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Cominciamo a leggere: Le perfezioni provvisorieUn romanzo di Gianrico Carofiglio edito da Sellerio
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Uno
Tutto cominciò con un'innocua telefonata di un vecchio compagno di università. Sabino Fornelli fa l'avvocato civilista. Quando un suo cliente ha un problema penale, lui chiama me, mi passa il caso e poi non vuole saperne più niente. Come molti civilisti, pensa che gli uffici giudiziari penali siano posti malfamati e pericolosi, e preferisce tenersene alla larga. Un pomeriggio di marzo, mentre ero impegnato a studiare un ricorso che avrei dovuto discutere il giorno dopo in cassazione, Sabino Fornelli mi chiamò. Erano parecchi mesi che non ci sentivamo. «Ciao Guerrieri, come stai?». «Bene, e tu?». «Come sempre. Mio figlio è andato a farsi tre mesi di scuola negli Stati Uniti». «Bello. Ottima idea, avrà qualcosa da ricordarsi». «Anch'io avrò qualcosa da ricordarmi: da quando è partito mia moglie mi massacra con la sua ansia, e io sto per diventare pazzo». Continuammo ancora per qualche minuto con questi convenevoli, poi arrivammo al punto. C'erano due suoi clienti che dovevano parlarmi di una cosa molto delicata e anche urgente. Abbassò il tono della voce, quando disse delicata e urgente, in un modo che mi parve un po' ridicolo. Il caso più grave che fino ad allora mi aveva passato Fornelli era una drammatica vicenda di ingiurie, percosse e violazione di domicilio. Insomma, considerati i precedenti non ero troppo incline a prendere sul serio la classificazione di delicatezza e urgenza dei casi che mi passava Sabino Fornelli. «Domani vado a Roma, Sabino, e non so a che ora rientro. Dopodomani è sabato, e dunque puoi farli venire - diedi una rapida occhiata all'agenda - lunedì sul tardi, dopo le otto. Di che si tratta?». Ci fu una breve pausa. «Va bene per dopo le otto. Ma vengo anch'io, li accompagno, così ti spieghiamo insieme. È meglio, per una serie di ragioni». Toccò a me fare una breve pausa. Non era mai accaduto che Fornelli accompagnasse al mio studio i clienti che mi passava. Stavo per chiedergli quali erano queste buone ragioni e per quale motivo non poteva accennarmi niente al telefono, ma qualcosa mi trattenne. Così dissi va bene, ci saremmo visti da me lunedì alle otto e mezza, e chiudemmo la comunicazione. Rimasi qualche minuto a chiedermi di cosa potesse trattarsi. Non trovai una risposta e alla fine tornai al mio ricorso per cassazione.
© Sellerio editore
Gianrico Carofiglio - Le perfezioni provvisorie 336 pag., € 14,00 - Sellerio (La memoria) ISBN 978-88-389-2454-5
| 21 gennaio 2010 | | Di Gianrico Carofiglio |
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