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RECENSIONE

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Titolo Nella valle di Elah (1 DVD)
Titolo originale In the Valley of Elah
Regia Paul Haggis
Principali
interpreti
Tommy Lee Jones; Charlize Theron; James Franco; Susan Sarandon; Josh Brolin; Jonathan Tucker
Prezzo € 14,99
Prezzo IBS € 14,99
Produzione Cecchi Gori Home Video, 2008
Numero dischi 1
Durata 120 min.
EAN 8032700999836
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Un film di Paul Haggis

Nella Valle di Elah


Ancora una volta l’America trova nei film l’espressione più efficace della sua coscienza turbata, dell’irrisolvibile senso di colpa nei confronti delle vittime, dell’orrore per una violenza gratuita che sa di avere perpetrato su tanti innocenti e che finisce col colpire anche i suoi figli. 
La denuncia che arriva da tanti intellettuali e in particolare, almeno negli ultimi tempi, da tanti registi, è su scelte che hanno tradito prima di tutto gli americani, oltre che tutto il mondo, e che hanno provocato non solo guerre devastanti, ma anche lo sgretolarsi delle personalità più fragili e più esposte.



Tanti sono stati i ragazzi, gettati come Davide nella Valle di Elah a combattere Golia, dati in pasto al mostro della guerra. E questa in Iraq è particolarmente devastante, perché là si sono persi tutti i riferimenti etici e le leggi internazionali sono state infrante fin nella stessa falsità della motivazione.



Il luogo citato nel titolo riporta alla mente una battaglia impossibile e la sorte di coloro che riescono a sopravvivere ma, una volta tornati a casa, si trovano costretti a fare i conti con la difficoltà di cancellare dalla loro mente immagini orribili, ricordi della propria stessa brutalità, una perdita di umanità a cui non possono rassegnarsi e che li fa come impazzire.


«Amo questo titolo, ha detto il regista, perché contiene tanti dei temi affrontati dal film, Il Re Saul mandò il figlio David nella Valle di Elah a combattere contro Golia, armato solo di cinque pietre. Mi sono chiesto: Ma chi farebbe una cosa del genere? Chi spedirebbe un ragazzo a combattere contro un gigante? Il film parla della nostra responsabilità per aver mandato tanti giovani uomini e donne in guerra».


Il film di Paul Haggis, sceneggiatore di Clint Eastwood (Million Dollar Baby, Flags of Our Fathers,  Lettere da Iwo Jima) utilizza uno stile di racconto tradizionale in questo modo accentuando l'atrocità del fatto che viene via via svelato.

L’andamento è quasi quello di un poliziesco. 
Combatte in Iraq Mike Deerfield (Jonathan Tucker) e finalmente ottiene una prima licenza, ma è passata una settimana e non è stranamente tornato a casa. 
È atteso con impazienza dai genitori Hank (Tommy Lee Jones) e Joan (Susan Sarandon) orgogliosi del loro ragazzo e sempre più preoccupati per quell’inspiegabile ritardo. 
In quella famiglia la tradizione militare è molto sentita: il padre è un reduce del Vietnam e il figlio maggiore, anche lui militare, era morto cadendo con il suo aereo.  

La polizia della cittadina di provincia in cui vive la famiglia Deerfield  non sembra però aver voglia di compiere indagini accurate. Tutti cercano di chiudere il caso, tutti tranne una giovane ispettrice della polizia del Nuovo Messico Emily Sanders (Charlize Theron) che si allea, spesso derisa dai colleghi, con Hank e scopre che quella che sembrava una semplice sparizione è invece un orribile crimine.


La polizia appunto non aiuta Emily nelle indagini, anzi sembra volerle ostacolare e proprio i tanti indizi, le piccole scoperte, il filmato che il ragazzo aveva registrato con il suo cellulare quando era in Iraq, una telefonata con il padre interrotta dall'incomprensione, l’orrore che tutti quei soldati avevano addosso come una condanna, tutto ciò è causa indiretta della morte orribile e inspiegabile di quel ragazzo. 
Ma tutte queste scene, tutte queste "rivelazioni" sono anche un duro colpo all’orgoglio nazionale e alla propaganda imperante. Infatti quando la verità verrà scoperta, una verità che fa male a tutti, è l’intero universo di valori del padre (e dell’americano medio) a crollare.


La sacralità della bandiera americana, che ad apertura di film viene riaffermata con orgoglio subisce una dolorosa profanazione nella scena finale, così simbolicamente efficace.  


Un film che di certo si rivolge prima di tutto al pubblico americano e lo scuote, un film che proprio per essere nato da una storia vera ed essere condotto, da un punto di vista narrativo, come un thriller, mantiene ancora più forte il carattere di denuncia e di cuneo in un sistema dell’informazione sicuramente molto coperto.
 
Tutte le guerre hanno provocato disastri in chi le ha subite e anche in chi ne è stato attore, certamente (e quanti film ce lo hanno mostrato!), anche quella del Vietnam ma, dice Paul Haggis «Quando l'esercito americano era in Vietnam aveva addosso una schiera di giornalisti che riportavano con crudeltà e chiarezza quello che stava avvenendo. Chi era rimasto a casa riusciva a sapere molte delle cose che lì avvenivano. Dall'Iraq invece non ci arriva nessuna notizia. I media americani sembrano non avere più voce».


E proprio questo silenzio, che ha impedito il formarsi di una coscienza collettiva e il propagarsi di movimenti pacifisti, come invece era avvenuto per la guerra in Vietnam, ora inizia a spezzarsi, incrinato da alcuni recenti film, questo e quello di Brian De Palma in particolare, tratti entrambi da vicende vere, fatti che non possono essere addebitati a faziosità ideologica ma che hanno il frastuono della realtà che può  rompere il velo di inganni costruito dalla propaganda.  


Una videonews sul film


I protagonisti


Tommy Lee Jones nel ruolo di Hank Deerfield, il padre 

Già vincitore di un Oscar come attore protagonista (nel 1994 per Il fuggitivo, per il quale ha vinto anche il Golden Globe) dopo essere già stato candidato al massimo premio cinematografico nel 1991 per JFK, il film di Oliver Stone, più recentemente, nel 2005, ha vinto a Cannes per il film da lui diretto e interpretato, Le tre sepolture, la Palma d'Oro come miglior attore. Nel 2006 è stato uno degli interpreti dell'ultimo film diretto da Altman, Radio America. Lo vedremo prossimamente per i fratelli Coen in No Country for Old Men, ispirato al romanzo di Cormac McCarthy. 
Impossibile elencare tutti i grandi film che ha interpretato in più di quarant'anni di carriera, ma ricordiamo invece il debutto dietro la macchina da presa nel 2005 con un telefilm che ha avuto il plauso di tutta la critica, The Good Old Boys, in cui aveva anche un ruolo come attore. Numerose le interpretazioni (e i premi) in telefilm televisivi che lo hanno reso davvero popolarissimo.
Una nota biografica interessante: Nato a San Saba (Texas) ha lavorato per un breve periodo con il padre nei pozzi di petrolio prima di entrare al St. Mark's School of Texas e poi alla Harvard University, dove si è laureato con lode in letteratura inglese.


Cherlize Theron nel ruolo di Emily Sanders

Originaria del Sudafrica è una delle attrici più interessanti del panorama cinematografico attuale per la sua versatilità e la capacità di interpretare personaggi totalmente differenti tra loro.

Per Monster ha vinto l'Oscar,  l'Indipendent Spirit, il Golden Globe e numerosi altri importanti premi; per il ruolo di Josey Aimes in North Country è stata candidata al Golden Globe, al SAG, al Critic Choice e all'Oscar; candidature di simile prestigio le ha ottenute per Tu chiamami Peter.
Tra i numerosi titoli di film tutti ugualmente noti e importanti ne citiamo solo alcuni particolarmente amati dal pubblico italiano: 
L'avvocato del diavolo, La maledizione dello scorpione di giada, Music Graffiti, Gioco di donna.



Susan Sarandon nel ruolo di Joan Deerfield, la madre

Davvero una grande attrice che ha accettato in questo film un ruolo secondario, che ha reso, con una magnifica interpretazione,  particolarmente intenso e struggente. Tantissimi i suoi successi cinematografici per molti dei quali è stata candidata all'Oscar: Thelma e Louise,  L'olio di Lorenzo, Il cliente, Atlantic City. La vittoria dell'Oscar l'ha ottenuta con Dead Man Walking, per la sua interpretazione di Sorella Helen, una suora che segue un condannato a morte nei suoi ultimi giorni di vita. 
Tra i suoi film più recenti ricordiamo Alfie, Shall We Dance, Un amore sotto l'albero, Elizabethtown, Romance & Cigarettes, e Le verità negate

Oltre al cinema però la Sarandon è nota anche per le sue interpretazioni televisive e teatrali. A Broadway è stata protagonista in An Evening with Richard Nixon di Gore Vidal, A Coupla of White Chicks Sitting Around Talkin e il thriller Extremities. Inoltre ha partecipato al commovente spettacolo post 11 settembre, The Guys.


Il regista

Paul Haggis ha vinto l'Oscar per due film da lui scritti: Million Dollar Baby (2004) e Crash-Contatto fisico (2005). Nel 2006 Haggis ha scritto le sceneggiature per due film diretti da Clint Eastwood, Flag of Our Fathers e Lettere da Iwo Jima, film per cui ha ottenuto la terza candidatura all'Oscar.
Haggis è nato a London, Ontario, Canada e a circa vent'anni si è trasferito in California. Per più di vent'anni ha scritto, diretto e prodotto programmi per la televisione. È molto attivo anche in campo sociale: è co-fondatore di Artists for Peace an Justice, fa parte del consiglio dell'EMA e del gruppo di sostegno dell'Office of the Americas, solo per citarne alcuni. 



15 aprile 2008 Di Grazia Casagrande


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