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Cominciamo a leggere: Album di famigliaL'incipit dell'ultimo libro di Nando dalla Chiesa, edito da Einaudi
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Prefazione
Io so. Io so che cos'è una famiglia. Anche se mai ho preteso di insegnarlo ad alcuno, né mai ho dettato prescrizioni in materia, come un farmacista infallibile. Anche se mai ho predicato l'indissolubilità del matrimonio. Anche se prima in parlamento e poi in un referendum popolare ho votato per consentire la fecondazione assistita. Anche se ho mandato i miei figli alle scuole pubbliche. Io so. Per questo mi ribello se la vedo usare come un totem maledicente nella lotta politica, o come una frusta per sfigurare donne e uomini affannati. È altro, la famiglia. L'ho imparato vivendo esempi e affetti grandi e ricchi. Partecipando al grande viaggio a tappe delle generazioni che si inseguono. Da lei ho tratto la prima, insostituibile spinta ad amare e rispettare il mio prossimo, a guardare al mondo con fiducia. In lei ho trovato riparo insuperabile dalle avversità e dalle amarezze che solcano la vita. Da lei ho ricevuto radici indistruttibili a dispetto delle tante esistenze con le valigie in mano di cui, nel mio caso, si è nutrita.
Ho vissuto questa dimensione privata e intima all'interno di una vicenda pubblica che l'ha messa continuamente alla prova. E che a sua volta non si sarebbe svolta come si è svolta se non avesse avuto questo retroterra preziosissimo, capace di trasmetterle continuamente linfa e slancio. Una vicenda pubblica che per lunghi periodi si è strettamente intrecciata con la storia nazionale, in certi punti fino a esemplificarla. Così che parole, esempi, atti e scelte vissuti in privato si collocano, retrospettivamente, in contesti che appartengono e parlano a tutti. Venendone caricati di significati ulteriori. Ho voluto ricostruirli in una piccola galleria autobiografica che oltrepassa più volte i confini dell'autobiografia. Trentacinque brevi colloqui immaginari con gli affetti di quattro generazioni, dai miei nonni ai miei figli. Gioie inestinguibili, orgogli e umiliazioni, malinconie dolci, ferite che bruciano ancora. Un album di famiglia sfogliato partendo da un oggetto, un luogo, una frase, un episodio, una foto, un ricordo. Trentacinque tessere apparentemente disordinate per comporre un mosaico in cui tutto svela alla fine una sua coerenza. Per dare il senso di un lungo percorso plurale e degli intrecci misteriosi che giungono puntualmente a riannodare sentimenti e memorie. Per rendere conto di come una famiglia ha affrontato la sua pubblica storia, così che anche questa possa essere riletta - da chi lo vuole - con qualche sfumatura in più. E infine per raccontare come, grazie e dentro a questa fitta rete di affetti, alcuni valori di fondo si sono trasmessi attraversando gli sconvolgimenti sociali e politici di un secolo intero. Dalle generazioni dell'ultimo Ottocento fino a quelle del Duemila. Da chi conobbe entrambe le guerre a chi venne educato sotto il fascismo e scelse la Resistenza; da chi divenne adulto con il Sessantotto a chi fece la prima comunione il giorno dopo l'assassinio di Falcone. Perché, pur nei grandi cambiamenti e al di là dei conflitti tra padri e figli, alla fine è la famiglia che, trasmettendo i suoi valori, da senso e continuità alla nostra storia. Che ci fa scegliere, anche, come camminare con gli altri, come stare in quella che talvolta con troppa deferenza chiamiamo la Storia.
© 2009, Einaudi
| 07 maggio 2009 | | Di Nando dalla Chiesa |
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