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RECENSIONE

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Titolo La ragazza del lago
Regia Andrea Molaioli
Principali
interpreti
Toni Servillo; Valeria Golino; Fausto Sciarappa; Fabrizio Gifuni; Omero Antonutti; Anna Bonaiuto
Prezzo € 12,90
Prezzo IBS € 7,90
Produzione Medusa Home Entertainment, 2008
Numero dischi 1
Durata 95 min.
EAN 8010020049295
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Un film di Andrea Molaioli

La ragazza del lago



Con Valeria Golino, Omero Antonutti, Fabrizio Gifuni, Anna Bonaiuto e Toni Servillo 

Sono le otto del mattino quando la piccola Marta, ha solo sei anni, sta tornando a casa dopo aver dormito da una zia. Un furgone si ferma: Mario, un ragazzo con un handicap mentale, la convince a seguirlo nella sua fattoria. La madre, non vedendo tornare a casa la bambina dà subito l'allarme e nel paese arriva il commissario Sanzio, un poliziotto esperto, da poco trasferitosi in quella zona che era sempre stata assolutamente tranquilla. Il più giovane collega Siboldi, residente in quelle valli, diventa la sua guida e gli fa conoscere i vari legami che attraversano la comunità. 
I due, accompagnati da Alfredo, da lungo tempo fedele collega di Sanzio, si dovranno trattenere nel paese perché, proprio dalle parole della piccola, che viene rapidamente trovata e restituita alla famiglia, vengono a conoscenza di un altro delitto. 
Una ragazza è stata uccisa sulle rive del lago: è evidente che bisogna cercare all’interno della piccola comunità l’assassino, così come è subito chiaro che i potenziali autori di quel delitto, all’apparenza insensato, possono essere tanti.


Non solo la complessità del caso, la morte di una ragazza giovanissima e l’emozione che questa necessariamente suscita, ma anche vicende personali dolorose (la malattia nervosa della moglie tormenta il commissario tanto profondamente che sembra quasi soccombere a quella sofferenza) fanno sì che la partecipazione emotiva di Sanzio sia particolarmente intensa.
Scoprire la verità significa così per lui anche trovare un equilibrio nuovo nella sua vita privata.


Grande l’interpretazione di Toni Servillo (questo film è prevalentemente sostenuto dalla sua magistrale prova d’attore) perché sa esprimere con perfetto equilibrio la malinconia costante che nasce dal suo difficile privato, la fermezza e la moralità, mai disgiunta dall’umanità nei confronti del mondo che lo circonda. Servillo ha sottolineato l’interesse che questo ruolo ha suscitato in lui, alla luce della sua evoluzione professionale: “... è un buon film giallo, che corre nell'alveo dei film di genere, dandomi la possibilità di fare un commissario di polizia che ha una letteratura dietro, e proprio per questo io volevo vedere se riuscivo ad aggiungere qualcosa in più a un cliché. Credo che nel bagaglio di un attore ci sia la possibilità - se ne è in grado - di fare ridere e far piangere. In questo momento cerco disperatamente un personaggio comico”.


Il film, opera prima del regista, è stato tratto dal romanzo norvegese di grande successo Don't look back (Lo sguardo di uno sconosciuto) di Karin Fossum. Se l’ambientazione del romanzo era quella di un fiordo scandinavo qui l’azione è collocata in una piccola comunità montana della Carnia.. Nel romanzo, così come nel film, l’elemento di contrasto dominante è tra la pace che emana dai luoghi, e che la fotografia di Ramiro Civita testimonia così come ne testimonia l'algido distacco, e il delitto, un omicidio che vede come vittima una bella e giovanissima ragazza.
Ma i contrasti non si fermano qui: la quiete apparente nasconde molti più tormenti di quello che si potesse supporre e la limpidezza del lago copre molti più segreti di quelli che le relazioni tra gli abitanti vorrebbero far credere. Basta un evento che devii dalla quotidiana normalità e si scoprono tutte le sofferenze fino a quel momento tenute ostinatamente nascoste.

Molaioli, pur all’esordio nel lungometraggio, ma già ricco di esperienza (è stato aiuto regista di Moretti, Mazzacurati, Luchetti, Calopresti e ha realizzato filmati istituzionali) ha il particolare merito di non fermarsi né alla semplice trama gialla, né alla caratterizzazione del solo protagonista ma, grazie anche a un cast di tutto rispetto, riesce far emergere la piccola collettività nel suo insieme, l’ambiente in cui il delitto è stato possibile, così come la complessità dell’inchiesta. Sarà infatti solo un'intuizione del commissario, non una deduzione logia a risolvere il caso.
Altro merito del regista è quello di saper valorizzare pienamente gli attori, anche grazie a una sceneggiatura e a dialoghi eccellenti. Teatro e cinema così non paiono più due realtà tra loro nettamente scisse, rimane solo un’unica dote: il saper recitare.

La sceneggiatura scritta da Sandro Petraglia va oltre il romanzo, sapendolo ben collocare in un diverso contesto. Inoltre dà alla vicenda un diverso epilogo sottolinando l’aspetto di genere della storia e rendendola un acuto thriller psicologico. Film girato in 8 settimane in Friuli in particolare a Udine, Moggio Udinese, Preone, e ai Laghi di Fusine. 

Cast Artistico


Toni Servillo (Commissario Sanzio)
Valeria Golino (Chiara Canali)
Omero Antonutti (Padre Mario)
Fabrizio Gifuni (Corrado Canali)
Anna Bonaiuto (Moglie Sanzio)
Fausto Maria Sciarappa (Ispettore Lorenzo Siboldi)
Nello Mascia (Alfredo)
Marco Baliani (Davide Nadal)
Giulia Michelini (Francesca)
Sara D'Amario (Dottoressa Giani)
Heidi Caldart (Silvia Nadal)
Alessia Piovan (Anna Nadal)
Nicole Perrone (Marta)
Franco Ravera (Mario)
Enrico Cavallero (Allenatore)


Cast Tecnico


Regia di Andrea Molaioli
Soggetto di Andrea Molaioli, Karim Fossum e Sandro Petraglia
Sceneggiatura di Sandro Petraglia
Musiche di Teho Teardo
Montaggio di Giogiò Franchini
Costumi di Jessica Zimbelli
Scenografia di Alessandra Mura
Effetti di Pablo Mariano Picabea e Stefano Camberini
Fotografia di Ramiro Civita
Suono di Alessandro Palmerini, Alessandro Zanon e Silvia Moraes
Casting di Annamaria Sambucco
Aiuto regista - Loredana Conte
Produttori Francesca Cima, Nicola Giuliano


18 settembre 2007 Di Grazia Casagrande


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