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HOME | giovedì 17 maggio 2012 |
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Un grande chitarrista racconta un grande gioco
 | | Federico Poggipollini |
Guitar Hero 2
A volte può succedere. Non è il primo caso e non sarà neppure l’ultimo. Ma l’evento è di quelli che contano. Un musicista che s’innamora di un videogioco, un po’ perché assolutamente irresistibile, un po’ perché da vicino (molto vicino) gli ricorda la sua vita. Così Federico Poggipollini, a tutti noto come il mitico Capitan Fede, incontra Guitar Hero II. Il primo gioco per chi vuole suonare il rock. Un evento da celebrare degnamente.
Bolognese. A 22 anni ha suonato in El Diablo dei Litfiba. E diventa membro del gruppo. Suona anche in Sogno Ribelle e Terremoto. Poi una carriera lunga e meravigliosa con Luciano Ligabue. Infine, una florida carriera solista, intrapresa da qualche anno, e già frutto di enormi soddisfazioni. Così Capitan Fede ha messo il suo nome al fianco dei mostri sacri della chitarra rock Italiana (da Solieri a Cesareo) ed è diventato quel grande chitarrista che oggi tutti riconoscono e plaudono.
Poi un incontro casuale con il gioco che sta tenendo banco in tutte le case del mondo, Guitar Hero II, sviluppato e promosso con quell’intuito e quella capacità che solo Activision mette nella diffusione dei suoi prodotti, e la scintilla che ha fatto scoppiare l’amore.
Capitan Fede diventa testimonial di Guitar Hero II.
Un gioco che è uno dei migliori intrattenimenti videoludici degli ultimi anni. Corredato da una chitarra periferica, proprio per simulare pienamente il gioco (Gibson Diavoletto per la versione Ps2, X plorer per la versione 360), Guitar Hero II è una grandiosa sfida a colpi di classici del rock. Inserisci la chitarra e tenta di suonare i tuoi pezzi preferiti. Da solo o in compagnia. Risultato straordinario. E così Capitan Fede si è gentilmente concesso alla penna di Wuz, per parlarci di questa sua esperienza così particolare e così trascinante.
Capitan Fede, innanzitutto ne aprofittiamo per chiederti a che punto sono i lavori del nuovo album, e che novità hai in serbo per tutti noi, che ti stiamo aspettando con grande ansia.
Uscirà un singolo questa estate, che si intitolerà "Il Chitarrista" ed è una cover di Ivan Graziani; l'album uscirà invece ad ottobre e si chiamera “Trasversale”.
Come mai hai deciso di sposare la causa di Guitar Hero II: qual è stato il primo “motore” che ti ha portato a maturare questa decisione?
La mia collaborazione con Activision su GUITAR HERO è nata un po' per caso: ci siamo conosciuti per una intervista su "Rolling Stones" e proprio in quella occasione ho giocato per la prima volta a GUITAR HERO II. La mia sensazione è stata subito molto positiva ed è per questo che ho iniziato a collaborare per la promozione del prodotto.
A chi accusa queste operazione di essere solo “strategie di marketing”, si potrebbe solo rispondere mostrando dati ufficiali e responsi di stampa, relativi a Guitar Hero II, per smentirlo. Ma se tu dovessi consigliarlo per qualche motivo, su cosa spingeresti?
In questo momento storico credo che sia molto importante usare delle strategie che servono ad allargare la comunicazione,e quindi non mi spaventa, anzi la mia scelta è assolutamente sincera. Credo che GUITAR HERO abbia delle caratteristiche che non tutti i giochi hanno. La cosa che mi ha colpito particolarmente è la scelta delle canzoni tutte in chiave originali non midi file riprodotti senza stile, le canzoni sono classici del rock, quindi quando giochi allo sfinimento arrivi a conoscere perfettamente le parti musicali divertendoti. Un po' come imparare a suonare uno strumento.
Un chitarrista principalmente rock che si confronta e si affronta, in un certo senso, con un nuovo tipo di approccio. Diverso e molto meno tecnico, ma indubbiamente più “arcade”, immediato e legato al feeling. Che sapore ha questa sfida confronto? Come ti sei trovato a giocare e a prendere in mano una chitarra che suona in modo diverso?
Un musicista è sicuramente avvantaggiato, ma si deve confrontare con un'altra cosa, la sfida è la classica dei video games competitivi.
Ti è piaciuto l’approccio molto diretto e d’impatto, d’utilizzare una riproduzione della Gibson per poter giocare perfettamente a Guitar Hero II?
Moltissimo… la riproduzione della chitarra è veramente azzeccata, ha il vero stile rock and roll... e mi riferisco tanto alla Gibson SG – della versione per PlayStation 2 - quanto la X-plorer – la nuova chitarra della versione per Xbox 360.
Pensi che Guitar Hero II possa essere un buon inizio per i ragazzi? Un primo approccio verso il mondo musicale?
Certo che si! Impari a riconoscere i suoni e a dividere il basso dalla batteria la chitarra ritmica da quella solista.
Secondo te, che filosofia c’è dietro Guitar HEro II?
Essendo un videogioco, credo che la filosofia di GUITAR HERO sia fondamentalmente quella di divertire, di regalare momenti di sano e positivo coinvolgimento a chi lo gioca .. al tempo stesso, come ho detto prima, GUITAR HERO ha l’indubbio merito di avvicinare le persone ad un mondo, quello della musica rock e della chitarra, che a taluni può essere sconosciuto o indifferente e che può invece rivelarsi molto affascinante
Che rapporto hai con i videogames?
Durante l’adolescenza ho avuto anch’io alcune “fisse”,come le potrei chiamare, mentre ultimamente, prima di GUITAR HERO, giocavo spesso a calcio
In un periodo di forte crisi dell’identità musicale dell’ascoltatore, sottoposto a diecimila stimoli e giocoforza, probabilmente orientato ad un ascolto meno profondo e approfondito, credi che il videogioco possa essere un nuovo mondo, propedeutico o integrativo alla musica?
Senza alcun dubbio… un gioco come GUITAR HERO ad esempio fa sì che eseguendo in continuazione i brani e le canzoni, le stesse ti entrino nella pelle e diventino parte di te.
Quali sono stati i tuoi successi e insuccessi con Guitar Hero II?
Per ora parliamo solo di successi… ci gioco in compagnia e nessuno mi ha ancora battuto!!!
Parliamo della tua carriera: non mi metto neanche a commentare il tuo curriculum, perché sono tali e tante le cose fantastiche che hai fatto, che sarebbe riduttivo parlarne. Però mi piacerebbe sapere se ci sono e se sì, quali, cose che non hai fatto e senti come grosse mancanze.
Ad essere sincero, se ripercorro il mio passato professionale, non trovo “cose che non ho fatto e di cui sento la mancanza”... questo perché tutto quello che ho fatto è sempre stato frutto di una mia scelta e di un mio desiderio.
Semmai posso dire che questo desiderio è costantemente acceso perché sono sempre molto affascinato dalle novità e sono continuamente stimolato da esperienze musicali e professionali diverse
Gazzè, Morgan e Carnevale. Ci sarà un seguito a quel fantastico supergruppo (che ho avuto l’onore di vedere dal vivo?)
Ci siamo detti che se qualcuno ci propone un tour da fare insieme noi ci siamo, magari non in questo momento perché tutti e 4 siamo occupati con le rispettive uscite discografiche.
Sei un rocker, molto spesso in un mondo di apparenti rocker. Senti la difficoltà di comunicare attraverso uno strumento, la musica rock appunto, ostacolata da logiche di mercato e di “brand new”?
Un po' sì, ma fa parte del gioco.
| 18 aprile 2007 | | Di Mario Ruggeri |
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