendio mensile. Il figlio di Ali, Nejat,  giovane professore di tedesco, disapprova la scelta del padre-padrone, ma finisce ben presto per affezionarsi a Yeter, soprattutto quando scopre che gran parte dei soldi che si guadagna duramente vanno in Turchia, per mantenere la figlia agli studi.
 


La morte accidentale di Yeter allontana ancora di più padre e figlio, emotivamente e fisicamente. Nejat torna a Istanbul per cercare la figlia di Yeter, Ayten, e decide di restare in Turchia, scambiando il suo appartamento con quello del proprietario di una libreria tedesca, che vuole tornare a casa, in Germania. Quello che Nejat non sa è che la ventenne militante politica Ayten è già in Germania, in fuga dalla polizia turca.

Sola e senza soldi, Ayten fa amicizia con la studentessa tedesca Lotte, che si lascia subito sedurre dal fascino della ragazza turca e dalla difficile situazione in cui si trova a causa della sua militanza politica. Lotte invita la ribelle Ayten a stare a casa sua, un gesto non particolarmente gradito alla madre Susanne,  donna conservatrice. Ayten finisce arrestata e resta per mesi in carcere, in attesa di ottenere asilo politico. Quando la sua richiesta di asilo viene respinta, Ayten viene estradata e rinchiusa in prigione in Turchia. L’appassionata Lotte decide di abbandonare tutto per aiutarla.


In Turchia, Lotte si trova a fare i conti con la burocrazia turca che ostacola qualsiasi tentativo di restituire la libertà ad Ayten. Dopo un incontro casuale in libreria, Lotte diventa co-inquilina di Nejat. Intanto, un evento tragico porta a Istanbul Susanne, che ha deciso di aiutare la figlia nella sua missione.  Nejat e Susanne passeranno insieme alcuni momenti toccanti, in seguito ai quali il giovane sentirà il bisogno di cercare suo padre, che ha perso di vista e che ora risiede sulla costa turca del mar Nero.

Il regista e il film



Le riprese sono state concluse il 1 maggio 2006; il film è stato girato in Germania (Brema e Amburgo)  e in Turchia (Istanbul, la costa del Mar Nero e Trabzon). Le riprese sono durate circa dieci settimane. "Per me, girare a Istanbul è come girare a New York, sono due città cosmopolite e affascinanti", ha sottolineato il regista, e ha aggiunto "in Ai confini del paradiso, la città di Istanbul è un personaggio come gli altri".

Akin ha avuto una formazione turco-tedesca, è nato in Germania, ma è come diviso fra due culture: ha studiato in Europa, ma è cresciuto in Turchia con i suoi genitori. Dal momento che si sente metà turco e metà tedesco, è normale che anche i suoi film siano un ponte fra queste due culture.


È interessante vedere che un professore tedesco di origini turche sia colui che rompe certi cliché che ancora esistono, in Germania. I turchi oggi svolgono un ruolo fondamentale nella cultura, nella politica e nella scienza tedesche. Non fanno solo numero, e non battono solo il marciapiede. Per Yeter l’istruzione è così importante che si prostituisce in modo che sua figlia possa studiare. 
Nejat è in grado di capire questo desiderio di conoscenza. "Mi piaceva  il fatto che Nejat, quando va a Istanbul, scambiasse il suo appartamento con quello di un intellettuale tedesco che ha una libreria", ha detto il regista proprio per sottolineare il ruolo e il significato anche simbolico della cultura per l'emancipazione di un popolo.

L’istruzione e lo studio occupano un posto centrale in Ai confini del paradiso. Un libro è l’immagine chiave del conflitto tra Nejat e suo padre. Il problema era quale libro mostrare: "È stata una decisione molto difficile. Non volevo Siddharta o Lo Hobbit né niente che avesse una qualche possibile attinenza con i temi del film. Così, ho pensato di fare pubblicità al bellissimo libro di un mio amico. Ho scelto Die Tochter des Schmieds (La figlia del fabbro) di Selim Ozdogan".
Nel film, la lettura è un elemento centrale. Leggere significa istruirsi.  E l’istruzione è l’unica cosa che può salvare il mondo.


06 marzo 2008 Di Grazia Casagrande


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