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Cominciamo a leggere: La danza del gabbiano

Una nuova avventura del Commissario Montalbano nell'ultimo romanzo di Andrea Camilleri, edito da Sellerio 

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                                                       Uno

Fu verso le cinco e mezza del matino che non ce la fici cchiù a ristarisinni corcato coll'occhi sbarracati a taliare il soffitto.
Era 'na cosa che gli era principiata con le vicchiaglie: di solito, passata la mezzannotti, si stinnicchiava a letto, Uggiva 'na mezzorata, appena che la vista accomenzava a fargli pupi pupi chiuiva il libro, astutava la luci del commodino, pigliava la posizioni giusta, che era di corcarisi supra al scianco destro, le ghinocchia piegate, la mano dritta aperta a palmo in su supra al cuscino e la guancia appuiata alla mano, 'nsirrava l'occhi e di colpo s'addrummisciva.
Spisso per fortuna annava avanti col sonno fino a matino, capace che se lo faciva in una sula tirata, ma inveci certi nuttate, come chista appena passata, fatte sì e no un dù orate di durmuta, s'arrisbigliava senza nisciun motivo e non c'era cchiù verso d'arrinesciri a ripigliari sonno.
Una volta, junto allo stremo della disperazioni, si era susuto e sinni era ghiuto a vivirisi mezza buttiglia di whisky, nella spiranza che gli faciva calare sonno. La conseguenzia era stata che s'era appresentato in commissariato all'alba e completamenti 'mbriaco.
Si susì, anno a rapriri la portafinestra della verandina.
La jornata che s'appresentava era 'na vera billizza, tutta tirata a lucito, pariva un quatro ancora frisco di colore. La risacca assaccava però tanticchia cchiù forte del solito.
Niscì fora ed ebbe un addrizzuni di friddo. Si era a mità majo e in altri tempi già ci sarebbi stato un càvudo squasi estivo, invece la jornata pariva ancora marzulina.

Porsi si sarebbi guastata verso la fine della matinata. A mano dritta, da monte Russello, arrancava già qualichi nuvola nìvura.
Trasì, anno in cucina e si priparò il cafè. Si vippi la prima tazza e si chiù! in bagno. Quanno niscì, vistuto, pigliò la secunna tazza di cafè e se l'anno a viviri assittato nella verandina.
«Matutino è stamatina, commissario!».
Isò 'na mano in signo di saluto.
Era il signor Puccio che ammuttava la varca in acqua, ci acchianava, principiava a remare puntanno al largo. Da quanti anni era che gli vidiva sempre fari gli stissi movimenti ?
Po' si perse a taliare il volo di un gabbiano.
Oramà gabbiani sinni vidivano picca, va a sapiri pirchì avivano traslocato in paìsi. Ma macari a Montelusa, a deci chilometri dalla costa, ci 'nn'erano a centinara, era come se l'aceddri si fossero stuffati del mari e sinni stissiro alla larga dalle onde. Pirchì si erano arridotti a circare il loro mangiari nella munnizza citatina inveci di annari a piscarisi pisci frisco ? Pirchì si erano degradati fino a dovirisi sciarriari coi surci per una testa di pisci putrefatto ? Ma si erano volutamente arridotti accussì o era cangiato qualichi cosa nell'ordine della natura ?

© 2009, Sellerio


12 giugno 2009 Di Andrea Camilleri


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