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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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I'm a Bird Now |
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| Artista |
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Antony and the Johnsons |
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| Etichetta |
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Rough Trade |
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| Prezzo |
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€ 19,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 19,50 |
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| Numero Dischi |
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1 |
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| Supporto |
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CD |
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| Data |
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3 agosto 2005 |
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| Genere |
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Pop e Rock Internazionale |
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| EAN |
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5050159822324 |
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I'm a Bird Now per scoprire le meraviglie artistiche di Antony and the JohnsonsPerché gli italiani impazziscono per Moby, i Cure o i REM e non hanno ancora scoperto Antony and the Johnsons? Misteri del mercato musicale, ma siamo sempre in tempo a rimediare!
Nel numero di novembre della rivista Rolling Stone troviamo (finalmente) un ampio articolo dedicato a questo straordinario e indefinibile musicista. Il successo è arrivato nel 2005 con l'album I'm A Bird Now, che qui vi presentiamo e che ha vinto l'ambito premio inglese Nationwide Mercury Prize Music, ma sin dal suo esordio nel 2004 con Antony & the Johnsons si potevano vedere tutte le premesse di un futuro di qualità, testimoniato dalla partecipazione di due icone della musica come Lou Reed e Boy George (che duetta con lui anche qui in You Are My Sister). Inglese di nascita, ma californiano nell'infanzia e newyorkese per affinità culturale, con Devendra Banhart e Rufus Wainwright (entrambi consigliati caldamente!) fa parte di quel vivace polo culturale della scena alternativa di New York che sembra aver in qualche modo raccolto il testimone di Andy Warhol & C.
In tempi di grande dibattito nel nostro Paese (e relativa attenzione) sul transgender, scatenato dalla presenza in Parlamento di Vladimir Luxuria, forse possiamo guardare (e capire) meglio anche questo protagonista delle scene musicali che ha saputo inglobare in una nuova armonia lo spirito e l'anima dell'androgino. Transgender è qualcuno che si sente diverso dal proprio genere di nascita, ma senza essere transessuale. Torniamo alle parole di Luxuria, per spiegarci meglio: "Premesso che non esistono solo i due generi biologici, il maschile e il femminile, ma esiste un continuum tra i sessi fatto di mille sfumature, ci sono mille modi di essere, e di sentirsi, uomo o donna. [...] Io sono un transgender. Essere transgender non è solo un fatto sessuale. È un modo di vivere e di rapportarsi con il mondo, senza mai identificarsi nè con un sesso né con l'altro". E per definire un modello estetico, ecco quello che lo stesso Antony dice: "Boy George mi ha offerto il primo vero riflesso di come mi vedevo nel mondo". È importante dilungarsi un pochino sul tema perché davvero non si può capire quanto e perché la musica di Antony sia "altro" e sia "altrove" rispetto a quella di quasi tutti i suoi colleghi, perché sia così originale e diversa, se non si capisce un po' la visione del mondo di chi l'ha creata.
All'assegnazione del premio il presidente della giuria del Mercury ha affermato che questo "non assomiglia a nessun disco che ho sentito né prima né dopo. Sembra che non venga da nessun luogo conosciuto", eppure per pochi musicisti come per Antony si spendono paragoni. Moltissimi critici citano, per definire il suo timbro di voce, Nina Simone e Bryan Ferry e/o una mescolanza fra i due, e anche Billie Holiday e Morrissey, Marc Almond e gli archi celestiali dei This Mortal Coil. Poi vengono tirati in ballo Tim Buckley, Diamanda Galas, Otis Redding, Jimmy Scott, Scott Walker, Kate Bush.
È lo stesso Antony a citare nelle interviste alcune di queste influenze (insieme ad Alison Moyet e, naturalmente, Boy George). Mi stupisce che nessuno ricordi il
Robert Smith dei Cure anni Ottanta, il dandy romantico, angoscioso, il dark-punk triste di Pornography e Close to Me, per intenderci, o il Moby malinconico di Play
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Notturno e misteriosamente fantastico, questo album ci porta in quel mondo raffinato ed estetico dove potremmo trovare i sogni di Little Nemo. È una lamentazione sull'amore, la morte e la crisi d'identità, viscerale e sincera.
Hope There's Someone è una struggente e profonda ballata pianistica sulla paura della morte e della solitudine, scava nell'intimo e al tempo stesso mantiene la raffinatezza estatica di un film di Greenaway o Visconti, di una scultura di Ron Mueck o un quadro di Moreno Bondi, tanto per darvi un paragone visivo. Ma anche l'intesità misteriosa e ambigua di David Lynch, un suo ispiratore che con orchestrazioni di Badalamenti per Twin Peaks ha avuto anche spazio in una cover, Mysteries Of Love.
Man Is The Baby e Fist Full Of Love sono splendide canzoni, perfette e sapientemente interpretate: chi poteva meglio di così rappresentare una morbosità sensuale neoromantica? Su My Lady Story è stato scritto che "Cat Stevens incontra Billie Holiday". In Spiralling troviamo la collaborazione della indie-folk star Devendra Banhart e Free At Last è una preghiera intermezzo che una voce sconosciuta e non professionale recita su piano: ricorda moltissimo quel piccolo capolavoro di Gavin Bryars, Jesus' Blood Never Failed me Yet, in cui alla voce cantalenante e flebile di un barbone si sovrappone quella di Tom Waits, per un effetto straordinario.
In What Can I Do invece la collaborazione è con Rufus Wainwright, mentre Lou Reed offre la sua voce e la chitarra per Fistfull of Love. In Bird Girl Antony "prende il volo con piume di dea, concludendo il sogno in cui è precipitato all'inizio con la catarsi, la realizzazione della sua identità", ma sembra cascare dal letto svegliandosi da un incubo costellato di stravaganti personaggi, come nelle migliori storie di Little Nemo. Ma anche come nella copertina del disco, uno scatto di Peter Hujar del 1974 intitolato "Candy Darling on her Deathbed", in cui la modella-drag queen protagonista di alcuni flm di Warhol (Flesh e Women in Revolt) e ispiratrice della canzoni di Lou Reed Candy Says e Walk on the Wild Side, è ritratta nel letto d'ospedale in cui troverà la morte.
La stessa inquietudine che ci prende talvolta osservando l'opera degli iperrealisti (perfetta, pericolosamente perfetta) ci assale pian piano ascoltando la musica di Antony. Per compensare tanta raffinatezza, ricordiamo che qualche caduta di gusto l'ha avuta anche lui se è vero, come leggenda vuole, che le sue prime performance (perché la musica è per lui strettamente legata alla messa in scena di uno spettacolo) fossero ispirate all'icona del travestitismo Divine, una sorta di Platinette americana, e al campione del trash John Waters
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I musicisti che lo influenzarono all'inizio furono Joey Arias, Dean Johnson, Phoebe Legere; il personaggio più amato Isabella Rossellini in Velluto Blu e alcune drag newyorkesi; le performance più apprezzate quelle grandguignolesche con una buona dose di estetica transgender e una sostanziosa attitudine punk.
Nel 1995 Antony decide di dedicarsi completamente alla musica. Con il batterista Todd Cohen, Joan Wasser e Maxim Moston ai violini, Jeff Langston al basso elettrico, Jason Hart al piano e Michele Schifferle al violoncello, forma la piccola orchestra che darà vita ai raffinati arrangiamenti delle sue composizioni. Nascono così Antony and the Johnsons, nome ispirato a Marsha P. Johnson, il travestito newyorchese che nel 1970 fondò la casa di accoglienza STAR, e la cui tragica morte nel fiume Hudson (suicidio od omicidio?) sarà evocata in River Of Sorrow.
Antony ama collaborare con molti musicisti. Al primo album avevano partecipato Baby Dee (artista transessuale) all'arpa, Charles Nelson alla chitarra, François Gehin al basso, William Basinski (autore di alcune opere elettroniche) al clarinetto, oltre a una serie di ospiti agli archi. In questo disco invece gli arrangiamenti d'archi sono a cura di Julia Kent (violoncello) e Maxim Moston (violino).
Recentemente Antony è stato in Italia per presentare Turning, all'Auditorium Parco della Musica di Roma: una performance sullo sfondo creato dal regista e video-artista Charles Atlas, con la proiezione e il live-editing di tredici ritratti di bellezze newyorchesi di incerta identità sessuale. Dal 16 al 20 novembre 2006 la Tate Gallery di Londra dedica una retrospettiva a Charles Atlas dal titolo Charles Atlas: Hail the New Puritan. Videos 1975–2005.
I'm a Bird Now è del 2005. Antony ha dichiarato di star iniziando le registrazioni di un nuovo album che speriamo sarà presto in vendita. Nel frattempo uscirà I'M Your Man, un tributo a Leonard Cohen in cd e dvd (con Nick Cave, U2 and Bono, Kate and Anna McGarrigle, Rufus Wainwright, Martha Wainwright...) a cui anche lui ha collaborato con una versione personale di If it Be Your Will
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Le immagini dell'articolo sono tratte dal sito ufficiale del musicista
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| 13 novembre 2006 | | Di Giulia Mozzato |
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