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HOME | lunedì 06 settembre 2010 |
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| Titolo |
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The Complete Million Dollar Quartet |
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| Artista |
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Elvis Presley, Carl Perkins, Jerry Lee Lewis, Johnny Cash |
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| Etichetta |
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RCA |
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| Prezzo |
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€ 10,90 |
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| Prezzo IBS |
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€ 8,90 |
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| Numero Dischi |
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1 |
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| Supporto |
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CD |
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| Data |
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22 settembre 2006 |
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| Genere |
|
Pop e Rock Internazionale |
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| EAN |
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0828768893524 |
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Elvis Presley, Carl Perkins, Jerry Lee Lewis e Johnny Cash
The Complete Million Dollar Quartet
Memphis, Tennessee: 4 Dicembre 1956. Un ragazzo, appena trasformato in idolo, torna a casa. La chitarra impugnata con forza. Ragazze che urlano per lui ad ogni angolo della strada. Apre la porta di uno studio, quello studio che è stato la sua prima casa discografica: sulla porta, un nome: Sun Records. Nella stanza tre amici ad attenderlo: Carl Perkins, Jerry Lee Lewis e Johnny Cash. Lui batte il tempo e inizia una lunga Jam Session. Lo fa con semplicità è autorità. Come solo un re può fare. Come solo un ragazzo di nome Elvis Presley.
E così nasce un mito. Ma un mito, bisogna anche saperlo ascoltare. Così ho tentato un esperimento: ho lasciato andare il disco ad un volume dignitoso e ho cominciato a girovagare per casa. Senza fare nulla. Ascoltando e basta. Una sorta di Walkscape casalingo, di passeggiata lenta in attesa di un suono. Be’, ad un certo punto ti aspetti di girare l’angolo e vederli davanti a te. Intorno al piano. Sorridenti e Liberi. Suonatori. Nulla più. È l’essenza del rock? No, l’essenza della musica, prima che le sovrastrutture ne facessero qualcosa di diverso e meno personale. La musica di quando la differenza la faceva il talento. Solo quello decideva se potevi farcela o meno, perché il pubblico aveva poco, ma quel poco lo adorava, oppure lo distruggeva senza pietà. Quando l’unico filtro fra l’artista e il pubblico, era il microfono. Il resto, solo teorie a venire.
The Complete Million Dollar Quartet viene ripubblicato (finalmente) e di Complete Million Dollar Quartet t’innamori da piccoli particolari. Come la seconda parte di Don’t Be Cruel, ad esempio, in cui i quattro parlano fra loro, Elvis spiega le tonalità, accenna ai primi versi (con una voce IMPAGABILE), si accorge di una corda sotto tono e la riaccorda, mentre Johnny Cash (un giovanissimo Johnny Cash) ride. Immagini che hanno la valenza di un quadro d’artista, cariche di storia, significato, potenza espressiva. Quattro persone che hanno fatto la storia della musica del ‘900 scambiarsi opinioni su un accordo in Re minore, per noi immersi in un mondo in cui “pseudo-artisti” si salutano dalle limousine blindate, e si parlano solo tramite avvocati e uffici stampa.
Ma se volete per forza una canzone, anche solo una, che vi costringa ad avere questo disco, allora è senza dubbio When The Saints Go Marchin’ In, perché ne viene fuori una versione quasi rockabilly, con uno swing appena accennato, perché c’è una chitarra che anticipa ciò che sarà poi Johnny Cash, perché Jerry Lee con i tasti neri fa i miracoli e perché Elvis vola con le corde vocali. E perché non è la solita versione “corretta” da marching band di New Orleans, ma un autentico concentrato di teorie pop.
Ma la musica è storia, lo abbiamo detto centinaia di volte, e The Complete MIllion Dollar Quartet non si sottrae certo ad una valutazione in questo senso. Ed anche in questo caso, si apre un capitolo dai risvolti quasi imprevedibili. Perché in sostanza il disco svela le radici del rock and roll che se sul finire degli anni ’50 assunse, il carattere di grande rilettura del Blues e del R&B, nella prima metà dei fondamentali “fifties”, derivò anche e soprattutto da una cultura profondamente immersa nella tradizione americana: gospel, country e doo-woop. Dimostrando come la radice rock fosse anche bianca e non solo nera. Da sola, vale la versione di Jesus Walked The Lonesome Valley a spiegare, in tre minuti, la struttura “storica” del rock and roll.
Mai come in questo caso, il consiglio è solo uno: comprare questo disco ed affrontarlo con sete di conoscenza. Per tutti questi motivi e anche per l’alone di mito che circonda la versione del cinquantenario di Million Dollar Quartet: questo è un passaggio culturale fondamentale per chiunque.
| 13 dicembre 2006 | | Di Mario Ruggeri |
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