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L' L' amica geniale. Vol. 1

L' L' amica geniale. Vol. 1 - Ferrante, Elena - wuz.it

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Scelto da IBS per la Libreria ideale perché l’autrice - amatissima dai lettori di tutto il mondo - è elusiva al punto da aver alimentato un mistero duraturo e coinvolgente nella comunità dei lettori. Ma tant’è: vita e letteratura sono anch’esse amiche geniali, e confondono talvolta i propri limiti sfumando reciprocamente l’una nell’altra.

Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l'autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell'infanzia e dell'adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.

Dettagli sul libro
2 recensioni
Nella libreria di 45 lettori

Il voto della community

7,6
  • Trama 7,5
  • Personaggi 8,2
  • Stile 7,9
  • Incipit 7,2
  • Finale 7,4
  • Copertina 7,1

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Commenti

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  • TIMreading il 07 ago 2017 17:42 Segnala abuso

    L'amica geniale - Volume primo Care lettrici, cari lettori, provate a leggere questo libro e vorrete che non finisca mai. Elena Ferrante, con il suo nuovo romanzo, torna a sorprenderci, a...

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    L'amica geniale - Volume primo Care lettrici, cari lettori, provate a leggere questo libro e vorrete che non finisca mai. Elena Ferrante, con il suo nuovo romanzo, torna a sorprenderci, a spiazzarci, regalandoci una narrazione-fiume cui ci si affida come quando si fa un viaggio con un tale piacevole agio, con un tale intenso coinvolgimento, che la meta più è lontana e meglio è. L'autrice abbandona la piccola, densa storia privata e si dedica a un vasto progetto di scrittura che racconta un'amicizia femminile, quella tra Lila Cerullo ed Elena Greco, dall'infanzia a Napoli negli anni Cinquanta del secolo scorso fino a oggi... http://tim.social/qz8su1

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  • sabrinapamela il 10 mag 2016 08:03 Segnala abuso

    Il nostro gruppo lettura ha scelto questo libro per il mese di maggio. È così ci siamo tuffati in questa quadrilogia che così tanto successo ha raccolto. Addirittura in America lo leggono come se...

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    Il nostro gruppo lettura ha scelto questo libro per il mese di maggio. È così ci siamo tuffati in questa quadrilogia che così tanto successo ha raccolto. Addirittura in America lo leggono come se fossero i novelli Promessi Sposi. Ecco, io devo dire che tutto questo coinvolgimento, tutta questa passione, tutto questo amore per la Ferrante non li ho provati. Intendiamoci, il libro mi è piaciuto, è molto scorrevole, piacevole, si legge volentieri e per questo proseguirò con il secondo, chiaramente la curiosità di vedere che cosa fanno Lila e Lenù c'è. Però la storia si svolge senza grossi eventi, almeno nel primo libro la vita di queste ragazzine assomiglia a quella di molte altre, a quella che ognuna di noi scavando nel proprio passato, almeno in parte, può ricordare. Il punto focale infatti non sta tanto nella trama quanto nel nodo gordiano che lega le due amiche, nel loro rapporto esclusivo che le fa diventar l'una lo specchio dell'altra, l'una la propaggine dell'altra. Ognuna delle due cresce e migliora attraverso l'altra, pur seguendo destini diversi. Il nucleo centrale sta nella frase con cui Lila si fa promettere da Lenù che lei studierà sempre. Lila non ha potuto farlo, ma come, da ragazzina, studiava da sola, nella scia di Lenù che andava a scuola e anzi diventando più brava, senza sedersi nei banchi, così da adulta non studia più ma desidera che a farlo, anche per lei, sia Lenù perché quel è l'unica strada che le può portare fuori dal rione. Allo stesso modo in cui da piccole avevano provato a prendere il tunnel che le conduceva fuori da quel mondo piccolo, fatto di violenza, di onore da rispettare, di donne troppo sottomesse ai mariti, di padri che alzavano le mani. Dicono che dopo il secondo libro si crea una vera e propria dipendenza ...... Staremo a vedere.

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Il parere della redazione di Wuz

  • Non c’è lampada che si possa strofinare abbastanza da farne uscire un’amica vera, neppure se questa è un’amica geniale. Elena Greco – detta Lenuccia – e Raffaella – per tutti Lina , ma per l’amica sarà sempre Lila - lo sanno bene, ed è per questo che l’una si tiene stretta all’altra lungo tutto il corso di una vita. E le due vite partono parallele, in un rione popolare della Napoli degli anni cinquanta, per poi proseguire lungo traiettorie distinte, inscritte nelle contingenze e nelle scelte dettate da due caratteri diversi. Elena, la cui voce ci narra la vicenda, la prende alla lontana, e comincia a raccontare sin dall’infanzia e da quei giorni di scuola in cui la maestra tributa continui omaggi all’intelligenza e alla bravura di Lila, bambina alla quale tutto sembra venir facile, spontaneo. Nella luce di questa sua amica geniale, anticonformista, dall’intelligenza brillante e dal carattere inquieto e selvatico, Elena vive e cresce. Fuori dalla classe, lontano dai banchi, il mondo è dominato da figure maschili sanguigne, iraconde, temibili. Come quella di Don Achille, babau di cui si favoleggiano gesta crudeli e mitologiche, uomo che vive in un apartamento in cima alla rampa di scale più tetra che ci sia: una rampa che un giorno Lenuccia e Lila si daranno reciprocamente coraggio di salire. Sono i gesti come questi, o le scorribande finite a sassaiole contro le bande di ragazzi, che consolidano e rendono speciale giorno dopo giorno l’amicizia delle due bambine.Un’amicizia, appunto, più forte di ogni differenza, e che anzi proprio dalle differenze trae sostentamento e si rafforza. Anche quando Lila è costretta a lasciare gli studi, per i quali era tanto portata, e avviarsi verso le pastoie di un fidanzamento che certamente le andrà stretto, mentre Lenuccia avrà la possibilità di affrancarsi attraverso lo studio dalle miserie cui la sua condizione la condannerebbe.Il romanzo comincia con la scomparsa di Lila, avvenuta attorno ai settant’anni di età, che spinge Elena a mettersi sulle tracce dell’amica e a ripercorrere, a tutto beneficio del lettore, la storia che le ha unite. Vividissima è la descrizione della Napoli degli anni cinquanta e alle soglie del boom economico, colta soprattutto nelle luci e negli odori dei quartieri più popolari, e teatro dell’infanzia delle due amiche. Una macondo violenta e meravigliosa per sopravvivere nella quale è necessario vestirsi di una corazza ben spessa, a dispetto delle tenerezze che si possono covare in petto. E poi, più avanti nel tempo, assistiamo in filigrana all’affermarsi di un costume maligno che – lo intuiamo – degenererà nelle forme criminali della camorra, frutto terribile di quella stessa attitudine. Il romanzo, pur compiuto e leggibile come storia a sé stante, s’interrompe sulla soglia dei sedici anni di Lenuccia e Lila, per darci appuntamento fra qualche mese, con la seconda puntata di questa saga, che si preannuncia lunga. Ma chi è Elena Ferrante? L’autrice di “L’amore molesto” è elusiva al punto da aver alimentato un mistero duraturo e coinvolgente nella comunità dei lettori. Goffredo Fofi, che disse un gran bene della prima prova narrativa di Ferrante, è fra coloro che sono stati sospettati di essere la penna dissimulata da uno pseudonimo. A riprova di questo, è stato fatto notare come le poche interviste realizzate con Ferrante siano praticamente tutte opera di Fofi. Ma la cospirazione più accreditata è quella che vorrebbe che Elena Ferrante sia in realtà Domenico Starnone. Un’autrice elusiva, irrintracciabile (e forse non è un caso che l’ultimo dei tre libri di cui si compone “Autobiografia erotica di Aristide Gambia” s’intitoli proprio “Le irrintracciabili”). Se non è Starnone, si è anche detto, è senz’altro sua moglie, Anita Raja, traduttrice e consulente editoriale della casa E/O, per la quale Ferrante pubblica. Il mistero s’infittisce, perché autorevoli critici si sono spesi a cercare al passino sottile alcune analogie stilistiche fra alcuni passaggi nei libri di Starnone (in particolare “Via Gemito”) e altri presenti nei titoli di Ferrante. Nessuno di questi investigatori, a dire il vero, se n’è uscito finora con quella che può essere considerata una “pistola fumante”, e anzi è lo stesso Starnone a smentire seccamente, nel suo ultimo libro, la veridicità delle affermazioni fatte da critici e sedicenti investigatori letterari. Ma tant’è: vita e letteratura sono anch’esse amiche geniali, e confondono talvolta i propri limiti sfumando reciprocamente l’una nell’altra.Elena Ferrante – L’amica geniale400 pag., 18 euro – E/O edizioniISBN 9788866320326 Continua a leggere

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