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INTERVISTA

Sempre coraggioso, sempre stimolante, sempre capace di porre domande a cui è difficile trovare risposte: incontriamo Robert Redford per meglio capire il suo ultimo film, Leoni per agnelli da lui diretto e interpretato insieme a Meryl Streep e Tom Cruise

Robert Redford e il cinema come "arma intelligente"



Quello che mi interessava di "Leoni per agnelli" è il modo in cui la storia utilizza la guerra per raccontare tre vicende personali su dei problemi che mi stano molto a cuore: il ruolo dei media, dell'istruzione, della politica e della gioventù negli Stati Uniti. Quello che mi interessava in particolare era l'idea che queste storie, in qualche modo, potessero essere messe insieme in maniera drammatica, per spingere il pubblico a riflettere su quale sia la nostra situazione attualmente.
Robert Redford


Com’è nato questo progetto?
Ho avuto il copione e Meryl Streep e Tom Cruise sono stati subito molto interessati. Non è che la sceneggiatura avesse delle straordinarie qualità, ma i temi affrontati erano molto profondi. Quello, a mio parere, più interessante è l’analisi degli effetti e delle conseguenze di questi ultimi anni negli Stati Uniti.

Nel film parla di tre diversi importanti aspetti del mondo odierno. I media, la scuola, la politica.
Sì molti dialoghi sono davvero impegnativi e penso possano essere anche molto interessanti. Ho capito subito che questo poteva essere un film da fare in questo momento. Oggi, negli Usa, si fanno molti film d’azione, ma pochi toccano temi che riguardano questi ultimi anni, scelte che hanno conseguenze per tutto il mondo.

Tutti la additano come maestro: questa è una responsabilità molto pesante da gestire?
Parlare di certi temi risponde a un mio profondo interesse come cittadino e come artista. Quando nel tuo Paese capitano certe cose si hanno due scelte: o ci si interessa o le si ignora. Ma, amando il mio Paese, sapendo che ha tante virtù, soffro e mi indigno che vengano strappate, sporcate.
Lavoro nel cinema e penso che un film debba divertire il pubblico e quindi so che devo costruire delle situazioni che siano interessanti e coinvolgenti. E so anche che è possibile divertire e comunicare delle idee su cui poi lo spettatore può riflettere.


Il tema dell’informazione è uno dei tre temi centrali del film. Come vede oggi il sistema dei media?
In certi anni il giornalismo ha avuto un ruolo decisivo nel difendere la democrazia. In Tutti gli uomini del Presidente  viene dimostrato. Possiamo dire che il Primo emendamento [sulla libertà d’espressione] è stato salvato proprio da certi servizi giornalistici. Ne I tre giorni del Condor si è guardato quello che succede all’interno della Cia ed è un giornale che fa da referente affidabile del Condor…

E oggi?
Oggi  c’è internet, la tv via cavo. Oggi c’è più informazione, ma è anche possibile maggiore manipolazione. Un messaggio chiaro che giunge dall’alto è quello che non si deve parlare di ciò che succede. In questi anni abbiamo perso tante cose: uomini, denaro, credibilità…
Il mio è un Paese molto diviso con molte zone grigie. Ci sono gli stessi soggetti che controllano la politica e i media. Continuano ad esserci dei giornalisti che provano a dire le cose come stanno, ma dopo l’11 settembre c’è stata troppa paura. Non bisogna dimenticare che i media erano controllati dalle grandi imprese E poi il silenzio nasceva anche dal rispetto: il Governo ci aveva chiesto di accantonare tutto e di sostenere il governo. I Repubblicani allora controllavano i due rami fondamentali dello Stato: il Congresso e la Corte Suprema.  Oggi sappiamo la verità sul perché è stata fatta questa guerra e il suo costo economico e di vite umane. 


Che cosa è possibile fare allora?
Il futuro apparterrà ai giovani e devono decidersi a prendere in mano la situazione. Se voltano le spalle, disgustati da tutto, si continuerà ad andare avanti così. Se invece lottano, potranno cambiare qualcosa. Mi sono sempre mosso col corso dei tempi e credo che tutti i giovani debbano sentirsi responsabili del proprio tempo e fare qualcosa, altrimenti le cose potranno solo peggiorare.

Un film può fare qualcosa?
Non credo alla propaganda, né voglio farla. Voglio solo porre delle domande e mi auguro che le persone, dopo aver visto il mio fil, riflettano su alcune cose Ribadisco: il ruolo del cinema è divertire e fare spettacolo, magari avendo delle idee e affrontando i dei temi importanti.

Parliamo un momento del Sundance: perché ha creato quel festival?

Voleva e vuole essere un luogo di scoperta: non ce ne sono molti. Il cuore di quel festival è trovare nuovi talenti perché ci sono, ma spesso non hanno l’opportunità di farsi conoscere e di affermarsi. Non abbiamo mai avuto bisogno di grandi star per far parlare del Sundance, erano i film a fare notizia e oggi se vengono i "grandi nomi" è solo per presentare dei loro progetti.

Come vede la situazione odierna?
Sono un ottimista pessimista. Nessuno può sapere come andranno a finire le cose. Però è importante riflettere, mantenere aperta la comunicazione sui temi più importanti del nostro tempo. C’è la speranza che quando ci sono cose buone nel proprio Paese qualcuno si muova per difenderle. Bisogna stimolare domande, porre degli interrogativi.

Da sempre ha sentito importante l’impegno pubblico?
Da giovane ero piuttosto scettico, poi sono venuto in Europa , a Firenze a studiare Storia dell’arte. Avevo 18 anni e ho visto altri giovani intorno a me che parlavano, discutevano tra loro sugli Stati Uniti e sul loro peso internazionale. Questo mi ha messo in discussione e ho iniziato a guardare gli Usa dal punto di vista europeo e quando sono tornato ero diverso, avevo conquistato uno sguardo più libero.

E i giovani di oggi?
La famiglia è un luogo in cui ci si può formare una certa sensibilità. Ma c’è stato un mutamento inevitabile da un punto di vista sociale e oggi i giovani sono distratti, cinici perché vedono intorno a sé un sistema corrotto. Ma proprio per questo e con la consapevolezza che il futuro è loro devono essere più attivi. Ma il pendolo nel suo oscillare si sta spostando e oggi i giovani stanno riprendendo ad agire.  

Leoni per agnelli: il film
L'intervista a Tom Cruise

I dvd di  Robert Reford attore

I dvd di Robert Redford regista


14 dicembre 2007 Di Grazia Casagrande


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