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HOME | giovedì 17 maggio 2012 |
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I giorni, le rose, le spine, il mondo di Paola Turci Claudia Caramaschi incontra Paola Turci per parlare del disco, uscito a fine aprile 2010, Giorni di rose, secondo capitolo della “trilogia in musica” inaugurata a ottobre del 2009 con l’album Attraversami Il cuore. Mentre il primo appuntamento del progetto era dedicato all’amore, il secondo è tutto rivolto all’universo femminile. Una grande artista che si cimenta, dopo essere stata cantautrice, nel ruolo dell’interprete, cantando brani composti per lei da “amiche della canzone": Carmen Consoli, Nada, Marina Rei, Grazia Verasani, Ginevra Di Marco, Naif Herin, Chiara Civello. Nella raccolta è presente anche la cover Lunaspina di Ivano Fossati, eseguito con Fiorella Mannoia, prima interprete del brano nel 1989.
Con Giorni di rose hai dichiarato di voler "parlare forte con delicatezza", perchè?
Ho sentito un'esigenza naturale di parlare, forte anche, ma senza urlare. Un'esigenza naturale di non affondare il piede sull'acceleratore, ma sui sentimenti per dare spazio al tema dell'amore. Ho voluto osare, ho voluto interpretare canzoni capaci di esprimere emozioni forti, anche importanti, ma con delicatezza. In questo progetto prediligo i suoni morbidi, delicati, sussurrati, l'idea del racconto, dell'atmosfera.
Cosa caratterizza il secondo capitolo della trilogia?
Mentre per il primo disco Attraversami il cuore il tema centrale era l'amore, in questo secondo atto è predominante l'espressività della donna. Per questo ho chiesto alle donne che più mi piacciono e con cui ho avuto un effettivo contatto, rapporto, di scrivere delle canzoni, canzoni che loro mi hanno regalato e che esprimono passioni, emozioni, sfumature. Tutti questi brani arrivano al sentimento in modo intenso, diretto e con facilità come è stata l'intesa che si è creata tra noi.
La canzone Io e Maria parlava di un fortissimo rapporto di amicizia tra donne, l'amicizia oggi per te...
L'amicizia è prima di tutto un valore indipendentemente dall’essere uomo o donna. Un rapporto di amicizia si può anche creare immediatamente, ma una "vera" amicizia contempla il momento di difficoltà, la presenza di due entità distinte, di due vite diverse. È qualche cosa che si costruisce, è un'esperienza di vita, è frequentazione, è partecipazione. Oggi osservo delle esperienze estremizzate, ossia è sorprendente che ci siano molte associazioni no profit attivissime e nel contempo che le divisioni siano sempre più latenti, che il sospetto di razzismo si stia diffondendo, che il bisogno individuale stia avendo la meglio sulla collettività, sia esasperato.
Singolare la partecipazione della scrittrice, Grazia Verasani...
Grazia per me è stata una scoperta sorprendente, oltre a scrivere canzoni le canta! Mi sono immaginata l'autrice di Quo vadis, Baby? in veste noir con delle sfumature rock. Lei con una velocità incredibile mi ha offerto una canzone d’amore, Odiarti e amarti così, che non ha deluso la mia immaginazione, anzi!
Che donne mancano nel nuovo disco?
Mancano tutte quelle donne con cui potrei avere un rapporto, un contatto vero, autentico, come è accaduto con le donne che hanno collaborato a questo disco. Giorni fa ho sentito telefonicamente la cantante Alice, ecco se ci fosse stata l'occasione avrei voluto anche la sua partecipazione...
Il tuo rapporto con la stampa, la radio...
Con lo scorrere degli anni il mio rapporto con la stampa non è cambiato, prediligo la storia, la nostra geografia piuttosto che il gossip. Ho rapporti piacevoli con i giornalisti, nutro stima, rispetto per coloro che svolgono con professionalità questo mestiere. Con la radio ho un rapporto anche di ascoltatrice e mi piacerebbe molto avere un mio programma radiofonico. La radio ti appassiona, ti incuriosisce, ti coinvolge moltissimo sebbene questo possa implicare abnegazione.
Con te Accanto, il tuo primo romanzo, scritto con la giornalista Eugenia Romanelli...
Eugenia Romanelli mi aveva proposto di scrivere la mia biografia, ma io rifiutai. Le proposi allora di scrivere un romanzo e lei accettò. Lo scrissi durante un periodo sereno della mia vita, questo romanzo è la mia realtà ribaltata. Come tutti vivo dei momenti piacevoli e dei momenti meno, ma detesto lamentarmi e soprattutto fermarmi, anche dopo il mio incidente non ho mai voluto dare spazio all'autocompatimento.
Il tuo rapporto con il pubblico quando ti esibisci...
Il "Live" per me è energia pura, è nutrimento, è imprescindibile dalla mia vita, è la mia dimensione ideale, sia quando canto che quando suono, vorrei poterlo fare sempre anche solo per poche persone.
A cosa ti ribelli?
Se penso alla quotidianità mi ribello all'arroganza, alla prepotenza, all'invadenza. Se penso alla realtà mi ribello all'individualismo, all'ostilità che porta ad una perdita della realtà...
Il terzo appuntamento cosa ci riserverà?
Sicuramente sarà un disco che guarderà il mondo, uno sguardo sul mondo, uno sguardo d'amore sul mondo e su quanto ci sta vicino e lontano. Una realtà osservata però con una lente più morbida rispetto ad altre mie canzone come Bambini, Ringrazio Dio. Gli occhi con cui guardo al futuro sono occhi illuminati, occhi che vogliono vedere la luce per creare un mondo migliore. Inevitabilmente il nuovo disco influenza il suo predecessore e come la levità, l'amore del primo si possono riconoscere nel secondo, così potrebbe accadere anche con il terzo.
| 20 maggio 2010 | | Di Claudia Caramaschi |
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