|
|
 |
|
| |
HOME | domenica 27 maggio 2012 |
 |
|
|
|
|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
 |
Cominciamo a leggere: Il cielo rubato. Dossier RenoirUn romanzo epistolare di Andrea Camilleri, edito da Skira
Leggi la recensione
Gent.ma Signora Alma Corradi Piazza Xxxxx, 2 Roma
Agrigento, 23 dicembre 1999
Gentile Signora, mi permetta di dirle che considero la sua lettera pervenutami ieri come il più bel regalo di Natale che mai potessi immaginare. Non solo per il contenuto, ma direi soprattutto per il suo giungermi totalmente inaspettata. E per l'avermi riportato, d'un balzo, ai tempi della mia gioventù oramai da gran tempo dimenticata. Lei dunque mi comunica d'avere scoperto su di una bancarella di libri usati in quel di Torino un mio volumettp stampato (assai male!) nel 1960 da una piccolissima casa editrice di Reggio Calabria da anni andata in fallimento e non solo l'ha comprato e letto, ma me ne scrive in termini assolutamente lusinghieri. Come lei comprenderà, la cosa mi ha fatto molto piacere, è assai difficile resistere alla vanità. La sua lettera mi ha invogliato a rileggere quel mio lontano scritto (ne posseggo un'unica copia) e devo confessarle che la lettura mi ha provocato un acuto senso di disagio. Perché, a parte qualche intelligente considerazione, vi ho ritrovata tutta la sicumera e anche l'arroganza dei miei venti anni. Lei mi chiede come mai io sia stato il primo in assoluto a sostenere che in due affreschi della chiesa di Capistrano (Catanzaro) sia di certo intervenuta la mano di Pierre-Auguste Renoir. Lei, generosamente, parla di una mia "strabiliante intuizione" e di una "profondissima, maturata conoscenza del mondo pittorico del Maestro dell'Impressionismo". Infatti, è quello che io lascio credere nel mio giovanile e supponente libretto. Ma ora, arrivato all'inizio della vecchiaia, o meglio, a vecchiaia già iniziata, mi sento di poterle dire tutta la verità. La mia nonna materna, alla quale ero molto affezionato, era nata proprio a Capistrano nel 1874, figlia di un muratore. Quindi aveva 7 anni quando vi arrivò il Maestro. Nella sua memoria di bambina era rimasta impressa la figura di un pittore francese, che lei chiamava il signor Renuà, il quale, visto che gli affreschi della chiesa locale si stavano distruggendo a causa dell'umidità, decise in qualche modo d'arrestarne la rovina definitiva operando una sorta non di restauro ma di rifacimento. Per far ciò, si servì dei normalissimi colori usati dai muratori per dipingere le pareti o le facciate delle case e a fornirglierli fu proprio il padre di mia nonna. La quale ricorda in proposito di avere accompagnato suo padre (era il primo viaggio che faceva) in un paese vicino dove, da un muratore amico, egli fece rifornimento di un particolare colore azzurro, che a lui era venuto a mancare per il grande uso che ne faceva il pittore francese. Che era la prima volta in vita sua che tentava la pittura a fresco e oltretutto con mezzi impropri. Il volumetto quindi non è stato il frutto di attente ricerche miste a illuminanti intuizioni, come ho lasciato credere, bensì non è altro che la fedele trascrizione di un ricorrente racconto di mia nonna. A me bastò inoltre una breve visita alla chiesa per avere conferma di tutto. Il viso dell'angelo nel "Battesimo di Gesù" è indiscutibilmente quello di Aline Charigot, modella, amante e poi moglie di Renoir e da lui ossessivamente ritratta. Tre anni dopo l'uscita del mio volumetto, passato del tutto sotto silenzio, in Italia veniva pubblicata la traduzione della biografia che Jean Renoir, il regista de "La grande illusione", aveva dedicato a suo padre e che era apparsa in Francia l'anno precedente. In essa, come ricorderà, a proposito di questi affreschi, Jean dice che suo padre li "rifece" ("refit" nell'originale). Verbo che mi pare assai importante perché significa, a mio avviso, che Renoir non li rifece ex novo, ma ripassò il colore cancellato dall'umidità e modificò sostanzialmente alcuni tratti ove questo intervento si era reso necessario. Circa la località (Pierre-Auguste dice al figlio che si trattava di un piccolo paese di montagna, senza farne il nome), non credo possano esistere dubbi che sia proprio Capistrano. Tutto sommato, questi affreschi non hanno a mio parere alcun valore intrinseco, ne hanno semmai sub specie della curiosità e dell'interesse turistico. Gentile Signora, le sono infinitamente grato per la sua lettera, Il ricordo del mio tempo giovanile ha in qualche misterioso modo agito da tonificante. La ringrazio ancora e le auguro buon Natale e un felice anno nuovo.
Suo
Michele Riotta
© 2009, Skira
| 13 luglio 2009 | | Di Andrea Camilleri |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|
Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.
Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
|
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
|
 |
| I siti del network: |
|
|
|
|