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HOME | mercoledì 16 maggio 2012 |
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| Titolo |
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Lunático |
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| Artista |
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Gotan Project |
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| Etichetta |
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Ya Basta |
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| Prezzo |
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€ 20,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 20,50 |
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| Numero Dischi |
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1 |
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| Supporto |
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CD |
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| Data |
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6 aprile 2006 |
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| Genere |
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World, Latin, Etnica |
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| EAN |
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3700077618982 |
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Gotan Project
Lunático
Il ritorno in grande stile del tango, meraviglioso e passionale, orginale e inaspettatamente nuovo. Forse il primo gruppo, dopo Astor Piazzolla, a portare questo genere musicale a un successo mondiale "stratificato", diffuso e intergenerazionale.
Diferente è un brano perfetto, molto trasmesso dalle radio nazionali e locali: l'avrete ascoltato di certo. E con quasi altrettanta sicurezza potrei dire che vi è piaciuto sin dalla prima volta. La mescolanza di fisarmonica tradizionale ed elettronica, la stessa che aveva affascinato il pubblico con il precedente album La Revancha del tango, grandissimo successo internazionale, si ripropone sin dal suo attacco, diretto e forte e accompagna una voce femminile molto bella. Il suo titolo è la dichiarazione di un cambiamento, di una evoluzione musicale. Ma cos'è cambiato? Qual è la storia personale e musicale dei Gotan Project?
Il chitarrista Eduardo Makaroff incontra nel 1998 Philippe Cohen Solal, musicista e fondatore dell'etichetta ¡Ya Basta ! e reduce dalla collaborazione con lo svizzero Christoph H Müller. Uno viene da Buenos Aires, cresciuto nel rock, ma allattato a tango, gli altri due lavorano insieme da qualche anno. A loro si deve, tra l'altro, The Boyz From Brazil, un brano di successo per le discoteche. Decidono di unire le loro competenze per elaborare una sintesi inedita tra il tango e l'elettronica. E trovano un nome: Gotan, inversione delle sillabe di "tango" comprensibile sia a Parigi che a Buenos Aires.
Partendo dalla rielaborazione dei classici, come Vuelvo Al Sur di Astor Piazzolla - il vero ideatore del nuovo tango - e attorniati da un'équipe di esperti, mettono a punto Vuelvo Al Sur nella loro versione, seguito da Tríptíco, Santa María (del Buen Ayre) e in totale dall’album La Revancha Del Tango nel 2001, disco conosciuto ovunque e che ha portato il gruppo in tournée nel mondo intero.
Proprio questo successo iniziale, così forte, ha condizionato le scelte successive, favorendo anche una certa rielaborazione dell'esperienza che ha generato questo nuovo album, a distanza di 5 anni (che non sono certo pochi). È il grande Carlos Gardel "in persona" a suggerire il titolo, Lunático. E la collaborazione con numerosi grandi musicisti nasce anche dall'esigenza di dimostrare quali e quante siano le possibili accezioni del tango in questi anni: tango percosso, declamato, cantato, decantato, amato e rivisitato, nonché rappato.
Registrato tra Buenos Aires e Parigi, con uno stuolo di musicisti locali, vocalists come Càceres, Jimi Santos, i rapper argentini Koxmoz, la cantante Cristina Vilallonga, ha anche consolidato la collaborazione con il pianista argentino Gustavo Beytelmann (che vive da più di 25 anni a Parigi) incaricato di firmare gli arrangiamenti per un ensemble di strumenti a corda, violini e violoncelli, e con i Calexico. Si alternano così voci maschili e femminili, strumenti come il classico bandoneon, violoncelli, fisarmoniche, tutti a comporre melodie in tempo binario più o meno lento, in un mix molto riuscito.
Pensiamo alla milonga (ballo in due quarti, popolare verso la fine dell'800 nei sobborghi di Montevideo e di Buenos Aires, simile all'habanera - ricordate la Carmen di Bizet? - e in seguito "assorbito" dal tango) di Domingo (voce maschile) con ingressi forti di fisarmonica di chiaro riferimento piazzoliano. Ad Arrabal (voce femminile) quasi un ponte tra i ritmi d'Argentina e la saudage protoghese, una musica che ricorda al contempo le periferie cittadine (che qui contano milioni e milioni di abitanti) e le terre sconfinate dei gaucho, dove vige la solitudine. Al divertente il pezzo che dà il titolo al volume, Lunático, con archi in sottofondo e una voce maschile declamante, quella di Carlos Gardel! A Mi Confesión che vede la partecipazione dei rapper Koxmoz, "collettivo" della periferia di Buenos Aires, con un vago sentore di Balada Para Un Loco di Piazzolla.
 | | I Gotan Project fotografati da Pablo Carrera Oser / Tangophoto | Ancora la voce femmilie di Cristina Vilallonga per Amor Porteño, passionale canzone legata a un quartiere bohémien di Buenos Aires, con un sentore di chitarre country. Ecco il magnifico testo:
Una inquietante mirada de amor porteño Cálida y cruel No, no puedo creer que pasó Que el misterio sensuel de tu risa canyengue Se apagó
Brindo por esa ilusión de amor porteño Loco puñal Dulce y fatal, la nostalgia De un tiempo pedazo de Nosotros dos
Y yo que pensaba que no me importaba Que una caricia podía borrar el color De mi ciudad …
El código oculto de esa mirada Es como una señal Y no puedo zafar Un deseo sutil que temblando me viene a buscar
Il celebre Café Tortoni, locale art-deco della vecchia Buenos Aires, e la gelosia, sono al centro dell'ispirazione di Celos, melanconica ballata interpretata da Patrice Caratini al contrabbasso e Cyril Atef alla batteria. E poi Tango Canción, romantica e crepuscolare canzone frutto di un grande lavoro in studio; La Vigüela, che sarebbe una vecchia chitarra, ma anche un testo di Martín Fierro; Criminal, che ricorda come prima di diventare musica da ballo il tango era la colonna sonora dei "cattivi ragazzi"; Paris Texas, costruita sui ritmi lenti della baguala (tipica della cultura andina), è la perfetta unione tra l'universo dei gaucho argentini e quello dei cow-boy statunitensi, è una citazione di Ry Cooder e omaggio alla musica da film.
E chiudiamo con Notas (da habanera in tango attarverso uno strumento feticcio, il bandoneon) che racconta, con le parole di Eduardo Makaroff, di Argentina, di immigrazione, di nostalgia e dolore, ma soprattutto di tango:
Africanos en las pampas argentinas toques y llamadas de tambores candombe, tango
Un gaucho y una guitarra la payada milonguera y el fantasma de la indiada china, cebame un mate tango
Marineros, inmigrantes, bandoneón, violín y flauta habanera, canzonetas de los tanos piano piano nació el tango
Nació el baile compadrito y orillero guapo, futurista y nostalgioso mestizaje de europeos, negros, indios en el Río de la Plata hace mucho, no se sabe justo cuándo un buen día nació el Tango
| 11 luglio 2006 | | Di Giulia Mozzato |
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