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A testa alta. Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario - Stancanelli Bianca - wuz.it

A testa alta. Don Giuseppe Puglisi: storia di un eroe solitario di

"Questa è la storia di Giuseppe Puglisi, prete-coraggio in terra di Sicilia. Fu eliminato nel 1993 perché, sottraendo i bambini alla strada, li sottraeva al reclutamento della mafia che nel rione Brancaccio, alle porte di Palermo, ha da tempo immemorabile creato un vivaio di manovalanza criminale. Un caso di inquietante solitudine. La solitudine dell'uomo di fede, impavido fino al sacrificio di sé. Una solitudine che Bianca Stancanelli racconta con appassionata meticolosità e rara efficacia letteraria nella convinzione - vedi la citazione di Borges in apertura di libro - che talvolta, a illuminare il buio della nostra generale codardia, basta l'esempio di un solo hombre valiente. È un modo per avvertire il lettore che quella che si accinge a leggere è la biografia di un piccolo prete dal grande cuore, un eroe vero tra tanti eroi di cartapesta, deciso a dare un'anima a un quartiere che un'anima non l'ha mai avuta, un quartiere abbandonato dallo Stato e posseduto dal diavolo, dove è già un atto di sfida camminare a testa alta". (Ermanno Rea)

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  • Streghetta il 14 gen 2014 20:29 Segnala abuso

    "Era un uomo buon solo disarmato. In quattro andarono a sparargli. Lo spiarono, lo seguirono, lo raggiunsero sul portone di casa. In silenzio gli andarono alle spalle. Lo fermarono. E per fermarlo...

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    "Era un uomo buon solo disarmato. In quattro andarono a sparargli. Lo spiarono, lo seguirono, lo raggiunsero sul portone di casa. In silenzio gli andarono alle spalle. Lo fermarono. E per fermarlo lo chiamarono padre, perchè era un sacerdote. Immobile, l'omicida teneva in pugno la vittima e la pistola. Non ebbe il coraggio di parlare. E un altro mentì per lui. "E' una rapina", disse. Ai suoi assassini rivolse tre parole: "me lo aspettavo". Furono le ultime che pronunciò. Sorrise, e fu l'ultimo dei suoi sorrisi. Dei quattro, uno solo sparò. Un solo colpo. Alla nuca. Per rabbia lo uccisero. Per rabbia, per paura, per invidia. Perchè dall'altare li aveva chiamati animali. Perchè lo minacciavano, e camminava a testa alta. Perchè in Sicilia, terra di rispetto, stava insegnando che si può dire di no. Dopo, qualcuno si vantò, qualcuno si pentì, qualcuno disse che era stato costretto. Uno dopo l'altro, tutti finirono in trappola. Balbettò l'assassinio: " Pesava su di noi un fato oscuro, una maledizione..." Questa è la storia del parroco di Brancaccio. E' la storia di un uomo che ha avuto coraggio."

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