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Cominciamo a leggere: Gli amici del Bar MargheritaUn romanzo di Pupi Avati edito da Garzanti
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Una volta c'era una città grande e lunga, soleggiata o piovosa nei giorni giusti, che noi chiamavamo Bologna e ancora oggi, se desideri ricordare un posto che non c'è più, c'è chi dice quel nome e ti torna in mente una città grande e lunga, soleggiata o piovosa. Lì c'erano tutte le persone che ti servivano, nel centro o nella periferia, qualunque genere di persona cercassi, avessi voglia di vedere o di salutare, lì sapevi che c'era e prima o poi l'avresti trovata. Non ne mancava nessuna. In questa città c'era una quantità limitata di belle ragazze e un numero sterminato di brutte, ma c'era anche un sacco di altra gente che non sto a nominare per delicatezza. Il posto più bello di quella città era il Bar Margherita. Era in via. Saragozza proprio a fianco del fornopasticceria della signora Neri, quella alta, dai capelli neri sulle spalle che tutti gli uomini della zona la amavano. Chi legge questo capolavoro di sicuro se la ricorda. Nel 1954, in via Saragozza, ci bastava vedere come erano vestiti i fratelli Aliprandi per capire come era cambiata la stagione: dal 21 settembre impermeabile autunnale, cappotto nero per l'inverno, completo di gabardine per la primavera e dal 21 giugno abito bianco di puro lino... Oltre alla Wally erano loro i busoni ufficiali di via Saragozza e si illudevano di essere i migliori sarti da uomo di Bologna. La mattina erano i primi a farsi vedere al Bar Margherita. Erano gli unici clienti a chiamare il padrone del bar signor Walter, mentre tutti gli altri lo chiamavano Water e a lui gli giravano le maracas e non ci fece mai l'abitudine... La parete più bella del Bar Margherita era quella di fronte al bancone, quella delle foto. Ogni anno quelli del Bar Margherita si facevano una foto di gruppo, davanti ai tavolini, sotto il portico di via Saragozza. Era questa l'abitudine di quelli del Bar Margherita. Chi si faceva fotografare con il cappello, chi con un bicchiere di birra in mano, chi con un'antenna della televisione, chi appoggiato a una colonna del portico, chi mentre succhiava una caramella, chi poggiato al bastone e chi con una mano in tasca o con due. La foto più bella di tutte fu quella del 1954, l'anno in cui al Bar Margherita ci furono solo campioni che tutta Bologna gli invidiava. Campioni nel gioco delle boccette o della briscola, nell'andare a donne, nel bere gli aperitivi, nel ballare nelle balere, nel raccontare barzellette, nel fare le curve in automobile, nel mangiare le tagliatelle o negli scherzi da fare. Quella che sto per raccontarvi è la grande avventura che io vissi quell'anno per diventare uno di loro, per essere con loro in quella foto. Anche se era considerato molto difficile io ci riuscii. Però in quella foto io non ci sono.
© 2009, Garzanti
Pupi Avati – Gli amici del Bar Margherita 143 pag., € 12,60 - Garzanti (Narratori moderni) ISBN 978-88-11-68123-6
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