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Titolo Orphans: Brawlers, Bawlers and Bastards
Artista Tom Waits
Etichetta Epitaph-Anti
Prezzo € 32,50
Prezzo IBS € 32,50
Numero Dischi 3
Supporto CD
Data 12 dicembre 2006
Genere Pop e Rock Internazionale
EAN 8714092684421
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Tom Waits

Orphans: Brawlers, Bawlers and Bastards



"Al centro di questo disco sta la mia voce. Faccio del mio meglio per scoppiettare, pestare i piedi, frignare, sussurrare, gemere, respirare da asmatico, fare scat, spifferare, scatenarmi, piagnucolare e sedere. Con la mia voce, posso suonare come una ragazzina, un boogieman, un Theremin, un petardo, un pagliaccio, un medico, un assassino... Posso essere tribale. Ironico. O disturbato. La mia voce è davvero il mio strumento."

Tre dischi, 54 canzoni, 30 inediti ed alcune vere rarità per un cofanetto (brutta parola ma rende l'idea) straordinario e imperdibile (altro termine abusato ma in questo caso per nulla fuori luogo) del cantautore americano più profondamente e trasgressivamente "vivo" della sua generazione.

Una voce inconfondibile ne ha fatto un protagonista unico del panorama musicale del suo tempo. E, come lui stesso dichiara, è stato tutto voluto, premeditato:
"La mia voce è il mio strumento. L'ho potenziata, ci ho lavorato sopra più che su ogni altra cosa. Più di quanto abbia lavorato sulla tecnica del pianoforte. L'ho curata più del resto ed è cresciuta di più. Quando ho iniziato cercavo la mia identità. Non avevo identità, poi è arrivata. Fai un disco e ti guardi attorno. E ti chiedi: 'E allora?'. Sei uno dei tanti ad aver fatto un disco. Come fai a distinguerti da tutta quela gente? Ti tagli i capelli a zero? Ti metti una tuta da subacqueo? Cominci a cantare l'operetta? Impari a fare il giocoliere? Continui semplicemente a crescere, a evolvere e cambiare. Il fatto è che ho capito che dovevo lavorare sulla voce. Mi è sempre piaciuto il parlato".


Tutte le canzoni, eccetto quelle espressamente indicate, sono firmate da Tom Waits e dalla moglie Kathleen Brennan, stretta collaboratrice di Waits e madre dei suoi tre figli tra cui Casey che, come ogni buon borghese - e sì, dopo il successo Waits si è decisamente imborghesito, pur mantenendo un'anima viva e anticonformista - ha già introdotto nella sua band: lo possiamo ascoltare alle percussioni in Low Down.

Tra brani melanconici e rock, vecchi e nuovi, l'ampio materiale a disposizione è stato diviso in tre grandi categorie che corrispondono ai tre cd.
"Orphans - è ancora Tom Waits che racconta - contiene canzoni per ogni occasione. Alcune sono state scritte in pieno fermento e resitrate in piena notte in un'auto in movimento, altre sono state scritte in stanze d'albergo e registrate a Hollywood durante la grande guerra. Ecco, quando il conflitto sposa il dramma.
A ogni buon conto queste sono quelle sopravvissute alla tempesta, riparate dai rami degli alberi dopo il ritirarsi delle acque."


Kathleen Brennan e Tom Waits

Brawlers (Schiamazzatori)

In questo primo cd i suoi grevi, vissuti e rauchi protagonisti, che puzzano di fumo e d'alcol e sembrano dei disturbati ma in realtà sono lucidissimi, sono cantati con gli stili e gli strumenti della tradizione americana: blues, rockabilly e ballate.
Potremmo, semplificando dire: primo disco - prima metà del XX secolo.


1. Lie to Me –  un Tom Waits in versione Elvis
2. Low Down – con il ventenne figlio Casey alla batteria e "l'icona del trash blues bianco di San Francisco" Ron Hacker alla chitarra - c'è molto dei Rolling Stones
3. 2:19 – vi ricordate i mitici T Rex?
4. Fish in the Jailhouse
5. Bottom of the World – una ballata meravigliosa quasi dylaniana
6. Lucinda – ancora i Rolling Stones di Sticky Fingers sembrano affacciarsi dietro l'angolo
7. Ain't Goin' Down to the Well - folk song firmata da Lead Belly (musicista folk-blues), John e Alan Lomax
8. Lord I've Been Changed (trad. arr. Waits/Brennan) –  un gospel
9. Puttin' on the Dog 
10.  Road to Peace - un brano dal forte riferimento alla questione israelo-palestinese ****
11. All the Time - il blues puro e originale alla Muddy Waters
12. The Return of Jackie and Judy (Joey Ramone, Johnny Ramone, Dee Dee Ramone)
13. Walk Away - ancora un ricordo di Muddy Waters questa volta mescolato con John Lee Hooker
14. Sea of Love (Phil Phillips, George Khoury) - brano melodico molto tradizionale
15. Buzz Fledderjohn
16. Rains on Me (Waits, Chuck E. Weiss) - si chiude con un'altra ballata melodica al punto da trasformare il timbro di voce di Tom Waits e renderlo simile a quello del Bruce Springsteen di We Shall Overcome



I musicisti:

Anges Amar - fischietto
Bobby Baloo - campanacci
Seth Ford-Young - basso
Joe Gore - chitarra
Charlie Musselwhite - armonica
Marc Ribot - chitarra
Larry Taylor - basso
Casey Waits - batteria
Dave Alvin - chitarra
Andrew Borger - percussioni
Brain - parcussioni
Ralph Carney - sax
Les Claypool - basso
Steve Foreman - percussioni
Brett Gurewitz - chitarra
Ron Hacker - chitarra
John Hammond - armonica
Stephen Hodges - percussioni
Gino Robair - percussioni
Jeff Sloan - percussioni
Larry Lalonde - chitarra



Bawlers (Urlatori)


Secondo cd, cambia la musica. No, non proprio. La musica resta simile ma imbocca la strada delle ballate tristi e solitarie, mentre le voce si fa più dolce e meno roca.
Avanza il sax e il tempo si fa in tre, addirittura con un valzer...


1. Bend Down the Branches – in apertura ecco un brano tipicamente "waitsiano"
2. You Can Never Hold Back Spring – pezzo melanconico, addirittura struggente: capolavoro, piccolo ma indimenticabile
3. Long Way Home –  una ballata recentemente anche interpretata da Norah Jones: "Quando qualcuno canta una tua canzone è una bella cosa"
4. Widow's Grove
5. Little Drop of Poison – torch song, un genere molto amato da Tom Waits
6. Shiny Things
7. World Keeps Turning – "canzone da saloon" di tradimento e disperazione
8. Tell it to Me – melodia country
9. Never Let Go – un valzer scandito dalle percussioni
10. Fannin Street – racconto ammonitore
11. Little Man - firmato da un grande del bebop: il sassofonista Teddy Edwards
12. It's Over – armonica in sottofondo per un ritorno blues
13. If I Have to Go – atmosfera intima e malinconica
14. Goodnight Irene - brano di Lead Belly e Gussie L. Davis
15. The Fall of Troy 
16. Take Care of All My Children
17. Down There by the Train – "quelli che urlano anche quando piangono"
18. Danny Says (Joey Ramone, Johnny Ramone, Dee Dee Ramone) – c'è veramente di tutto in questa raccolta, anche un brano firmato dai Ramones
19. Jayne's Blue Wish
20. Young at Heart - autrice del testo Carolyn Leigh, specializzata in musical per Broadway, mentre la musica è firmata da Johnny Richards, compositore e arrangiatore amante del ritmo latino


I musicisti:
Bobby Black - chitarra
Seth Ford-Young - basso
Joe Gore - chitarra
Carla Kihlstedt - violino
Nic Phelps - corno
Larry Taylor – basso
Ray Armando - percussioni
Andrew Borger - percussioni
Matt Brubeck - basso
Dan Cantrell - fisarmonica
Ralph Carney - sax
Bent Clausen - banjo
Jimmy Cleveland - trombone
Harry Cody - banjo
Greg Cohen - basso
Chris Grady - tromba
Brett Gurewitz - chitarra
Billy Higgins - batteria
Art Hillery - piano
Trevor Horn – basso
Adam Lane - basso
Charlie Musselwhite - armonica
Eric Perney - basso
Dan Plonsey - clarinetto
Steve Prutsman - piano
Bebe Risenfors - clarinetto
Gino Robair - percussioni
Mike Silverman - basso
Nolan Smith - tromba
Matthew Sperry - basso
Francis Thumm - piano
Leroy Vinnegar - basso
Sullivan Waits - chitarra
Tom Yoder – trombone


Bastard (Bastardi)


Beh, di cosa stiamo parlando lo dice il titolo del terzo cd. Tutto quello che è "bastardo" in senso generale, anche nella musica. E si passa da un brano recitato tratto da un classico a un classico del teatro musicale, dai testi di Kerouac al pezzo incredibile di Daniel Johnston.
"Raccogliere tutto questo materiale insieme è stato come radunare polli sulla spiaggia".


1. What Keeps Mankind Alive? - di Kurt Weill e Bertold Brecht: interessante versione dall'Opera da Tre Soldi
2. Children's Story, da Woyzeck di  Georg Büchner
3. Heigh Ho - firmato dalChurchill / Morey)
4. Army Ants - "mi è sempre piaciuto il parlato"
5. Books of Moses  - un brano del principe dei "loser" Skip Spence
6. Bone Chain - ancora un bellissimo pezzo alla Muddy Waters
7. Two Sisters - madrigale scozzese del XVIII secolo arrangiato da Waits / Brennan
8. First Kiss - grande esercizio di voce
9. Dog Door (Waits/Brennan/Linkous) con Sparklehorse
10. Redrum
11. Nirvana - declamazione di un testo di Charles Bukowski
12. Home I'll Never Be - struggente melodia costruita sulle parole di Jack Kerouac
13. Poor Little Lamb - canzone che merita una menzione a parte: scritta da Waits con William Kennedy, cronista e romanziere autore di Ironweed, diventato film e in cui recita proprio Waits. "Kennedy l'ha letta dall'alto di un serbatoio idrico e poi ne ha fatto una riduzione. Era nel libro. Perciò quando ci siamo emssi a scrivere una canzone ho detto che mi sarebbe piaciuto lavorarci. Ci siamo stati sopra un pomeriggio. Siamo ancora in contatto. Vive ad Albany in un appartamento in cui è stato ucciso un tipo. Ci sono ancora le pallottole nel muro..."
14. Altar Boy
15. The Pontiac - il sentito ricordo di un'auto Pontiac, tra le più caratteristiche del mercato americano, si cita anche la Cadillac...
16. Spidey's Wild Ride
17. King Kong, un pezzo firmato da Daniel Johnston, cantautore texano affetto da sindrome bipolare, su cui aprire un'altra parentesi: "Ho cercato di rimanere fedele all'originale. La prima volta che l'ho ascoltata è stata un'esperienza commovente. Johnston ha raccontato la storia di King Kong come una storia biblica, come un salmo. Mi ha fatto veramente secco". Un'esperienza che ricorda quella di Jesus' Blood Never Failed me Yet, piccolo capolavoro eseguito con un barbone.
18. On the Road - chiusura perfetta e ritmica su testo di Jack Kerouac


I musicisti:
Bobby Black - chitarra
Seth Ford-Young - basso
Joe Gore - chitarra
Carla Kihlstedt - violino
Nic Phelps - corno
Larry Taylor – basso

Ray Armando - percussioni
Andrew Borger - percussioni
Matt Brubeck - basso
Dan Cantrell - fisarmonica
Ralph Carney - sax
Bent Clausen - banjo
Jimmy Cleveland - trombone
Harry Cody - banjo
Greg Cohen - basso
Chris Grady - tromba
Brett Gurewitz - chitarra
Billy Higgins - batteria
Art Hillery - piano
Trevor Horn – basso
Adam Lane - basso
Charlie Musselwhite - armonica
Eric Perney - basso
Dan Plonsey - clarinetto
Steve Prutsman - piano
Bebe Risenfors - clarinetto
Gino Robair - percussioni
Mike Silverman - basso
Nolan Smith - tromba
Matthew Sperry - basso
Francis Thumm - piano
Leroy Vinnegar - basso
Sullivan Waits - chitarra
Tom Yoder – trombone


La raccolta è frutto di tre anni di lavoro, messi insieme da Karl Derfler, un tecnico del suono che lavora negli studi di Bayside, che ha recuperato vecchie registrazioni su nastro e su cassetta. "Un medico da zona di guerra, che è riuscito a resuscitare parecchie delle canzoni e ha registrato tutto il nuovo materiale".

Tom Waits - La discografia di Wuz

Tom Waits - La filmografia di Wuz

I libri su Tom Waits


I brani citati di Tom Waits sono tratti dalle interviste pubblicate su InSound n.11 novembre 2006 (articolo firmato da Claudio Chianura) e Rolling Stone n. 38, dicembre 2006, testo di Rex Weiner.
Un elenco di riviste e periodi musicali, su Wuz



20 dicembre 2006 Di Giulia Mozzato


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