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RECENSIONE

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Titolo Death Proof
Etichetta Warner Bros
Prezzo € 19,90
Prezzo IBS € 19,90
Numero Dischi 1
Supporto CD
Data 25 maggio 2007
Genere Pop e Rock Internazionale
EAN 0093624998860
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Death Proof



Lui è l’indiscusso protagonista del cinema anni ’90. Anzi, per qualcuno (compreso chi vi scrive) lui, specchio della modernità e di quel frullatore culturale nel quale ci siamo trovati nell’ultima decade, E’ il cinema. Nel bene e nel male. Ma soprattutto nel bene.  Quentin Tarantino non è un simbolo perché spinto da un ottimo ufficio promozionale ed un paio di colpi di fortuna. È un simbolo perché ha dimostrato di esserlo. 
In ogni piega del suo lavoro. 
Perché nulla nel suo cinema è mai stato concepito a caso. 
A partire dalle colonne sonore.


Death Proof. 
A prova di morte, non fa eccezione. 
È esattamente una colonna sonora per come la può concepire solo lui, Mr Quentin. 
E da questo punto di vista, state tranquilli, mai si potrà dire “questa è una sordida operazione commerciale”. Perché di commerciale, nelle colonne sonore tarantiniane, non c’è nulla. Anzi, a riprova della maestria di un uomo che brilla per intelligenza (e questo è fuor di dubbio), Tarantino ha reso commerciale i fondi di magazzino di polverosi negozi chiusi da secoli a New York. Recuperando a volte vecchie lacche a 7” di soul, utilizzate come bilico sulle navi dei porti Usa. Un po’ la storia della riscoperta del northern soul, insomma.

Pulp Fiction è diventato un culto anche grazie alla sua colonna sonora. E non ditemi che lì dentro c’era un solo pezzo ad uso e consumo del mass marketing. Per non parlare dei titoli introduttivi di Reservoir Dog. O del citazionismo clamoroso di Jackie Brown. Senza dimenticarsi le gemme di Kill Bill I & II. Insomma, tutto.

Ma torniamo alla colonna sonora di Death Proof.


Chi ha nel cuore la musica, non resiste dopo il colpo di grazia della traccia numero 5: The Jeepster dei T-Rex. Tarantino toglie la ruggine al capolavoro Electric Warrior, ridando una dignità mai troppo tributata ad una delle figure più belle dell’intera storia del rock: Marc Bolan. Basterebbe questo per avere Death Proof, a casa, sul comodino.
Ma questo è un brano tutto sommato famoso, e Tarantino non si accontenta di certo. Per questo subito dopo, a coda di un “excerpt” audio del film (caratteristica presente nella colonna sonora di A Prova di Morte, così come in tutte le altre) parte una Stagerlee dei Pacific Gas and Electric, oscurissimo e cultologico oggetto misterioso degli anni Settanta. Prima che si scateni il momento Stax (Tarantino è sempre stato un devoto dell’alter ego soul della Motown) con Good Love, Bad Love di Eddie Floyd.
MERAVIGLIA.


Non è solo la musica, in Tarantino e in Death Proof. È anche la sequenza. Il crescendo. Il silenzio. Il movimento. L’alternanza. Il contesto nel quale si sviluppa. Certo che poi i cameo di Pino Donaggio (Sally and Jack, per gli amanti del cinema, il simbolo di Blow Out di De Palma) e di Riot In Thunder Alley di Eddie Beram (parliamo di un 45” pubblicato nel 1962 e credo venduto in 500 esemplari)…

C’era una meravigliosa collana, alcuni anni fa. Riguardava musicisti che selezionavano i loro brani oscuri e basilari. Oppure di artisti che si chiudevano in una radio e confessavano, disco dopo disco, le loro passioni più nascoste. Si chiamavano The Song That Taught Us. Erano edite in vinile doppio, apribile gatefold. Musica difficile e impegnativa, ma meravigliosa. Ecco, sarebbe il caso di produrne un’altra The Song That Tarantino Taught Us. Quello che ci ha insegnato Tarantino. Negli ultimi anni, direi moltissimo!


Una scena del film
La tracklist


1.   Jack Nitzsche - The Last Race 
2.   Smith - Baby, It's You 
3.   Ennio Morricone - Paranoia Prima 
4.   Eli Roth & Michael Bacall - Planning & Scheming 
5.   T Rex - Jeepster 
6.   Rose McGowan & Kurt Russell - Stuntman Mike 
7.   Pacific Gas & Electric - Staggolee 
8.  Joe Tex - The Love You Save (May Be Your Own) 
9.   Eddie Floyd - Good Love, Bad Love 
10. The Coasters - Down in Mexico 
11. Dave, Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich - Hold Tight 
12. Pino Donaggio - Sally and Jack 
13. Willy DeVille - It's So Easy 
14. Tracie Thoms & Zoe Bell - Whatever-However 
15. Eddie Beram - Riot in Thunder Alley 
16. April March - Chick Habit


Leggi la recensione del film


29 giugno 2007 Di Mario Ruggeri


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