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Cominciamo a leggere: La Tana degli Alberibelli

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Le prime pagine del romanzo di Marino Magliani edito da Longanesi

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                Al largo della costa ligure, 19 febbraio 2008

La città spariva dalla vista, inghiottita dai flutti, e riemergeva dopo qualche istante.
   La sovrastava il vecchio borgo, resti gialli di mura di cinta e una ragnatela di palazzi moderni, qualche palma sbattuta, un convento pieno di logge.
   L'uomo chiuso nella mantellina remava verso levante, controvento, guardando davanti a sé la cima del molo. L'appuntamento era lassù, sull'ultima panchina. Ma non si era fidato. Per questo era sul gozzo.
   Appena le onde gli rotolarono al fianco, lasciò i remi, s'abbassò il cappuccio e prese il binocolo nello zainetto. Per guardare meglio si era alzato. Si asciugò la faccia e puntò l'imboccatura del molo. I soliti pensionati passeggiavano a ridosso. Oltre, il muragliene sparavento era deserto. Anche dalle parti del faro e tra gli scogli, era tutto tranquillo. Con il binocolo seguì orizzontalmente l'intera struttura fino alla panchina in cima. Là notò una figura. Era certamente lui.
   Sentì il sudore colare caldo lungo la schiena, le braccia e il volto si rilassarono, si risedette sul banco del gozzo e attese. Dopo un po' guardò l'ora, cercò il cellulare e chiamò di nuovo.
   «Sto arrivando. Scendo ora la scalinata di Santaleula... Mi bastano pochi minuti, ripeto: indosso un giubbotto nero e un cappelline rosso della Ferrari.»
   «Sono già qui», fu la risposta.
   «In cima?»
   «Vedi solo me.»
   «Bene.»
   Spense e riprese il binocolo. La figura s'era alzata dalla panchina e s'era rivolta alla costa. Dalla città si levavano rumori di traffico, sirene. Sul molo e sul mare, non giungeva quasi nulla.

Santaleula. La città col porto turistico che sarebbe diventato il più grande del Mediterraneo. Gli occhi ci avrebbero fatto l'abitudine, come si impara a collegare a una bocca un sigaro, una barba a una faccia. Controllò di nuovo l'imboccatura del molo. I rimbalzi rendevano instabili anche le mani.
   "Ora deve arrivare..."
   Perse il punto d'imboccatura e, quando lo ritrovò, vide che era apparso qualcuno. Andatura da giovane. Era risalito per la scaletta e avanzava sul muraglione spartivento, vestito di scuro. Di che colore fosse il cappello, né se l'aveva in testa, non poteva dirlo, ma era lui. Non poteva che essere lui. Non era un giorno da passeggiate sul molo.
   L'aveva convinto solo un paio di giorni prima, l'aveva conosciuto a Sanremo, al casinò. Duecento euro al momento più le spese e duemila a lavoro fatto. La consegna di foto di corna. Gli aveva fornito gli indumenti per farsi riconoscere. Il giovanotto aveva accettato, s'era provato il cappelline fin da subito, senza fare domande. Assieme ai duecento aveva preso la busta delle foto e l'aveva tastata.
   Prima di sera sarebbe tornato al casinò.
   Adesso, camminava ben visibile, sul muraglione, cappelli-nò in testa e giubbotto nero.
   L'uomo sulla barca non aveva più dubbi. Mancava ancora una cosa, la più importante, fra poco avrebbe verificato anche quella.

© 2009, Longanesi & C.



14 aprile 2009 Di Marino Magliani


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