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RECENSIONE

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Titolo Unusual
Artista Giuni Russo
Etichetta Radio Fandango
Prezzo € 20,90
Prezzo IBS € 20,90
Numero Dischi 2
Supporto DC
Data 29 settembre 2006
Genere Canzone italiana
EAN 4029758753125
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Giuni Russo

Unusual



Straordinaria iniziativa per ricordare una delle maggiori interpreti che la canzone italiana abbia conosciuto. Con un dvd che ci ripropone il suo concerto milanese del 2001 e un cd collettivo realizzato grazie alla collaborazione di musicisti come Franco Battiato e Lene Lovich.

La carriera di Giuni Russo ha visto alti e bassi, tradimenti e confusioni, altari e polvere come lei, sicuramente, non meritava. Vincitrice del Festival di Castocaro nel 1967 con il suo vero nome, Giusy Romeo, è stata poi costretta dalla macchina del successo e dalle case di produzione a trovare compromessi e a scendere a patti, malgrado, specie grazie alla collaborazione con Maria Antonietta Sisini, destinata a diventare sua compagna per sempre (ben 36 anni), la sua vera vocazione sarebbe stata lo sperimentalismo e la mescolanza di generi, tra pop, jazz e classica.

È del 1975 il suo primo album, interamente in inglese, Love is a woman, oggi ricercatissimo dai collezionisti, nel quale si presenta come Junie Russo. Tutti i brani sono firmati da Giuni e Maria Antonietta Sisini

Nel 1981 pubblica il raffinatissimo Energie (riproposto nel 2005), ma il grande successo arriva l'anno successivo, con il singolo Un'estate al mare, brano che le consegna la vittoria del Festivalbar e che tocca i vertici delle classifiche dove resta per mesi facendola conoscere al pubblico più vasto, e che viene incluso in questo tribute remixed by Megahertz.
La successiva carriera riprende l'andamento altalenante di cui si diceva all'inizio, portandola tuttavia a essere stimata e amata incondizionatamente dal pubblico più esperto e raffinato.

Nella notte tra il 13 e il 14 settembre 2004 Giuni Russo si è spenta nella sua casa di Milano.
Essere sepolta tra le Carmelitane Scalze è stato il suo ultimo desiderio.


Fondamentale per capire di cosa stiamo parlando è ricordare la sua tecnica raffinata, ma anche la straordinaria estensione vocale che le permetteva di coprire quasi cinque ottave.
Una testimonianza in questo senso è l'ascolto di Una vipera sarò, pezzo scritto a sei mani da lei stessa, Maria Antonietta Sisini e Franco Battiato e in questo cd remixato da Caparezza che ne aggiunge alcune parti rappate. Uscito nel 1981in Energie e nel 1982 in un 45 giri con Tappeto volante in B-side, insieme ad American man (1979-1980 mai pubblicato) sono il manifesto dell'album della Giuni anni Ottanta, pettinature, trucco e spalline esagerate, bigiotteria in stile Bozart e Pellini, occhiali alla Kim Gagliardi, immancabili cinture: quella Milano frenetica ma viva e interessante che non esiste più e che lei, così siciliana nell'animo, riusciva a rappresentare meglio di molti altri e che si sente ancora in Adrenalina (uscita nel 1987 in Album e poi in un 45 giri) qui riproposta in una versione in cui la sua voce si mescola con quella delle MAB, quattro ragazze sarde diventate londinesi per amore dell'Heavy Metal.


Alcuni brani sono proposti a due voci: con Giuni sentiamo Toni Childs in Morirò d'Amore, Elena Vittoria, nuova voce da ascoltare con grande attenzione, in Love is a Woman, Lene Lovich in Moro perché non moro: la Lovich ricorda di essere stata colpita dalla voce di Giuni sentendola in un passaggio radiofonico durante un suo viaggio in Italia e, invitata, ha partecipato al progetto con un'interpretazione in lingua italiana che viene dal cuore, accompagnata alle chitarre dal partner Les Chappell.

Splendidi i duetti con Battiato nella struggente La Sua Figura, brano forse sottovalutato negli anni, e nell'unico pezzo in dialetto siciliano, Strade parallele: "Giuni credeva di non, essere ancora pronta per cantare nella lingua natale, ma l'ispirazione della composizione la fece ricredere ed insieme a Battiato comunicano una bellezza tutta metafisica della loro Sicilia".
Infine la straordinaria versione di Illusione (uscita nel 1987 nell'album Giuni) in cui la voce della cantante si intreccia con quella di Vladimir Luxuria, spiritoso e divertente, come al solito.


Nel dvd troviamo la preziosa registrazione di un concerto tenuto all’Auditorium di Milano il 4 aprile 2001, in cui Giuni (pur essendo purtroppo già malata, ma senza che nessuno lo sapesse) appare in tutto il suo fascino, in un brillante completo di seta bianca, padrona della scena e della sua splendida voce, anche di fronte a un inusuale repertorio “classico”.
Ci godiamo, infatti, una interpretazione straordinaria della Zingara di Donizzetti e la divertente versione di Me voglio fa ‘na casa, sempre di Donizzetti - preceduta da un fuori programma parlato - entrambe da A casa di Ida Rubinstein, un album del 1988 che ha dimostrato la sua vocazione alle "contaminazioni" musicali così attuali e sperimentate da molti colleghi in questi anni.
Interpretando invece la sua Vieni (il cui testo riprende i versi di Jalal al Din Rumi, mistico persiano), Giuni cambia abito e atteggiamento e, come accade ai grandi attori, si veste di un’aria di ombrosa inaccessibilità arabeggiante, per poi lasciarsi andare alla rinascita con la creatività della festa giapponese del ciliegio in fiore interpretata in Satura, un canto tradizionale giapponese interpretato in lingua originale con la bellezza e l’eleganza di una geisha.


Poi saltiamo nuovamente al suo repertorio personale, con La sposa, la stessa canzone cantata nel cd con l’aiuto del coro delle Carmelitane Scalze (qualche anno prima della morte aveva scoperto gli scritti di Santa Teresa d'Avila), brano ispirato da un viaggio a Gerusalemme, in cui si esaltano al massimo le sue doti vocali.
E ancora con Nada te turbe su testo, appunto, di Santa Teresa d'Avila, appassionata preghiera di una donna: una scelta tacciata da qualcuno di "lesbo-chic".
La sua figura (brano firmato da lei con Maria Antonietta Sisini, citazione dall'opera poetica di San Giovanni Della Croce) qui viene interpretato dalla sua voce, mentre nel cd si accompagna a Franco Battiato, l'uomo che fu il vero artefice del suo successo, valorizzando un talento precedentemente misconosciuto.

Lettera al governatore della Libia è il brano che segue (datato 1989, che ancora una volta la vide collaborare con Battiato), e poi Il sole di Austerlitz, una composizione di Franco Battiato e Alberto Radius originariamente pubblicata nel 1981 su uno strepitoso, raffinatissimo album intitolato Energie.
Per introdurre Mediterranea, una canzone allegra e ritmata, un po' vecchio stile, Giuni racconta un'immagine struggente e luminosa della sua infanzia, davanti ai pescatori di Ustica, tra i quali c'era anche suo padre.
Chiude la registrazione L'attesa.


Bella non era. Lei stessa si sentiva una voce splendida prigioniera in un corpo inadeguato, ma quando si chiude il filmato e si spengono le luci a noi resta solo il ricordo di una donna bellissima e di una voce indimenticabile.

Le immagini della cantante sono tratte dal sito ufficiale.



03 novembre 2006 Di Giulia Mozzato


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