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HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
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| Titolo |
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Da solo |
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| Artista |
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Vinicio Capossela |
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| Etichetta |
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Atlantic |
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| Prezzo |
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€ 20,90 |
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| Prezzo IBS |
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€ 10,90 |
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| Numero Dischi |
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1 |
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| Supporto |
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CD |
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| Data |
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17 ottobre 2008 |
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| Genere |
|
Pop e Rock Italiano |
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| EAN |
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5051865007128 |
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Da solo, il nuovo album di Vinicio Capossela"C’è qualcosa nel mondo dello spettacolo che ti salva, ed è che tutto si può fantasticare. Uno può avere creature che l’accompagnano per una vita, e rendono fiaba una storia, come il Gigante e il Mago, creature che hai dentro fino da piccolo e che la strada a volta ti regala se sei pronto per l’incanto. Creature che camminano nel buio e cercano di tenere accesa dentro la fiammella della loro innocenza e della loro umanità, tra apparizioni disumane."
"Da solo è nato in poche settimane, nella solitudine della mia casa con vista sulla Stazione Centrale - ha dichiarato Capossela presentando il suo nuovo lavoro -. Era circa un anno fa, stava arrivando l’inverno e accanto al pianoforte restavano alcuni taccuini neri e quaderni a righe di scuola pieni di appunti. C’erano sopra un po’ di conti da regolare, questioni personali, perché questo, a differenza degli ultimi lavori, non è un disco mitologico o di fantasia, o di storia, geografie e scienze".
Un disco intimista, dunque? Sì. Un disco di memorie e memorabilia? Anche. Un disco che segna un confine, che stabilisce un punto di arrivo e di partenza, che potrebbe essere sottovalutato proprio perché racconta la vita in modo meno plateale, meno giovanile (se vogliamo) più maturo. Sempre con la straordiaria lingua italiana, tutta caposseliana, che ne ha fatto un cantautore davvero diverso, intelligente, interessante, un acrobata e un giocoliere della parola: fantastico e fantasmatico.
Il titolo Il titolo Da solo, oltre all’intimità, rimanda anche ad una certa “solitudine” cercata durante la creazione di qeusti brani? "Questo è il primo lavoro di cui sono l’unico responsabile, ma poi sono tante le persone che mi hanno accompagnato, anzi mal accompagnato. Le canzoni sono nate tutte dal pianoforte in una stanza realisticamente assediata dallo scorrere dei tram. Tram che avrebbero potuto figurare anche in copertina, parafrasando l'Alone in San Francisco di Thelonius Monk. Ed io ad un certo punto un tram l’ho preso e mi sono ritrovato al Golden Gate".
Conti da regolare "Questo disco è anche un atto di protesta contro la sparizione dell’inverno, del quale ormai rimane solo la foschia. Proprio un anno fa io ed Enrico [Gabrielli, ndr], che oltre ad essere un grande musicista è anche un grande tagliatore di zucche, stavamo tagliando una zucca per Halloween e nei cinque giorni in cui questa zucca, raggrinzendosi, si è trasformata da carrozza fatata in vecchia strega, sono nati la maggior parte dei pezzi del disco con cui ho fatto i conti con me stesso, e infatti queste canzoni sono quasi tutte degli inni, con una loro piccola solennità, la solennità che serve quando ci si deve far trovare in piedi dalla vita".
Dov'è nato Sì, perché Da solo, nato nella solitudine del suo appartamento milanese, si è poi spostato negli Stati Uniti insiema al suo creatore, per una serie di concerti in tournée:
"Abbiamo cominciato a registrare durante la scorsa Epifania e poi siamo dovuti andare in America per alcuni concerti. Là ho scoperto, suonato e registrato con l’organo Mighty Wurlitzer, uno strumento che da noi non c’è, un vero organo da cinema e da circo che abbiamo usato per Il gigante e il mago. Poi siamo passati da Tucson, dove abbiamo registrato coi Calexico due pezzi: La faccia della terra, che ho scritto proprio negli Stati Uniti dopo aver letto Racconti dell’Ohio di Sherwood Anderson, una specie di Spoon River dei vivi dell’America biblica e rurale, e Polpo d’amor, che è finito nell’edizione italiana del loro disco uscita poche settimane fa, Carried To Dust."
 | Mighty Wurlitzer: il “theater organ” indispensabile accompagnamento di ogni impresa fantastica
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Strumenti inconsistenti & C. "Gli strumenti inconsistenti sono quegli strumenti che evocano gli spettri e i ricordi, come l’organo a bicchieri, il theremin, la chitarra a pedale, l’autoharp ai quali io e Asso [Alessandro Stefana, che con Capossela ha prodotto il disco, ndr] siamo appassionati", oppure il pianoforte Tallone "costruito dall’accordatore di Arturo Benedetti Michelangeli, uno strumento che abbiamo registrato per Il paradiso dei calzini in una notte di gennaio sul lago d’Orta", fino a timbri più convenzionali come quelli degli ottoni "da Esercito della Salvezza, orchestrati da Enrico Gabrielli, che si è occupato di tutte le orchestrazioni del disco".
Autori "Le canzoni del disco sono tutte mie ad eccezione dell’ultima Non c’è disaccordo nel cielo, che riprende il titolo di un vecchio inno religioso composto nel 1914 da Frederick Martin Lehman, uno specialista del genere. Pare che abbia scritto questo brano mentre si trovava in grandi ristrettezze economiche. Il testo non è la traduzione dell’originale, ma il mio modo personale di sentire l’argomento. Un cielo alla portata delle preghiere di tutti, che forse ci accoglierà e forse si farà trovare vuoto, ma dove finiscono di sicuro le lacrime di quando ci siamo sentiti migliori».
La clandestinità "La clandestinità è uno dei temi personali affrontati nel disco, questa tendenza a nascondere la propria vera natura e a doversela svignare per Essere, per iniziare ad affrontare quel cammino. Nella canzone c'è tutto l’indugio, la condizione di stallo di chi ancora non sa prendere a testa alta la propria strada, anche miseranda, e arrivare alla libertà dalla clandestinità. E anche i fuochi della gioventù ci sono, ancora prossimi, da sentirne il calore.”
 | | © chico de luigi | Il brano-cult Dove vanno a finire i calzini: destinato a diventare il nuovo Buonanotte fiorellino. Non si parla d'amore ma di vita: struggente, semplice, orecchiabile, facile da imparare a memoria. Entrerà nella nostra, piccola, storia.
Dove vanno a finire i calzini quando perdono i loro vicini dove vanno a finire beati i perduti con quelli spaiati quelli a righe mischiati con quelli a pois dove vanno nessuno lo sa Dove va chi rimane smarrito in un’alba d’albergo scordato chi è restato impigliato in un letto chi ha trovato richiuso il cassetto chi si butta alla cieca nel mucchio della biancheria dove va chi ha smarrito la via...
1. Il gigante e il mago 2. In clandestinità 3. Parla piano 4. Una giornata perfetta 5. Il paradiso dei calzini 6. Orfani ora 7. Sante Nicola 8. Vetri appannati d'America 9. Dall'altra parte della sera 10. La faccia della terra 11. Lettere di soldati 12. Non c'è disaccordo nel cielo
| 31 ottobre 2008 | | Di Giulia Mozzato |
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