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RECENSIONE

Pink Floyd

The Piper At The Gates Of Dawn



Syd Barrett ci ha lasciati fisicamente, ma lo aveva già fatto tanto tempo fa con la mente. La difficoltà dei geni a vivere, a trovare un equilibrio nell'esistenza è stata per lui unita all'esperienza devastante dell'LSD. Esperienza anche creativa, è innegabile, per lui come per molti altri artisti che tra gli anni Sessanta e Settanta si persero in questo mondo codificato ed esaltato da persone come Timothy Leary (vedi Fuga. Dall'LSD a Internet). Qualcuno tornò, altri restarono da qualche altra parte lasciandoci solo testimonianze, come quest'album.

Siamo nel 1965 e a Londra Syd Barrett (voce e chitarra), Roger Waters (voce e basso), Richard Wright (tastiere) e Nick Mason (batteria) fondano i Pink Floyd, nome inventato accostando quelli di due bluesman americani, sulla cui linea musicale il gruppo non andò mai: Pink Anderson e Floyd Council.

Passa un anno e i Pink Floyd, che nel frattempo si esibiscono nel club UFO di Londra, vengono scoperti e lanciati dalla Emi (battendo le concorrenti Elektra e Polydor) che inizialmente fa loro incidere qualche signolo e che nel 1967 produce il primo album: 11 canzoni "perfette" che compongono uno dei più grandi dischi psichedelici degli anni '60.

A firmare il contratto che sostanzialmente dura tutt'oggi, Sidney Arthur Beecher-Stevens (uno dei tanti dirigenti che rifiutarono i Beatles...) che azzarda questa scelta e che li etichetta come "strani ma bravi".

Da segnalare in particolare il primo brano, Astronomy Domine (ripreso e raffinato in seguito in Ummagumma) che rappresenta la storia di un viaggio stellare "virtuale" che Barrett fa attraverso l’uso dell’LSD.
Alcuni biografi dicono, basandosi sui riferimenti nel testo a tale Dan Dare (Blinding signs flap, / Flicker, flicker, flicker blam. Pow, pow. / Stairway scare Dan Dare who's there?), autore di questo genere di libri, che per orientarsi avesse portato con sè un vero manuale di astronomia.
"Il basso pulsante e continuo rappresenta la connessione radio con la terra, mentre la chitarra onnipresente, insieme a un canto maestoso e solenne, sembrano errare in un panorama cosmico oscuro e tenebroso. Il tappeto stellare tessuto dalle tastiere dà solidità al tutto. Completa il pezzo il drumming forsennato di Mason, che enfatizza le parti più drammatiche."
Possiamo dire che si tratta del primo pezzo in cui i Pink Floyd si manifestano per quello che saranno successivamente.

Più "datato" all'ascolto odierno il successivo Lucifer Sam, un riff incalzante accompagnato da tastiere suonate come d'abitudine in quegli anni. Il testo narra di un magico gatto (Lucifer) che possiede inspiegabili doti magiche.

Matilda Mother
,
ancora di Barrett, potrebbe essere firmata dai Jethro Tull o dai Genesis, e anticipa in pieno e in modo geniale i racconti fiabeschi del progressive e del rock romantico che seguiranno.

Pow R. Toc. H
sviluppa un tema d'organo ancora un po' acerbo, su un giro di basso sempre uguale, che verrà ripreso nella più celebre San Tropez di Meddle. Firmato dai quattro componenti, è un brano solo strumentale.

Interstellar Overdrive
è considerato da molti il capolavoro del disco, nonché il meglio della produzione di Barrett, al pari, per altri, di Astronomy Domine.
Al centro la cronaca di un viaggio umano nell’universo che si sviluppa nei suoi undici minuti.
Come ricorda Vittorio Iacovella nel suo testo per OndaRock:
"Questo brano è ricordato anche per il grande impatto live. I Pink Floyd lo suonavano ogni sera all’ UFO, (dove dividevano gli incassi anche con i Soft Machine del grande Robert Wyatt), con una tecnica molto particolare, detta del 'light show', che consisteva nella proiezione diretta sul gruppo di diapositive allucinate, sulle quali era posto dell’inchiostro. A contatto con il calore della lampadina, l’inchiostro si scioglieva e creava effetti visivi di grande impatto. Con il cambio di ritmo mutavano anche le immagini, in un tripudio di arte visionaria. La band poi introdusse anche un’altra innovazione nel live: quella del suono quadrifonico. Collegando gli strumenti ad amplificatori posti ai quattro lati del locale, suoni diversi provenivano da punti distanti fra loro, dando così l’impressione che la musica avvolgesse il pubblico."
Anche qui antesignani di un genere di concerto live che proseguirà con i successivi album e sarà spunto per moltissimi altri gruppi.

Si chiude con riferimenti alle mode del tempo:
una citazione dal Signore degli Anelli, dal titolo The Gnome
una preghiera indù in Chapter 24 (una melodia molto celebre)
una canzone per una ragazza, Bike, accompagnata dal suono dei campanelli, tra beat (Sgt. Pepper's in particolare) e la nuova stagione californiana che sta arrivando.

I've got a bike, you can ride it if you like.
It's got a basket, a bell that rings
And things to make it look good.
I'd give it to you if I could, but I borrowed it.

You're the kind of girl that fits in with my world.
I'll give you anything, everything if you want things.

I've got a cloak it's a bit of a joke.
There's a tear up the front. It's red and black.
I've had it for months.
If you think it could look good, then I guess it should.

You're the kind of girl that fits in with my world.
I'll give you anything, everything if you want things. [e così via...]

Meno significativi Flaming, Take Up Thy Stethoscope And Walk e The Scarecrow.

I Pink Floyd nella fugace formazione a 5 poco prima dell'allontamento di Barrett
David Gilmour, Syd Barrett, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright



La scheda
Non è certo possibile fare adesso una recensione di un album storico, una "pietra miliare" come questa.
Si può ricordare qualcosa di ciò che è stato detto e scritto negli anni dai critici e dalle persone che hanno visto i Pink Floyd agli esordi.

Scrive Riccardo Bertoncelli in 24.000 Dischi:
"È uno dei capolavori assoluti della musica pop moderna, un'altalena stralunata di sonorità rivoluzionarie, che cancellano il concetto di canzone, per trasmettere all'ascoltatore una sensazione avvolgente di note devinati a getto continuo. Rsponsabile assolto di questo sconvolgimento è Syd Barrett, personaggio bizzarro ed imprevedibile, che ci consegna perle inestimabili quali Astronomy Dominè, Matilda Mother e Interstellar Overdrive."


La scheda
Giuseppe Rausa nel Dizionario della musica rock:
"Il carattere di assoluta novità presente in questa musica si evince enumerando ciò che non c'è in Piper: tematiche amorose e adolescenziali, schemi R&B, melodie country, omaggi a Bob Dylan; manca insomma tutto ciò che ha prevalso finora nel rock inglese, rendendolo troppe volte una deludente imitazione della musica americana."

E ancora
"Nel 'passivo' scivolare lungo i semitoni di una quinta emerge la poetica introversa e sognante dei Pink Floyd. Nella musica colta, nel Don Giovanni di Mozart come in molti melodrammi verdiani, quella cellula motivica esprime un intenso dolore, divenendo spesso un simbolo di morte in quanto 'dipinge' e concretizza il lento defluire delle energie fuori dal corpo. In fondo anche nelle composizioni del quartetto londinese quel vocabolo sonoro indica la perdita di orizzonti certi e un mettersi in cammino verso l'ignoto."


La scheda
Storm Thorgerson, fotografo e designer autore di alcune delle più famose copertine di Pink Floyd, in Pink Floyd. Visioni, così ricorda quest'album:
"Syd scrisse i primi due singoli e gran parte del primo album, The Piper At The Gates Of Dawn. Era opera sua (pensiamo) anche la grafica del retro di copertina dell'album, ma non il lettering, sospetto. [...] Non penso che la fotografia sia stata fatta con trasparenze sovrapposte o con una stampa multipla; più probabilmente con esposizioni multiple direttamente in macchina, anche se posso sbagliarmi. Il quadro finisce per evocare la sensibilità del tempo - un ammiccamento alla psichedelia - e dà il senso degli amabili capelloni (sulla scia dei Beatles), come Nick ama chiamare i primi Pink Floyd. E fa lo stesso effetto lo stile alla moda delle giacche floreali e delle cravatte. Gli stessi Floyd erano con ogni probabilità troppo esaltati dal ruolo di star per metterci qualcosa di loro. Vie Singh, dove sei ora, per raccontarci la genesi di questo lavoro?
Sfoggiare vestiti alla moda è tipico dell'industria rock, se non di rigore, in ogni tempo. Nelle questioni di guardaroba i Floyd non erano diversi da chiunque altro."


Tracklist
Da non perdere:

Pink Floyd. Pulse
In un DVD doppio la registrazione di uno dei 14 concerti tenutisi all'Earl Courts di Londra durante il Division Bell Tour, l'ultimo compiuto dalla band nel 1994 prima della separazione.
Il concerto è suddiviso in due parti e nella seconda viene eseguito tutto l'album The dark side of the Moon.



Nelle pagine di Wuz potete trovare anche:
Syd Barrett. Con lui finisce un'epoca. Una biografia e un ricordo
Addio Syd, diamante dei Pink Floyd. Il video sulla scomparsa di Barrett
In The Flesh di Roger Waters. La recensione e il tour dell'estate 2006



20 luglio 2006 Di Giulia Mozzato


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