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Macchine mortali

Macchine mortali - Reeve Philip - wuz.it

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Futuro remoto. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe, vive in una Londra che si aggira per il mondo ormai deserto cercando di divorare altre città più deboli allo scopo di procacciarsi schiavi e risorse. Un caso fortuito porta il ragazzo a sventare il piano omicida di una giovane orribilmente sfigurata che attenta alla vita del capo della Corporazione degli Storici, l'archeologo Valentine. Prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del selvaggio Territorio Esterno, Tom riesce a farsi rivelare la sua identità. Ma, da quel momento, da eroe e si trasforma in preda. Età di lettura: da 11 anni.

Dettagli sul libro
2 recensioni
Nella libreria di 3 lettori

Il voto della community

6,3
  • Trama 6,0
  • Personaggi 6,0
  • Stile 5,5
  • Incipit 7,5
  • Finale 5,5
  • Copertina 7,0

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Commenti

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  • librisenzaglo il 23 feb 2019 12:53 Segnala abuso

    Il titolo del romanzo post-apocalittico dello scrittore (e illustratore) britannico Philip Reeve prende spunto da un verso dell’Otello di William Shakespeare (“mortal engines quartet”): Macchine...

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    Il titolo del romanzo post-apocalittico dello scrittore (e illustratore) britannico Philip Reeve prende spunto da un verso dell’Otello di William Shakespeare (“mortal engines quartet”): Macchine mortali viene pubblicato dalla Scholastic Children’s Books nel 2001. Da noi arriva tre anni dopo, viene ritirato dal commercio e poi pubblicato altre due volte, anche con diverso titolo: l’ultima è l’edizione a cura di Arnoldo Mondadori Editore. Il romanzo steampunk di cui parliamo ha vinto il Nestlé Smarties Book Prize 2002 e avviato una saga che conta a oggi tre sequel (gli ultimi due inediti da noi) e una trilogia di prequel (anch’esso inediti da noi). Pur rifacendosi ai recenti classici distopici young-adult (su tutti, chiaramente, Hunger Games) Macchine mortali moltiplica i suoi protagonisti. Non abbiamo a che fare con una sola ragazza, ma con ben due coppie di ragazze e di ragazzi, tutti adolescenti, e nessuno destinato a concludere il proprio percorso formativo da eroe. Non nel presente volume, quantomeno. Questo stratagemma serve a Reeve per alternare le ambientazioni, i punti di vista, quindi giocare con i colpi di scena e incalzare con un ritmo sempre più adrenalinico. Nonostante tutto alcune dinamiche narrative e deus ex machina siano piuttosto abusati (fortuiti salvataggi, inaspettate redenzioni…). Purtroppo, come detto, non tutte le storyline culminano perfettamente e almeno quella di un paio di personaggi si conclude troppo frettolosamente. In questo modo Reeve sacrifica le possibilità offertegli dalla doppia love story, e che avrebbe potuto fargli aggiornare il tipico schema “lei combattuta da due lui: quello figo e quello depresso“. Altro che Guerra dei Cent’anni, grazie alle armi nucleari l’uomo si è giocato tutto nella Guerra dei Sessanta Minuti. L’autore sfrutta quest’idea per motivare il classico scenario da deserto post-atomico canonizzato dalla saga di Mad Max e ripresa da Ken il guerriero. Stavolta però a darsi la caccia non sono guerrieri furiosi ma gigantesche città meccaniche affamate come belve. Fra ascensopolitana, escrementi riciclati e affari Old-Tech, Reeve gioca con il futuro usato tipico di Star Wars. Ambienta la storia in un lontanissimo futuro: le nuove generazioni si sa..ranno dimenticate delle nostre civiltà, e venerano come nuovo dio Nicholas Quirke (addirittura gli dedicano Quirke Circus e lo inseriscono nelle imprecazioni), colui che si è fatto venire l’idea del darwinismo urbano. Questo succede a Londra, una città continuamente presidiata dalle marce dei Beefeaters, comici quanto letali sulla falsariga degli Stormtrooper...

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  • ficie il 18 nov 2013 23:16 Segnala abuso

    Ottima l'idea di partenza (il "darwinismo urbano" è un colpo di genio), e la scelta dei due protagonisti. Peccato che, man mano che la vicenda si dipana, Reeves aggiunga sempre più trovate rozze...

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    Ottima l'idea di partenza (il "darwinismo urbano" è un colpo di genio), e la scelta dei due protagonisti. Peccato che, man mano che la vicenda si dipana, Reeves aggiunga sempre più trovate rozze e cliché - ben due incredibili redenzioni all'ultimo minuto, deus ex machina a volontà, e una brutale e controproducente decimazione dei personaggi (quando il quarto comprimario viene sacrificato si capisce già in che direzione si sta muovendo l'autore). Non un pessimo libro, peccato che delle buone premesse siano state sciupate così. Leggo che è il primo di una tri(quadri-?)logia; penso mi fermerò qui.

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Reeve Philip
Reeve Philip

Ha iniziato a scrivere storie da quando aveva solo cinque anni. Ha lavorato come libraio e come... leggi tutto