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RECENSIONE

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Titolo Joy
Artista Giovanni Allevi
Etichetta Ricordi
Prezzo € 20,50
Prezzo IBS € 9,90
Numero Dischi 1
Supporto CD
Data 29 settembre 2006
Genere New Age e Contemporanea
EAN 0886970006323
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Giovanni Allevi

Joy


Il nuovo disco di Giovanni Allevi, il pianista che ha conquistato New York con quattro sold out al Blue Note. La sua gioia di suonare...

Leggi l'intervista a Giovanni Allevi


Joy è un album figlio di un evento drastico. Una crisi di panico manda in tilt Giovanni Allevi rientrato a Roma dopo il tour  in Cina. Come lui stesso ci ha raccontato in un intervista, mentre l'ambulanza lo trasportava al Policlinico nella sua testa già suonavano le note di Panic, il primo brano dell’album.

Non è però un racconto aspro sulle sensazioni dell’incidente ma una melodia dolce, una celebrazione dell’esistenza. Ascoltando il piano di Giovanni Allevi ci troviamo investiti da due diverse situazioni emozionali: da una parte veniamo presi per mano e accompagnati nei luoghi e nelle stanze che il musicista ha attraversato e poi “riprodotto” nelle note; dall’altra veniamo immersi in un dolce liquido amniotico che sembra proteggerci anche solo per quattro minuti dall’inerzia rumorosa che ci circonda.

Un suono importante ma allo stesso tempo leggero come uno scrittore che racconta la quotidianità senza aggressioni stilistiche. Downtown ci calamita verso un cuore pulsante e Follow You ci strappa un momento di malinconia.
Come nel precedente album la registrazione effettuata con un microfono a nastro riporta con assoluta fedeltà il clima dell’esecuzione.
Giovanni Allevi libera la musica colta dalla torre d’avorio dove si era arroccata e cerca di avvicinarla all’attualità al tempo che la circonda, una missione “filosofica” della musica potremmo dire. 

Melodie fresche, pregevole istinto compositivo, partiture divertenti da suonare. In Allevi ci sono echi del repertorio tardo romantico impressionista che grazie ad un attualizzazione del senso ritmico divengono accessibili a un pubblico più ampio e non necessariamente colto.
Allevi ha il merito sociologico di aver catalizzato l’attenzione dei giovanissimi verso questo strumento musicale.


Ed ecco come Giovanni Allevi racconta i brani di Joy:

Panic
Guardo le persone dal vetro dell’ambulanza. È proprio strano che in un momento di così grande paura, sia venuta a trovarmi una melodia tanto dolce. E per non dimenticare la sua origine ho voluto darle il nome di quel “mostro”, che noi accecati dalla paura, vediamo come tale. In realtà serve solo a ricordare che ogni tanto è necessario fermarsi e lasciarsi cullare dall’esistenza.

Portami via
Solo nella musica riesco a cogliere il senso di una fresca leggerezza. Chiedo a queste note di portarmi via, in un mondo dove io sono io.

Downtown
Ecco la città che amo, e questa è la musica del suo centro pulsante. Le persone tutti i giorni affrontano la propria battaglia con l’esistere, e io con loro. Ciascuno, a suo modo, è un eroe, ma nessuno glielo dice. Vorrei farlo io con una carezza musicale.

Water dance
C’è il ricordo di antiche danze, di una nobile fierezza d’animo. C’è un’umanità incontaminata che vive l’ebbrezza tutta d’un fiato.

Viaggio in aereo
Una volta ho avuto l’onore di guidare un aereo, piccolo piccolo in balìa del vento, sopra i limpidi cieli di New York. Nella mia testa questa musica ha coperto la fatica del piccolo motore ad elica. Due mani, dieci dita, ma una sola nota alla volta, una dietro l’altra: così l’ho voluto, affinchè il linguaggio costruisse lentamente le sue armonie su tre registri, ma solo nella memoria di chi ascolta.

Follow you
Di questo brano Allevi dice: “Voglio pensare che ogni singola persona valga più di ogni altra cosa, e che i suoi sogni, le sue paure e incertezze siano sacri, che vadano protetti e mai giudicati”.

Vento d'Europa
Ho voglia di Europa, quella fredda dal nucleo che scotta, dalla spiritualità profonda e silenziosa. Ho voglia che un vento autunnale avvolga, intenso e circolare, la mia nostalgia.

L’orologio degli dei
Il passaggio dall’eternità all’esistenza avviene con l’irrompere della pulsazione temporale, nell’incedere emotivo ed inesorabile del cuore.

Back to life
Se guardata con attenzione l’esistenza quotidiana regala lampi di senso. Dedicato a te, ragazzina, che sull’autobus ripassi la lezione di Storia; a te che confuso, dietro i tuoi occhiali spessi, osservi incantato la più bella della classe; a te che davanti un cappuccino ed un cornetto, vorresti che il tempo si fermasse.

Jazzmatic
Circolare ed automatico. Un “divertimento”, anche da suonare, concepito per dare forma ad una pulsazione travolgente, in cui bassi profondi come colpi di cannone possono cedere il passo a soffice tenerezza.

Il bacio
Ho invidiato “Il bacio” di Gustave Klimt. Anche io voglio disegnare in note il mio bacio. Lo farò così etereo e trasparente che oltre al mio, sarà anche il tuo.

New Reinassance
Antiche cadenze, “emìole” e “ritardi di settima”, si intrecciano ad echi di rock progressive. È la festa di una nuova era, dove sacro e profano, presente e passato tornano ad incontrarsi. Una nuova stagione è alle porte!


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Biografia



20 ottobre 2006 Di Francesco Marchetti


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