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Altre stelle uruguayane

Altre stelle uruguayane - Marelli Stefano - wuz.it

di

Sauro, ex turista, sopravvive in Sudamerica grazie a un lavoro che mai gli consentirà di tornarsene a casa. In un villaggio amazzonico conosce il Brujo, un vecchio barbone che gli racconta la sua avventurosa storia. Sotto quei panni puzzolenti si cela Nesto Bordesante, un uruguagio che, trascorsa l'infanzia in orfanotrofio e l'adolescenza nella pampa, diventa calciatore. Grazie al cognome italiano rubato al suo migliore amico, viene ingaggiato dalla squadra voluta da Mussolini e diventa uno strumento di propaganda del regime. Dopo il ribaltone, a causa dei trascorsi fascisti, mondo del pallone e società civile lo mettono al bando. Riparte da zero e, alla guida di una squadretta di periferia, sa conquistare l'ambiente che lo aveva ripudiato. Ma il gioco d'azzardo e una morale discutibile lo mettono nei guai: c'è una taglia sulla sua testa. Coi sicari ormai alle calcagna, Nesto approfitta di un capriccio del destino e si mette in salvo. Tutti lo credono morto. Ma lui, nell'ombra, s'inventa una nuova vita.

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1 recensione
Nella libreria di 2 lettori

Il voto della community

9,2
  • Trama 8,0
  • Personaggi 10,0
  • Stile 9,0
  • Incipit 10,0
  • Finale 8,0
  • Copertina 10,0

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Commenti

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  • KidChocolate il 26 giu 2013 17:39 Segnala abuso

    Tomo tomo, caccchio cacchio, 'sto Marelli magnetico se ne viene fuori con un romanzetto canaglia niente male. C'è tutto quel che serve e che piace: la sbornia facile, lo spaesamento di un deraciné...

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    Tomo tomo, caccchio cacchio, 'sto Marelli magnetico se ne viene fuori con un romanzetto canaglia niente male. C'è tutto quel che serve e che piace: la sbornia facile, lo spaesamento di un deraciné romantico il giusto, la nostalgia per l'age d'or del gioco del calcio. Più - atout non indifferenti - un gusto spiccato per i dialoghi e un bel senso del ritmo. Insomma, la storia c'è, ma potrebbe anche non esserci poi troppo: l'importante è la voce che la racconta. Bravo Stefano Marelli, e bello "Altre stelle uruguayane", che merita d'esser letto e di avere un posto sui nostri scaffali, accanto a Fabio Stassi e non troppo distante dalla mensola Soriano. Che il nostro sia bravo se n'è accorto anche D'Orrico, uno che - serafico e papale - unge i libri col suo aspersorio e li fa vendere, oppure storce sopracciglia neghittose, e allora son dolori. Tutto bello, intendiamoci, e la sponsorship del critico del "Corriere" per un esordiente è meglio di una vincita al totocalcio. ma quando si leggono cose come "Marelli è lo scrittore più bravo fra quelli - anche di larga fama - che sono stati presentati al salone di Torino", beh, allora le pelotas non girano più solamente a centrocampo, e verrebbe da chiedere al suddetto D'Orrico "... ma tu hai presenziato a TUTTE le presentazioni? Ma tu hai letto TUTTI i libri che sono stati presentati al salone?". Basta con gli editti, per favore. E basta con i soloni dei saloni, che si permettono poi pure di avanzare dubbi a mezzo stampa sullo stato di salute della critica in Italia. Certo che il paziente è moribondo, caro il mio D'Orrico, fino a quando a far diagnosi e somministrare le cure saranno gli stessi che delegittimano la funzione cui sono preposti. Ciò detto (e che vada ridetto), bravo Marelli!

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Marelli Stefano
Marelli Stefano

Vive a Sagno. Ha fatto il benzinaio, il turista, l'oste e il giornalista. Oggi fabbrica... leggi tutto

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