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HOME | mercoledì 16 maggio 2012 |
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| Titolo |
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La promessa dell'assassino |
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| Titolo originale |
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Eastern Promises |
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| Regia |
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David Cronenberg |
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Principali interpreti |
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Viggo Mortensen; Naomi Watts; Vincent Cassel; Armin Mueller-Stahl; Sinead Cusack; Donald Sumpter |
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| Prezzo |
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€ 10,90 |
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| Prezzo IBS |
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€ 10,90 |
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| Produzione |
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Eagle Pictures, 2011 |
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| Numero dischi |
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1 |
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| Durata |
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100 min. |
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| EAN |
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8031179922918 |
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La promessa dell'assassino di David Cronenberg Un nuovo thriller di David Cronenberg che vede come protagonista ancora una volta Viggo Mortensen, il magnifico interprete di History of Violence.
L'ambiguità, la distanza tra ciò che è e ciò che appare, la difficoltà di capire davvero gli esseri umani: sono tutte tematiche ancora al centro del lavoro di Cronenberg che, coniugandole in modo originale di volta in volta, diventano però il suo motivo ricorrente.
Viggo Mortensen è Nikolai, un russo che appare subito misterioso e carismatico nello stesso tempo, autista di una delle più famigerate famiglie dell'est Europa, ai vertici dell'organizzazione criminale conosciuta come "Vory V Zakone".
A capo della famiglia c'è Semyon (interpretato dal candidato all'Oscar Armin Mueller-Stahl), proprietario di un elegante ristorante che, dietro l'impeccabile cortesia, nasconde un animo brutale e violento.
Ad amministrare le notevoli ricchezze della famiglia è il figlio Kirill (Vincent Cassel in un ruolo nevrotico in cui si sa calare perfettamente) che è per natura capriccioso e instabile e che nutre una particolare considerazione per Nikolai a cui è legato forse più che al padre.
La vita di Nikolai sempre regolata dalla sua grande prudenza sembra essere scossa da un vero turbine quando, il giorno di Natale, incontra per caso una donna, Anna Kithrova (Naomi Watts) che è ostetrica in un ospedale a nord di Londra. La donna è particolarmente turbata: ha appena vissuto un’esperienza tragica, la morte di un’adolescente, sicuramente una prostituta, che sembrava completamente sola, dopo aver dato alla luce un bambino. Anna vuole ritrovare qualcuno della famiglia della ragazza che possa prendersi cura della piccolo orfano. Ma la giovanissima madre non aveva dato nessun riferimento e solo il suo diario, scritto in russo, può forse aiutare in questa ricerca. Il coinvolgimento di Anna nasce anche da un personalissimo motivo: il non aver saputo salvare il suo di figlio e per questo cercherà ogni modo per aiutare quell'esserino solo al mondo. Non conosce molte persone che sappiano il russo e così si rivolgerà al proprietario del ristorante, il gentilissimo Semyon e quella sarà per lei una scelta catastrofica.
Helen, madre della sensibile ostetrica, la sostiene e la incoraggia, mentre è lo zio Stepan a sentire che dietro la vicenda c'è qualcosa di molto pericoloso. La giovane morta infatti aveva inquietanti legami con la mafia russa e con coloro (Semyon in testa) che la sfruttavano come prostituta e sono proprio i Vory a sentirsi minacciati dalle ricerche di Anna che si troverà così in grandissimo pericolo.
Il film di Cronenberg, forse uno dei migliori del regista (ma ad ogni nuova prova lo affermiamo) mantiene per tutte le riprese alcuni elementi caratterizzanti. Il gioco cromatico del rosso e del nero che già dalla locandina vuole essere un elemento peculiare. Le atmosfere cupe e ossessive in una Londra invernale senza sole. In questa cornice, il regista indugia sui corpi con i segni che li percorrono e che raccontano le varie esistenze. I tatuaggi e le cicatrici disegnano sul corpo il passato, il carcere, la violenza e il dolore.
Così come nel bellissimo A History of Violence, al centro c'è il tema della scelta: come può reagire un uomo se nel suo universo violento e criminale s'insinua la realtà della "normalità"? È possibile davvero cambiare il corso della propria vita? Ma quante personalità racchiude un uomo? e qual è quella autentica? il passato si può cancellare?
La situazione di partenza dei protagonisti di A History of Violence e di La promessa dell'assassino è forse rovesciata: nel primo caso Tom Stall si è costruito una rispettabilità, cercando, ma è impossibile, di cancellare il passato, nel secondo invece Nikolai è un uomo violento e spietato, ma intuisce la possibilità di una vita diversa. Entrambi vivono un'ambiguità che li tortura.
La regia di Cronenberg ha la capacità di utilizzare un genere, il giallo, per proporre una tematica esistenziale e porre domande di tipo etico. Operazione tanto più interessante in quanto tutti i meccanismi del genere vengono utilizzati, pur relegando le scene più violente (ma senza mai far usare armi da fuoco) a pochi momenti cruciali in cui esplodono in modo sconvolgente. In questo forse si può dire ha ricalcato ciò che in letteratura si è già visto da quando l'uso dei generi è diventato strumentale rispetto alla problematica posta in campo.
Ma una parola in più va detta sulle interpretazioni: lascia davvero turbati la verità dei principali personaggi. Della versatilità di Mortensen non rimangono di certo dubbi, ma questa sua prova è davvero straordinaria. Anche Cassel, così infantile e fragile, così autentico nel ruolo del confuso Kirill è da segnalare. Infine Naomi Watts è perfetta nel suo passare dall'emozione al terrore. Armin Mueller-Stahl è qualcosa di più di un grande attore, fa vivere il suo personaggio con un'autenticità rara.
Un film assolutamente da vedere.
Cast artistico
Nikolai - Viggo Mortensen
Anna - Naomi Watts
Kirill - Vincent Cassel
Semyon - Armin Mueller-Stahl
Helen - Sinéad Cusack
Stepan - Jerzy Skolimowski
Cast Tecnico
Regia - David Cronenberg
Sceneggiatura - Steven Knight
Direttore della Fotografia - Peter Suschitzky
Montaggio - Ronald Sanders
Scenografia - Carol Spier
Musica - Howard Shore
| 20 maggio 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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