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INTERVISTA

Intervista a Pippo Pollina

Una musica incisiva




Un'intervista con Pippo Pollina. Un esempio di cantautore impegnato, che ha da sempre trattato nelle sue canzoni i temi della legalità, della giustizia, dell'antimafia. Con lui scopriamo quanto la musica può essere incisiva e parliamo anche del suo ultimo lavoro discografico Racconti e Canzoni, un cd/dvd che raccoglie in 25 tracce live, un lungo percorso artistico.


Leggi la recensione di "Racconti e Canzoni"

Puoi raccontarci qualcosa riguardo la tua esperienza esperienza giornalistica all'interno del settimanale "I siciliani" diretto da Giuseppe Fava?


All'inizio si trattava di un mensile. È diventato un settimanale nel momento in cui ci fu il pericolo che scomparisse e si ottenne un contributo regionale che per un periodo consentì alla redazione di portare avanti il giornale. Il primo ricordo che ho è quello del "pellegrinaggio" a San Agata Li Battiati dove c'era la redazione del giornale e dove incontrai per la prima volta Giuseppe Fava. In quell'occasione io e altri quattro ragazzi di Palermo proponemmo di creare una sorta di redazione di Palermo perchè il giornale era di Catania e la mia città era sprovvista di una redazione. In cambio avremmo avuto degli spazi e la possibilità di fare esperienza giornalistica. Eravamo tutti studenti di giurisprudenza. Lui fu entusiasta di questa idea a tal punto che la cosa iniziò immediatamente  e andò avanti per un periodo fino a quando poi Fava fu ucciso e il giornale dopo un anno e mezzo purtroppo chiuse.

Cosa ti ha spinto a lasciare l'Italia?

Questa è una domanda un po' complessa. Io in realtà non avevo intenzione di lasciare l'Italia. Ho vissuto un periodo di grande incertezza. Alla fine del 1985 avevo bisogno di un periodo di pausa, una riflessione. Non trovai modo migliore di farlo che prendere la mia chitarra, il mio sacco a pelo e fare il giro del mondo, per conoscere nuove culture, imparare nuove lingue. Insomma avevo bisogno di un "periodo di ossigenazione". La soluzione migliore per me era quella il viaggio. Però non avrei mai pensato che quel viaggio potesse significare un addio, o comunque un lunghissimo arrivederci al mio paese. Anche perchè io ero legatissimo alla Sicilia, alle idee in cui credevo, che volevo portare avanti. Ma ho cominciato a capire, mesi e mesi dopo, che da quella posizione paradossalmente riuscivo più facilmente ad essere incisivo in un certo tipo di lotta. Inziai a fare spettacoli, a parlare di legalità, di giustizia e di antimafia in contesti che erano assolutamente disinformati in materia, in luoghi geografici in cui non si sapeva nulla di queste problematiche. Tutto questo mi ha spinto ad allungare questa esperienza e scegliere di non tornare più a vivere in Italia. Perchè vedi quando si va via dall'Italia con spirito comunicativo, con spirito di curiosità, diventa poi difficile tornare a casa. Cominci a sviluppare una sorte di idiosincrasia nei confronti di certi problemi. E così è stato per me anche se non ho mai abbandonato l'idea di ritornare.

Tu hai scritto 19 luglio 92 su Paolo Borsellino e Centopassi dedicato a Peppino Impastato. Cosa ha significato per te trattare di questi temi?


Per me ha significato parlare della mia vita. Mi sono compenetrato con il dolore di chi non soltanto ha vissuto in prima persona la tragedia della criminalità organizzata, come i familiari delle vittime, ma anche di chi ha vissuto le stragi di mafia come una tragedia di tipo politico sociale. La canzone d'autore italiana, quella nobile, anche politicizzata, anche impegnata socialmente, ha quasi sempre ignorato queste tematiche, forse considerandole troppo regionali o regionalistiche, o forse per superficialità. Senza dubbio c'è stata una mancanza da parte dei grandi spiriti della nostra canzone che probabilmente hanno finito per sottovalutare l'argomento.

Quindi tu pensi che la canzone in questo caso sia qualche passo indietro rispetto al cinema o alla letteratura?

Non c'è dubbio. Ti potrei fare due o tre esempi di canzone italiana che ha toccato questi temi ma in maniera molto leggera. Per esempio Don Raffae' scritta da Fabrizio De Andrè insieme a Massimo Bubola, descrive in maniera anche mirabile questo personaggio in carcere, che poi sembra essere Raffaele Cutolo, questo mammasantissima. A mio parere però serviva una canzone più bruciante che mettesse in collegamento in maniera evidente quelle che sono state le responsabilità dello stato italiano nei confronti della crescita dei fenomeni mafiosi. Forse un po' più di cinismo.

Che tipo di riscontro ha trovato nella gente quando hai proposto questi temi nei tuoi dischi?

Ho riscontrato grande stupore nelle regioni meridionali ma certamente più partecipazione, più comprensione, più vicinanza nei confronti di queste problematiche. Mi sono sentito dire " finalmente c'è qualcuno che ne parla, finalmente c'è qualcuno che ne canta" e questo mi ha fatto sicuramente molto piacere. Con la musica non si cambia il mondo. Le canzoni, diceva Guccini, non fanno rivoluzioni. Ha ragione ma noi possiamo dare coraggio alla gente. La musica ha una funzione più profonda, agisce ad un altro livello. La musica ha una grandissima importanza


Racconti e canzoni è un disco di bilanci?

Un po' sì... D'altronde io non avevo mai fatto un disco dal vivo. Oggi un artista dopo quattro o cinque dischi già fa il "disco live". Io ho aspettato tanto. Ho inciso 150 canzoni. In questo cd/dvd restituiamo 25 episodi di un canzoniere abbastanza vasto. Ci sono anche alcune novità, alcuni pezzi nuovi, un paio di cover a sorpresa. Abbiamo deciso di testimoniare attraverso la realizzazione di un cd/dvd un lungo percorso di lavoro e adesso si volta pagina.

Come mai la scelta di inserire alcune cover degli anni '70? E perchè queste scelte?

Ho amato molto Le Orme dei primi anni Settanta perchè riuscivano a scrivere un tipo di canzone melodica per la voce straordianaria di Aldo Tagliapietra che è stato uno dei più grandi interpreti della musica italiana. E anche Alan Sorrenti aveva una grandissima voce. Poi si è completamente rovinato traviato dalle chimere di facile fortuna e si è messo a fare canzonetta di basso pregio. Verità nascoste e Vorrei incontrarti sono due canzoni bellissime e se proprio cover dovevano essere a quel punto ho pensato "faccio quelle che più mi piacciono, che magari la gente non conosce ma che sarà ben felice di scoprire".

Prima hai detto "e adesso si volta pagina". Quale sarà la pagina successiva?

Scriverò un'opera per Ustica. La prima avrà luogo al Comunale di Bologna il 27 giugno di quest'anno in occasione dell'apertura del museo della memoria dove saranno ospitati i resti del DC9 tragicamente abbattutto nel 1980. A maggior ragione quest'opera si farà, visto quello che è successo, ovvero visto che la Cassazione, contraddicendo la decisione della Corte d'appello, ha deciso di scagionare totalmente per non aver commesso il fatto, i generali dell'Aeronautica militare in un primo momento condannati come colpevoli di alto tradimento. Forse la pagina successiva potrebbe essere proprio questa.

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17 gennaio 2007 Di Francesco Marchetti


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